
Illustrations pour les « Fables choisies mises en vers par M. de la Fontaine »,
François Chauveau (1613-1676)
I Calabroni e le Api
di Jean de La Fontaine
Era sorta fra l’Api e i Calabroni per un favo di miel una gran lite, di cui volevano essere padroni d’ambo le parti e con furore tale, che infine il grande affare d’una Vespa fu tratto al tribunale. La Vespa non sapea che giudicare. Intorno al miel alcuni testimoni dicean d’aver veduto bestie alate giallo-nere, ronzanti e fusolate, ma in queste condizioni potevan esser api e calabroni. Torna la Vespa allora a investigare, interroga un intero formicaio, ma le cose non restano più chiare. Allor disse una Pecchia(1):
O non vi pare che duri già da un pezzo questo guaio? Il miele va in malora e a danno nostro; ché mentre noi spendiamo in bollo e in tassa, in carta, in procedura ed in inchiostro, del nostro miel è il giudice che ingrassa. Andiam invece ed api e calabroni a lavorar nell’orto, e le case ed i favi più ben fatti indicheranno la ragione e il torto.
Naturalmente dissero di no i Calabroni, e il miele alle Pecchie la Vespa giudicò.
Magari si facesse ogni processo, come dicon che facciano in Turchia, senza tutta la lunga litania di spese e ciarle inutili d’adesso! Il buon senso val più di tutti quanti i codici, o, sofferto strazi e croci, il giudice di solito ha le noci, e non restan che i gusci ai litiganti.
(1) Pècchia: Dal latino apicŭla, da apic’la o apec’la per la caduta della U atono dal lat. APICULA (diminutivo di APIS ape) L’insetto volatile che raccoglie il miele detto più correttamente Ape.
La Morale:
“Il giudice di solito ha le noci, e non restan che i gusci ai litiganti” il finale della favola di La Fontaine ha già in se una morale, e forse vi ricorderà un altro famoso modo dire: “Tra i due litiganti il terzo gode”, ma La Fontaine in questa favola vuole affidarci anche un suo sogno, quello di una società più civile, retta dal buon senso dove si possa far a meno di lungaggini burocratiche. Un sogno allora, un sogno anche oggi!
Ogni favola è uno scrigno prezioso e l’uomo è spesso ozioso, preferisce sognar di volar lontano quando potrebbe allungar la mano, e raccogliere la Saggezza madre di ogni Bellezza, attraverso le Favole è la sua carezza.
La Fontaine, Jean de (Château-Thierry, Champagne 1621 – Parigi 1695), poeta e favolista francese.

Cleonice Parisi









Pasquale Foglia
19 Mar 2010 - 23:49 - #1Ciao Cleo,
a quando le tue favole? A chi aspetti? Stai certa che non sono da meno!
Baci
pasquale