
Nasce nei primi dell’800 come un negozio di lino, per poi crescere in maniera esponenziale fino ai nostri giorni. è adesso realtà a Londra, Dublino, Manchester, Edimburgo, Birmingham, Leeds. Da Harvey Nick si trovano tutti i brand più prestigiosi del mondo, womenswear, menswear, accessori, casa. SPA, ristoranti e bars, contraddistinti da un design d’avanguardia. Ultimo nata della casa, la linea food.
Cibi di un’eleganza lunare, da acquolina in bocca, da profumo di irreale vivedezza anche solo al pensiero. Un must have, sapiente connubio di qualità e strategie pubblicitarie capaci tutte le volte di sorprendere1. Che anche questa volta hanno centrato il bersaglio, facendo il giro del mondo per ironia e acume di spirito.
Nel settembre è uscito infatti l’ultimo viral, per il lancio del “Fashionable Food”.
La location, il backstage di una sfilata, l’ultimo minuto prima dell’inizio. Un countdown convulso e annaspante. Ci sono gli ombretti, ci sono i bigodini, le spazzole, i phon, gli acconciatori.
Ci sono i vestiti, truccatori, le luci, i flash. Si sentono urla e attacchi d’isteria, ultimi colpi di mascara, spennella il fard anche qui che è meglio. Qualcuno vomita nel bagno. Qualcuno è alle prese con cocaina su uno specchio. Qualcuno, con vibrante attesa, si ammira i boccoli. Peccato (forse meno male??) che non stiamo parlando delle solite modelle anoressiche, narcotizzate, egocentriche.
Quel “qualcuno” in realtà sono rispettivamente una capra, un pollo, una pecora! E non solo: la fattoria degli animali di Orwell versione ultra moderna prevede anche maialini presi da nevrosi, oche malelingue con collane di perle al collo, mucche con calma buddista, e last but not least uno struzzo, il first face che apre la passerella e chiude il clip, in mille bagliori e due tendoni che fastosamente si aprono sulla catwalk col fiato sospeso.
Che enfants terribles, i geni/ideatori di questo adv, che hanno pensato bene, per dare maggiore autenticità al tutto, di utilizzare insieme alle inusuali stelle anche i buyers reali di Harvey Nicks, vestiti con i nuovi pezzi di stagione disponibili negli stores, vedi Donna Karan, Givenchy, Burberry Prorsum. Il video, perfetta combinazione di ironica denuncia e autoreferenziale impeachment, è stato lanciato su you tube e un documentario è stato visibile per tutto il mese di ottobre sul canale satellitare Fashion tv.
La fashionable food line include meraviglie pantagrueliche come i “couture cake”, dolcetti/opere di avant-design, o la pasta italiana aromatizzata alla fragola e al cioccolato, oltre allo champagne Moet, dal packaging letteralmente tempestato di Swarosky. E solo per citarne alcuni. C’è un grande assente, in tutto questo ben di Dio. È il pregiatissimo, ipercaloricissimo foie gras, ritirato dagli scaffali nel settembre scorso, sotto intimazioni della lega Peta, per le crudeli attenzioni alle quali le anatre sono sottoposte per la produzione. Diciamola tutta: non sarà economico, il caro Harvey Nicks, ma di certo non fa distinzioni: che siano uomini o animali, l’importante e che siano vivi e faboulous.
Articolo inviato da Simona Santelli

Ilaria Romano








