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Favole sulle Rughe

Anche le rughe hanno un anima, anche le rughe hanno un loro perchè. Le rughe si raccontano attraverso le favole...


La Ruga della Fronte
di Cleonice Parisi

Al GranBazar RINGRAZIA IL SIGNORE DA VECCHIO MEGLIO SI MUORE, mi recai spinta, ma non davvero convinta, dai miei quaranta. Appena vi ebbi messo piede una gentil signorina volle mostrarmi la sua vetrina. Vene varicose, artrosi reumatica e caduta di capelli, e poi mi rivolse la fatidica domanda:

Cosa prende?

Io ero scandalizzata e le risposi con aria adirata:

No grazie, niente!

Neanche riuscì a fare un altro passo che un gentil giovanotto mi prese per mano, conducendomi sino alla sua vetrina:

Cosce flaccide, pancia cadente, braccia rammollite. E poi come sempre chiese:

Cosa prende?

No, no niente!

Sapevo che da quel posto non potevo uscire senza comprare niente, ero li apposta, del resto gli auto parlati del GranBazar lo ricordavano a pieno fiato:

Il GranBazar RINGRAZIA IL SIGNORE DA VECCHIO MEGLIO SI MUORE, ringrazia la spettabile clientela e spera di riaverla anche l’anno prossimo per un rinnovo vecchiaia.

Ero sconfortata sul serio, mi avvicinai a una vetrina piena di rughe, guardai il mio cestello ancora vuoto e mi convinsi ad entrare. Il negozio era gremito di gente, ma la calca maggiore era al banco che distribuiva le rughe della fronte, mi avvicinai timidamente e chiesi a una donna perché le donne si prendevano a capelli per le rughe della fronte, e lei mi rispose:

Carina ma è chiaro, le rughe della fronte le nascondi con una bella e folta frangia!

Ed aveva proprio ragione. Ma quando arrivai al banco ormai le rughe della fronte erano finite, delusa e quasi in lacrime ripiegai agli altri banconi, ma anche li avevano finito tutto. Non potevo uscire senza rughe, e poi vidi la donna di prima, misurarsi la sua ruga della fronte allo specchio con grande soddisfazione, l’avvicinai e finsi di guardarla con interesse.

Cosa hai da guardare tanto?

Disse lei arcigna.

Scusa riflettevo!

E devi riflettere fissandomi, non puoi guardare da un’altra parte?

Ma riflettevo proprio su quella ruga sulla fronte, lo sai che ti cambia lo sguardo?

Davvero? Trovi?

La donna prese a guardarsi allo specchio colta da spasmi nervosi.Poi posò nel cestello la ruga della fronte e prese due rughette lato bocca. In quel momento fui come colta come da una folgorazione, finta logicamente, volevo la sua ruga della fronte è chiaro.

E le dissi:

Come ti donano! Sono il segno di un trascorso di sorrisi, chiunque ti guarderà in volto penserà che bella persona chissà quanti sorrisi avrà generato e donato.

La donna era ancora indecisa ed allora aggiunsi:

Scusa le prendi tutte e tre allora? Sai il negozio è stato svuotato…non è rimasto niente da comprare…se vuoi un consiglio, io ti consiglierei la ruga della fronte, la copri con una bella frangia.

La donna mi guardò sospettosa, e poi disse:

Tieni prendi la ruga della fronte, io preferisco indossare le rughette lato bocca, mi danno un non so che di speciale.

Presi la ruga della fronte la indossai e prima di uscire dal GranBazar, passai dal parrucchiere a farmi una bella fragetta, anche sulle rughe devi farti furbetta.



La ruga parlante

di Rosetta Sidoti

Un dì,di buon mattino, Safira davanti allo specchio andò e ahimè una Ruga vi trovò. Lei, che della sua Bellezza ne aveva fatto un’arte; lei ,invidiata e osannata da tutti per il suo aspetto scultoreo; lei che si sentiva forte e invincibile; lei che mai avrebbe voluto invecchiare … e adesso,si chiese,cosa ne sarà di me? E in quel preciso istante sentì una voce provenire dallo specchio:

Io sono la Ruga figlia del Tempo, disse,è stato lui a mandarmi da te. Ora tu dimmi:a cosa ti è servita cotanta Bellezza? Ti sentivi forte, superiore,storcevi il naso su tutto e tutti,oh quanto hai sbagliato! Nessuno può sfidare il Tempo,lui passa per tutti in egual modo e inesorabilmente va. Tu negli anni, occupandoti solo del tuo aspetto e della tua bellezza, hai inaridito e prosciugato la Mente, il Corpo e l’Anima privandoli di ciò che è la vera essenza delle cose. Guardati,non ti accorgi che la tua è solo Vanità e presto sfiorirà;fa’ che la gente ti osanni per l’Essere che è in te!

E così Safira iniziò ad amare la sua Ruga, fertilizzò il suo Cuore e la sua Anima,aprì la Mente verso nuovi orizzonti provando emozioni e sentimenti sconosciuti e al contempo bellissimi.

