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Nella moda vince chi fugge.

Guerrilla fashion shops

In una società in continua trasformazione e in cui il cambiamento e la contaminazione diventano tratti distintivi dell’architettura, della pittura, della cucina e delle cultura in genere, come può l’alta moda mantenersi ancorata ai canoni estetici della classicità e, al contempo, non perdere la sua connotazione innovativa? Semplice, ricordando che dietro ogni meccanismo di acquisto si cela, come negli altri piaceri della vita, l’impulso umano del ricercare un compenso a una qualche mancanza interiore o materiale. Come rendere perciò un prodotto attraente oltre il suo valore di mercato se non dandogli l’aspetto della temporaneità, dell’occasione irripetibile, della fuggevolezza base e fondamento delle emozioni umane più forti?

Ecco che a Zurigo un gruppo di ex container delle ferrovie, viene raggruppato ai margini di una strada periferica ma trafficata, assemblato come una torre medievale, collegato da scale e strutturato con tutti i servizi necessari e trasformato in un punto vendita transitorio ma di estremo fascino e successo. Stessa formula utilizzata anche da Comme de Garçon che, dopo il negozio “utero” aperto nell’ex quartiere delle macellerie di New York qualche anno fa, adesso è portavoce del fenomeno dei Guerilla Fashion Shops: negozi aperti in spazi inusuali come fruttivendoli, sottopassaggi abbandonati, traghetti ancorati lungo un fiume e in città in continua trasformazione come Varsavia, Atene e Beirut. Negozi in cui diventa lecito vendere di tutto. Dai resi dei negozi “ufficiali” ai prodotti “special editions” creati appositamente per questo stravagante fenomeno. Prodotti che si trasformano in occasioni per prezzo o conformazione a cui il consumatore usuale, così come il visitatore occasionale, faticano a rinunciare per la paura di perdersi un’esperienza irripetibile.

Negozi che costa poco costruire perché minimali negli arredi, spazi che costa poco affittare per la loro originaria funzione d’uso e allocazione e prodotti che, al contrario, possono essere venduti a qualsiasi prezzo proprio per la loro unicità. Altra qualità imprescindibile di questa modalità di vendita, inoltre, è il carattere temporaneo delle strutture: questi negozi, infatti, stanno aperti un mese, un anno, un giorno, non importa quanto, ma sempre per un periodo di tempo predeterminato e non prolungabile. La moda diventa così un fenomeno itinerante come un’installazione di arte moderna e assume la leggerezza del carpe diem, di un amore che si ha l’occasione di vivere una sola volta nella vita e solo per poco tempo.

Non stupisce il successo dei Guerilla Fashion Shops sia così ampio, chi rinuncerebbe a suggestioni tanto romantiche e al tempo stesso tanto anticonformiste? Per sapere se si cederebbe alla tentazione però bisogna provare e già il tentativo è motivo di vanto per chi ha scommesso e investito su questa idea.

Francesca Gialli