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Il Petrolio e la Moda

C'è una correlazione tra l'andamento dell'oro nero e quello delle vendite del Fashion?

I nefasti effetti dell’aumento del prezzo del petrolio si propagano a tutti i settori dell’economia, e la moda non costituisce un’eccezione. Mentre le quotazioni del prezioso combustibile marciano spedite verso i cento dollari al barile, non sorprende che le ripercussioni degli aumenti incomincino a farsi sentire anche su scala globale: il rincaro dell’energia colpisce produttori e consumatori, determinando un aumento dei costi di produzione per aziende, ed una minore disponibilità economica per i consumatori. Ad essere colpito da questa ridotta capacità di spesa è anche il settore dell’abbigliamento.

Oltreoceano, i retailer di fascia media accusano il colpo: negli Stati Uniti colossi del settore come Macy’s, Gap e Ameriacan Eagle denunciano un trend negativo nel fatturato. Footlocker, leader nel settore calzature sportive, ha annunciato di essere alla ricerca di un acquirente. Curiosamente il fenomeno sembra minacciare meno gravemente i retailer di fascia alta, come Nordstrom e Saks Fifth Avenue, che prevedono addirittura una timida crescita.

Questo fenomeno può tuttavia meravigliare solo fino a un certo punto, se si considera il trend economico degli ultimi anni, che ha visto ridurre in occidente il tenore di vita del cosiddetto ceto medio, il più esposto al credito a consumo. In Europa l’effetto caro-petrolio è bilanciato dal potere del super euro: visto che il commercio mondiale del petrolio avviene in dollari, una moneta forte avvantaggia indubbiamente il vecchio continente. Ed in Italia, nella prima metà del 2007, It Holding (che produce per Ferré, Galliano, Just Cavalli tra gli altri) guadagna il 31%, il Valentino Fashion Group incrementa le vendite delle linee Valentino e Hugo Boss, e persino la disastrata Jil Sander riesce a dimezzare le perdite. Non sembra andare peggio nella fascia media: Benetton e Geox sono in trend di crescita. Viste tuttavia le previsioni di crescita per la patria economia sfornate di recente dalla commissione europea, ci si chiede solo quanto potrà durare.

Elisa Motterle