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Gabriella Delfante e le FateFelici®

Il bambino è come una pagina bianca: bisogna fare molta attenzione a ciò che ci si scrive perché si usa una penna ad inchiostro indelebile.

G a b r i e l l a D e l f a n t e

FateFelici® è un messaggio completo in se stesso. Da un lato evoca un mondo lieto di fiaba in cui le fate sono, da sempre, foriere di doni e contribuiscono alla realizzazione dei sogni di chi, con cuore semplice, ci si avvicina. Dall’altro è un invito a ricontrattare grandi valori universali che risultano un po’ assopiti al giorno d’oggi.

Se si contribuisce alla gioia, all’integrazione, al raggiungimento dei desideri altrui, si è più felici, dare rende sereni ed appagati, forse più che ricevere. FateFelici® nasce quindi con l’intento di sostenere le persone a focalizzare i propri sogni, aprirsi al Tutto-possibile per fare una fiaba della propria vita facendosi spazio tra il vociare di una realtà spesso dura e rumorosa che poco
sostiene l’ascolto dei propri veri bisogni.

Ho imparato nel corso della mia vita a trasmutare alchemicamente il dolore in gratitudine, i fallimenti in lezioni, gli abbandoni in occasioni, i tradimenti in punti di forza. Le fiabe mi hanno aiutata tanto in questo. Ne ho studiato gli insegnamenti arcani, quelli che arrivano dritti all’inconscio perché parlano il loro linguaggio; ne ho messo in pratica gli insegnamenti, decodificato i messaggi nascosti che mi parlavano e sono riuscita, in questo modo, a risvegliare forze e talenti inimmaginabili in me.

Ho iniziato la mia autoanalisi nel 1985, anno in cui, a due mesi di distanza, mi sono venuti a mancare in modo repentino e totalmente inaspettato due grandi pilastri della mia vita: mio padre e il mio migliore amico. Questo immenso dolore, che si aggiungeva alla presenza di una malattia che mi rende ancor oggi “diversa”, era diventato insostenibile e richiedeva risposte alle
miriadi di domande che attanagliavano la mia mente e soffocavano il mio cuore.

Così ho iniziato il mio viaggio introspettivo, incontrando deserti, picchi invalicabili, mari calmi e burrascosi, laghi placidi ed immense pianure su cui riposare e ristorarmi ogni tanto per poi riprendere il percorso.

Non c’è fine a questo viaggio, ma è ricco di un sentimento che si può riversare nel mondo: l’amore per se stessi. Mi sono imbattuta in orchi, giganti, castelli blu, strade di cristallo, ho trovato oro e piombo, fate e streghe, cibo per l’anima e fiori magici da mettere tra i capelli e mentre tutto questo accadeva ed ancora accade, la mia vita reale, quella quotidiana, cambiava e cambia: le mie relazioni diventano più sane perché smetto di proiettare i miei bisogni e le mie mancanze sugli altri, divento più responsabile perché penso maggiormente alle conseguenze
di ciò che dico e faccio, tolgo i vecchi orpelli dal baule dei ricordi, cambio i finali delle storie rimaste in sospeso per anni e più leggera mi muovo verso la realizzazione del mio scopo in questa vita.

Le fiabe non hanno l’unico scopo di tenere tranquilli i bambini o di farli addormentare; ogni adulto ci si dovrebbe confrontare perché ad ognuno hanno da insegnare qualcosa, a mio avviso. I bambini amano le fiabe perché sanno quanto l’orco sconfitto da un piccolo eroe sia simile ad una delle loro paure inconsce e quanto sia importante temprarsi nella vita per ottenere ciò che si desidera veramente, quanto l’adesione totale ad un sogno metta in moto un’infinita quantità di talenti e scateni serie di ‘combinazioni’ e l’incontro con migliaia di opportunità e persone antastiche che portano passo dopo passo, alla sua realizzazione.

I bambini conoscono bene i propri talenti, spesso sono gli adulti a spezzare le loro ali con le tipiche, affettuose frasi del tipo:

“Non ce la fai”

“Stai attento”

“E’ troppo difficile per te”

“Non provarci nemmeno!”……

Uno degli errori più comuni commessi dai grandi è proiettare le proprie paure sui bambini che, specialmente nei primi anni di vita, assorbono come carta qualunque insegnamento impartito.

Il bambino è come una pagina bianca: bisogna fare molta attenzione a ciò che ci si scrive perché si usa una penna ad inchiostro indelebile.


