DAL FASHION AL FALSHION. EMERGENZA CONTRAFFAZIONE ( PRIMA PARTE)

Sette miliardi di euro:a tanto ammonta il giro di affari di quella che è, ormai, un'economia parallela fuori dalle regole del mercato. Ci riferiamo al boom del falso in Italia:un mercato che ha registrato una crescita del 70% in un solo anno,nel 2006 sul 2005. Primo posto in Europa,terzo posto nel mondo.E non è certo un invidiabile primato.

Qual è l’identikit del consumatore che contribuisce ad irrobustire gli introiti di questo mercato illecito? Donna (58%),vive soprattutto nel nord-ovest o nel sud, ha un’età media che va dai 18 ai 34 anni, occupata. Ecco il quadro dipinto da una ricerca- realizzata dall’Istituto Tiepoli e dalla Confcommercio- sul fenomeno della contraffazione in Italia.

Va da sé quanto un problema come questo abbia tante e tali implicazioni da rendere impossibile un resumé che sia esaustivo dei vari termini che toccano la questione:si va dal campo economico a quello giuridico, da quello sociale a quello culturale.L’unica cosa certa è che il fenomeno ha assunto dimensioni pandemiche.

Coraggiose, quanto giustamente allarmanti, le dichiarazioni di Santo Versace- presidente della Versace S.p.a. “ Chi compra merce contraffatta finanzia gli assassini di Falcone e Borsellino.Non è una frase troppo forte. Parliamo di lotta a ‘ndrangheta,camorra, sacra corona unita, poi invece le finanziamo.Il boom di questa merce è un danno grandissimo: dobbiamo fare capire che merce contraffatta vuol dire evasione fiscale,criminalità oprganizzata,lavoro nero e sfruttamento minorile” .

Le dichiarazioni di Versace non fanno altro che mettere il dito nella piaga- in modo giudizioso e responsabile- condensando, in poche frasi, gli effetti nefasti, prodotti da questo boom, sulla nostra economia e sul nostro tessuto sociale.E, ancora prima di Versace,l’ambasciatore americano in Italia – Ronald Spogli – aveva definito insufficiente, da parte italiana, la tutela della proprietà intellettuale. “Un’ insufficienza inaccettabile che provoca danni ingenti agli interessi americani in Italia” . Spogli ha anche aggiunto che l’Italia ha ottime leggi, ma è eccessivamente tollerante nei confronti di chi viola la proprietà intellettuale.

Il primato del falso ci ha consegnato un’altra “ bolla di scomunica” economica:l’inserimento del nostro Paese nella Watch List della Special 301, la legge che richiede al governo americano di valutare il livello della protezione della proprietà intellettuale in 70 Paesi partners commerciali.Spogli ha auspicato che l’Italia metta in atto gli opportuni ed adeguati correttivi per far fronte a quella che si profila come una sfida piuttosto lunga e difficile:la riconquista di una dignità commerciale internazionale.

Gli strumenti per operare in modo efficace sono numerosi anche se il cammino da fare è , ancora, piuttosto lungo ed occorre operare su più fronti coinvolgendo molti attori: dagli organi ministeriali alle imprese, dalle autorità doganali alle associazioni di categoria , e, non ultimo, al mondo dei media per l’attivazione di campagne sociali,mirate a far comprendere al consumatore quanto l’acquisto di beni contraffatti sia un reato punibile con sanzioni amministrative, nei confronti dello stesso consumatore, grazie al cosiddetto decreto competitività ( D.L. 14 marzo 2005,n. 35 conv. Con modificazioni dalla legge 14 maggio 2005,n.80).Di recente, il governo ha finanziato- con un milione e mezzo di euro- una campagna di comunicazione istituzionale che partirà nel 2008; la campagna mira a far comprendere ai consumatori il livello di criminalità che si nasconde dietro i falsi.

Nella lotta alla contraffazione- ed alle truffe in generale,- rientra anche la recente presentazione della seconda edizione di “Posso darti un consiglio?,utile vademecum che aiuta a tutelarsi dalle truffe di ogni genere, redatto dal Comando Generale della Guardia di Finanza,con il contributo dell’Alto Commissario per la lotta alla contraffazione( Ministero dello Sviluppo economico).

