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La favola del figlio cambiato di Luigi Pirandello

Credete a me, non importa che sia questa o quella persona, importa la corona! Cangiate questa carta e vetraglia in una d'oro e di gemma di vaglia, il mantelletto in un manto , e il re da burla diventa sul serio, a cui voi v'inchinate. Non c'è bisogno d'altro, soltanto che lo crediate.

La Favola del Figlio Cambiato
di Luigi Pirandello

In un villaggio una donna piange la sua tragedia, le streghe le hanno rubato il figlio sostituendolo con un esserino deforme.
Una madre cieca nel suo dolore, non può vedere:

Se volete ascoltare questa favola nuova, credere a questa mia veste di povera donna; ma credete di più a questo mio pianto di madre per una sciagura per una sciagura. …Dio ci dà le pene, e Dio la forza per sopportarle.

Le amiche la confortano e la conducono da Vanna Scoma, una fattucchiera la quale assicura che il bambino si trova ben sistemato “in una casa di re” e consiglia di non cercarlo.
Passa qualche anno e gli avventori di un caffè del villaggio commentano l’arrivo di un principe, venuto in quel luogo per ritrovare la salute. Mentre gli uomini stanno discorrendo entra un giovane ottuso e deforme, chiamato Figlio di re: è il ragazzo che le streghe avevano lasciato nel villaggio. Tra le risate generale il giovane dichiara la sua discendenza reale, ma sopraggiunge la madre che afferma di riconoscere nel principe appena arrivato il suo vero figlio. Intanto i ministri che sono al seguito del principe commentano le cattive notizie giunte dalla corte: Il re è ammalato e il popolo è in rivolta. Arriva Vanna Scoma e dichiara di sapere che il re è morto; il principe deve subito tornare in patria. Il principe intanto si accorge di essere spiato dalla donna che non sa essere sua madre:

Che fai tu lì? Chi sei? Perchè mi guardi così?

Non posso dirlo.

Piangi, con occhi che ti ridono è strano; perchè?

Non posso dirlo.

Nemmeno chi sei?

Una donna di qui che aveva un tempo un figlio…

E io gli somiglio? Sento che con gli occhi guardandomi, mi tocchi come con la mano.

Invidio tua madre ch’ebbe questa fortuna.

Sopraggiunge Figlio di re che si getta contro il principe cercando di ucciderlo, ma costui riesce a evitare il colpo. Accorrono i ministri e insistono perché il principe parta e torni in patria. La donna però indica nel ragazzo deforme il vero erede al trono e il principe, stanco della vita di corte, invita i ministri ad accettare Figlio di re come loro sovrano:

Credete a me, non importa che sia questa o quella persona, importa la corona! Cangiate questa carta e vetraglia in una d’oro e di gemma di vaglia, il mantelletto in un manto , e il re da burla diventa sul serio, a cui voi v’inchinate. Non c’è bisogno d’altro, soltanto che lo crediate.

Egli resterà povero, ma felice, con la donna che lo crede suo figlio.

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La Morale:

Stavolta la morale ci viene dal principe: “Credete a me, non importa che sia questa o quella persona, importa la corona! Cangiate questa carta e vetraglia in una d’oro e di gemma di vaglia, il mantelletto in un manto , e il re da burla diventa sul serio, a cui voi v’inchinate. Non c’è bisogno d’altro, soltanto che lo crediate.” Una favola molto attuale non credete?