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Moschino sempre piu cheap n' chic

In tempi di scrisi non esistono ricette magiche per sostenere le vendite e dunque ci si appella alla "legge dell'offerta" per sperare ad un aumento dei volumi con la riduzione dei prezzi. E' quanto dichiara di voler fare Moschino. Restiamo "in ascolto".

Cheap chic

Se la tasca dei consumatori si assottiglia, le maison di moda devono scendere in campo con politiche no frills per non rischiare profondi strappi nei bilanci di fine d’anno. E’ quanto si deduce dal nuovo annuncio del guppo Aeffe per il brand Moschino Love. A partire dalla prossima collezione P/E 2010 gli accessori della collezione Love Moschino si riposizionano su una fascia di prezzo più competitiva e quindi più accessibile al pubblico. Se l’inflazione fa gonfiare il cartellino, il brand di Abbiategrasso annuncia una strategia anticrisi molto familiare agli uffici marketing delle GDO. Il prezzo scende ma la qualità non cambia, è quanto assicurano dalla casa madre.
Ma abbassare il prezzo è davvero la soluzione piu efficace? Una griffe che ha basato, con il suo eclettico fondatore Franco Moschilno, la sua storia sull’irriverenza provocatoria, che ha conquistato il pubblico con il suo gusto sofisticato ed autoironico, può fare con disinvoltura un “passo indietro” senza rischiare uno scivolone nella sua brand identity? Esistono diversi strumenti tra i marketing tools che consentono una riduzione del prezzo “reale” senza intaccare quello “nominale” ( vedi promozioni, carte sconto, vendite speciali… etc…) lasciando intatta la brand value e piu spensierati i clienti.
Il riposizionamento verso il basso di un fashion brand è una operazione moto rischiosa che compatta i margini da un lato per un aumento dei volumi dall’altro si spera piu che proporzionale.
Non si puo negare che il succeso o meno di una operazione commerciale non dipende mai totalmente da chi la mette in atto ed un’ alea di imprevedibilità dovuta all’imprevedibilità del mercato c’è sempre. Restiamo in attesa dei primi risultati post campagna vendite per vedere se le previsioni erano giuste, oppure no.

dott.ssa Ilaria Romano