Nella sfera della protezione della proprietà intellettuale rientrano anche i Protocolli d’intesa stipulati dall’Agenzia delle Dogane con alcune associazioni di categoria maggiormente rappresentative della realtà economica nazionale ( Confindustria, Confapi, Sistema Moda Italia ) .

In più l’Agenzia ha implementato una Banca dati multimediale denominata F.A.L.S.T.A.F.F. ( Fully Automated Logical System to Avoid Forgeries & Frauds) ,da non confondere con l’allegro e buffo cavaliere shakespeariano! Questa istituzione permette al titolare dei diritti di proprietà intellettuale di inoltrare istanza di tutela, elencando i prodotti che intende difendere,nonchè,per ciascuno di essi, le caratteristiche merceologiche e doganali e le eventuali ipotesi di frode conosciute.Si genera,così, una scheda e,successivamente, un codice ITV(informazione tariffaria del prodotto) che sarà valido per tutte le dogane comunitarie.

Altra importante innovazione è l’Audit delle Imprese che permette di concedere benefici fiscali alle imprese ritenute affidabili.E qui si inserisce l’argomento del Codice Etico che ogni impresa attenta dovrebbe sviluppare a garanzia sia del lavoratore interno all’azienda che del consumatore.

E’ d’obbligo ricordare che, per quanto attiene all’Agenzia Doganale, essa fa riferimento agli strumenti offerti dalla normativa comunitaria europea ed alla legislazione nazionale,rispettivamente col Regolamento ( CE) del Consiglio n.1383/2003 del 22 luglio 2003 e con la Legge n.35/2003, art. 4, commi 54 e 80.

Sul piano politico nazionale c’è da registare quella parte delle legge Bersani che verrà esaminata dal Senato entro dicembre 2007 e che compendia la ridefinizione dei reati legati alla contraffazione, introducendo il crimine specifico di associazione a delinquere,l’individuazione od il rafforzamento di adeguati strumenti di indagine,la riduzione delle sanzioni amministrative a carico dei consumatori in modo tale da renderle facilemente esigibili.

Una buona notizia giunge anche dalla Direzione Generale Sviluppo produttivo e Competitività dell’U.I.B.M. che, consorziato con gli uffici brevetti di altri venti stati membri, ha vinto il bando di gara, emesso dall’Unione Europea,per la realizzazione di servizi di informazione on-line sui diritti della proprietà intellettuale,dedicato alle piccole e medie imprese.L’Italia vi partecipa congiuntamente al sistema delle Camere di Commercio ed al Politecnico di Torino.Il progetto, chiamato IP-BASE verrà presentato ufficialmente a Bruxelles il 29 novembre.

L’Italia ha ottenuto il compito di creare e gestire lo strumento (toolbox) che consentirà alle imprese ed alle associazioni di accedere alle informazioni ed ai documenti necessari alla definizione di una strategia di impresa efficace in materia di proprietà intellettuale.L’obiettivo è quello di aumentare, all’interno dell’Unione europea,la conoscenza e la capacità di uso economico dei diritti della proprietà industriale da parte delle imprese.

A livello internazionale c’è da registrare l’attivazione di 14 desk anticontraffazione-in 10 Paesi terzi - annunciata dal Ministro del Commercio Estero,on. Emma Bonino.Grazie ad un accordo tra l’Ice – Istituto per il commercio con l’estero – ed il ministero del Commercio Internazionale, i desk forniranno aiuto alle piccole e medie imprese italiane che,spesso, non dispongono degli stessi strumenti delle grandi aziende per tutelarsi

Carmen Lia Leuzzi

Fonti:

* Il Sole 24ore

* Il Messaggero

* Comunità europea (sito)

* Ministero dello Sviluppo economico- Ufficio Italiano Marchi e Brevetti www.uibm.

* Convegno Venezia,27 Aprile 2007 (intervento dell’Ing. Michele Branca-Direttore regionale delle Dogane per il Veneto

* Istituto Italiano di Applicazione Legislativa

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