Ricordiamoci,ogni tanto che il tempo passa, eppure in fretta,non sprechiamolo cercando solo vanità! Coltiviamo l’Essere che è insito in ognuno di noi,tutto il resto è niente. Rita Levi Montalcini disse: Ho perso un po’ l’udito,ho perso un po’ la vista ma il corpo faccia ciò che vuole, io non sono il corpo:io sono la mente. Chissà forse è questo il segreto della longevità!





Non fa una piega

di Filomena Cirillo

Immaginate per un attimo cosa sarebbe venire al mondo e trovare ad aspettarvi sguardi ostili pronti a ricacciarvi lì da dove siete venuti. E’ appunto ciò che accadde ad una giovane ruga quel dì in cui fece la sua prima comparsa.

La tenera rughetta si stiracchiò, aprì gli occhi ed esclamò: Spero tanto mi sia capitato uno di quei visi dove ci si può accoccolare tra una piega e l’altra.

Era buio pesto in quanto era giunta di notte. Aveva preso posto ad un lato della bocca, una posizione che aveva amato da subito in quanto le permetteva di farsi cullare mentre si parlava, si mangiava o semplicemente si sbadigliava.

Non vedo l’ora di conoscermi. Ci sarà pure uno specchio in questa casa!

Il suo pensiero fu interrotto da una vocina insolente, la signora bocca, sua vicina di viso, le sussurrò:

Fatti guardare, eh si!!! Sei proprio nuova di qui. Non t’ho mai vista prima.

Pensosa poi le disse:

Non credo che la tua presenza serva a darmi risalto. Nelle sere in cui mi metto a lucido non mi si resiste dal baciarmi, sono una vera tentazione .

Poi di colpo zittì e si aprì in un largo sbadiglio che poco o nulla aveva di nobile. La giovane rughetta tentava inutilmente di tirarsi in su per potersi vedere ma, ahimè, le riusciva assai difficile. La sua giovane età la rendeva assai poco più di una leggera fossetta, graziosa si ma pur sempre….una fossetta.

Era ormai decisa a rinunciare quando, oh meraviglia!!! Si vide e nello stesso istante udì un improvviso borbottìo, come di due voci che severe come tromboni, ripetono insieme le stesse parole:

Deve essere proprio stata una nottataccia, guarda lì che segni.

Erano i signori occhi che la fissavano con aria cupa ed indispettita. Eppure a quel volto così straordinariamente tenero, che continuava a scrutarsi in quell’enorme specchio, proprio Lei, una minuscola rughetta, avrebbe dato quel tocco in più, quel fascino da signora…. che adorava tanto.

Assorta in questi pensieri, non si rese conto che gli occhi la puntavano sempre con maggior cipiglio, sino a chiudersi in due fessure ostili. Troppo tardi si accorse di ciò che stava per avvenire: si ritrovò coperta da una strana sostanza gelatinosa che un’ostinata mano continuava a stendere sguazzando di quà e di là.

Proprio quando cominciava a temere per la sua giovane vita, quella specie di coltre bianca sparì e Lei affannosamente rivide la luce:

Sono ancora qui.

Disse tremante.

Qualunque cosa sia stata ce l’aveva proprio con me.

E poi esausta sbottò:

Sono sempre i più deboli a pagarne le spese, va in giro con quel ridicolo naso incipriato senza per questo preoccuparsi di eliminarlo.

Immediata fu la replica del signor naso:

Non sarò un granchè, ma di me proprio non ci si può fare a meno, vuoi per respirare, vuoi per annusare e perché no, per starnutire. Di te non sa proprio cosa farsene, piccola insolente. Sei mica venuta per prenderti gioco di lei? Se volevi farle sapere che è invecchiata, bene, ci sei riuscita, però è anche giusto che tenti di celarti.

Tirò poi una lunga nasata e continuò:

Certo che con il tuo arrivo è quasi peggio di quel giorno in cui scoprì il suo primo capello bianco.

La dolce ruga replicò seccata:

Se è riuscita ad accettare lui, un giorno si abituerà anche a me, ah se solo tornasse a ridere!!! Capirebbe che è tutta lì la sua bellezza, che nessuna piega potrà mai velare i suoi occhi vivaci e limpidi, le sue labbra sempre pronte a schiudersi in un dolce sorriso.

La rughetta era stanca– aveva perso molto della sua brillantezza – aveva quasi voglia di scomparire – e singhiozzando continuava a ripetersi che non era colpa sua. Fosse dipeso da Lei avrebbe certamente scelto di nascere dente, lingua o altro, ma non funziona così nella vita.

D’improvviso si sentì schiacciare. Tremante fissò lo specchio: due labbra la baciavano ed una vocina diceva:

Mamma come sei bella!

E di colpo si sentì avvolgere nel tenero abbraccio di una calda lacrima.