Questo sito contribuisce alla audience di

Le parallele di Talete di Peppino Fieni

Il grande albero che oggi tende rami robusti verso la luce del cielo, affonda ancora le sue radici nella brulla terra del passato. Prima di guardare al cielo, guarda al seminato e da lì che tutto è cominciato.


Copertina del libro: Convergenze Parallele di Sergio Flamigni

Le parallele di Talete
La favola della geometria
di Peppino Fieni

Si era lui! Tale e quale a Talete. Volete dire che erano due? L’avete detto, erano rette parallele.

Quella volta a Mileto, culla della filosofia, si usava così, lo so che non lo sapevate. Non lo sapevano neanche i micenei prima di Talete.

E’ stato tanto tempo fa, nessuno di noi c’era se non crede a Buddha e alla reincarnazione. Ma un momento!

Dopo circa 2500 anni un altro, ma era italiano, grande statista, parlò delle convergenze parallele.
Costui si chiamava Moro, ma era bianco. Volete dire democristiano? Avete indovinato, lo era. Un grande uomo a cui Talete non avrebbe mai rinfacciato questo suo dire delle convergenze parallele, anche se potevano far pensare alle sue rette parallele.

Ma Moro disse convergenze parallele e la cosa era matematicamente inesatta, ma politicamente efficace. Ecco finalmente qualcuno, anche grande, diceva qualcosa sulle rette che sapeva di pensiero e quindi filosofia.

Talete, primo filosofo della storia, non se la sarebbe presa! Era un saggio e aveva dato il via alla filosofia, quindi avrebbe capito. Lui, Talete, non è più con noi e questo da molto tempo. Ci rimane la sua matematica e il suo pensiero che fu definito filosofico.

Qualcuno lo definì, addirittura, uno dei sette saggi del mondo allora esistente. Raccontano che sapeva di geometria, di matematica, di astrologia e di astronomia, teorie che aveva appreso dai Babilonesi, pensate, dove oggi è l’Irak!

Ma si sa a volte la gente esagera, e questo succede anche oggi. Quel sig. Moro con quelle sue convergenze parallele non c’è più. Ma, come Talete ha lasciato un segno con le sue rette parallele, così Moro lo ha lasciato con le sue convergenze parallele. Noi ricordiamo entrambi e li ringraziamo di essere stati così dotti come uomini.

La Morale:

La Storia dell’Umanità, viene spesse volte accantonata, perchè è passata e trapassata, è quello che definiamo “roba andata”. Certo non tutto ci “fa onore”, ci sono pagine di storia che invece fanno orrore, ma è nel guardare oltre l’orrore che si capisce da dove nasce l’errore.

L’orrore non DEVE essere dimenticato, bensì analizzato, approfondito e indagato affinchè quel che cagionò danno all’umano, possa far da scuola a chi del viver è ancor profano.

Il grande albero che oggi tende rami robusti verso la luce del cielo, affonda ancora le sue radici nella brulla terra del passato. Prima di guardare al cielo, guarda al seminato e da lì che tutto è cominciato.