Questo è il motivo fondamentale che dovrebbe spingere gli adulti ad intraprendere il viaggio interiore: combattere orchi e giganti li renderà consapevoli, ed incontrare le fate che, con la loro dolcezza sapranno compiere la magia ed accompagnarli verso l’autorealizzazione, ne farà trasmettitori di conoscenza.

Un adulto contento di sé creerà relazioni soddisfacenti e porterà i bambini con cui entrerà in contatto, a crescere coraggiosi, fermi nella loro alta autostima, pronti a fronteggiare gli ostacoli della vita con determinazione, chiarezza, fiducia e forza.

Facile comprendere che questo crea una reazione a catena e consentirà ai bambini di ieri di trasmettere a loro volta ciò che avranno imparato ai propri figli… Il mondo può diventare un posto sicuro e migliore, ma ognuno deve fare la propria parte. Intendo fare la mia condividendo la mia esperienza. Ho insegnato 15 anni in una scuola elementare con la stessa collega; avevo 19 anni quando sono entrata per la prima volta in classe.

Sono stata una di quelle maestre che dedica completamente la propria vita all’insegnamento; ho cercato di essere una grande amica per i miei ragazzi e con molti di loro sono in contatto ancora oggi; li ho visti crescere, sposarsi, mettere al mondo dei figli: una grande gioia. Ho avuto la fortuna di insegnare in una scuola all’avanguardia, nel felice periodo di espansione della progettazione, della sperimentazione e dell’avvio dei laboratori tematici. La mia collega ed io abbiamo dato vita ad un modello pedagogico basato sulla creazione di un gruppo classe coeso, solidale, unito, grazie al quale i ragazzi si sono sempre sostenuti a vicenda.
L’apprendimento veniva impostato il più possibile sull’esperienza diretta e la crescita individuale si fondava sull’individuazione e il consolidamento dei talenti che ogni bambino porta in sé; abbiamo compreso che ogni bambino è un universo a sé stante e che non si può proporre un modello educativo standardizzato.

L’adulto di oggi è il bambino di ieri: riproporrà gli stessi schemi appresi nell’infanzia; un bambino lodato sarà un adulto fiducioso, un bambino denigrato sarà un adulto arrabbiato e ferito che non riuscirà ad esprimere se stesso al meglio. Torna nuovamente e prepotentemente a galla l’importanza di trasformare le proprie ferite in occasioni di crescita e perdono.

Dopo questa esperienza come insegnante, ho seguito il coordinamento pedagogico di due asili nido; la legge allora consentiva il pre-pensionamento, che ho scelto, per potermi dedicare all’educazione globale dell’uomo. Ho seguito numerose formazioni negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia e più imparavo di me, più il mio desiderio di condividere il mio percorso aumentava.

Nel corso degli anni sono nati tre rami principali nel mio albero formativo:

* Il primo abbraccia l’arte e la creatività attraverso cui esprimo la mia manualità ed i miei colori;

* Il secondo mi consente di scrivere in fiaba il mio mondo, di tradurre in parole il mio sentire e di condividere il mio modo di trasformare il dolore in speranza e in gratitudine dopo aver appreso all’esperienza;

* Il terzo mi vede impegnata a creare percorsi formativi, individuali e di gruppo per insegnanti, adulti e bambini.

FateFelici® offre quindi:

· Percorsi sulle fiabe
· Percorsi sulla comunicazione efficace e coerente
· NML: Nuovi Modelli di Leadership
· Percorsi sulla strutturazione di gruppi-classe coesi
· Strategie di apprendimento
· Conciliazione e mediazione dei conflitti
· Percorsi artistici e creativi
· Percorsi individuali e di gruppo
· Quadri, poster, piccole sculture artistiche
· Fiabe, il libro-in-carte Le Chiavi delle Fate – Ed.Amrita
· Gadget, oggettistica ed accessori per NON dimenticare i propri sogni…

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Le Fate che riorientano il tuo vivere...

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Commenti dei lettori

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  • Gabriella Delfante

    09 May 2010 - 12:57 - #1
    0 punti
    Up Down

    Grazie Cleo, la Fata sei tu…

    La guida delle favole risponde:

    E NO! Gabriella la Fata sei tu e che fata….Un bacione e complimentissimi per tutto quello che fai per i bambini, sono rimasta oltremodo colpita.