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Politica Cultura Azione: intervista a Alberto Ferretti

Ex leader fino alle recenti politiche e amministrative a Ferrara de La Destra di Storace, noto anche per certa anche paradossale sinergia con il celebre futurista Graziano Cecchini e i neofuturisti[...]

Aerofuturismo Ex leader fino alle recenti politiche e amministrative a Ferrara de La Destra di Storace, noto anche per certa anche paradossale sinergia con il celebre futurista Graziano Cecchini e i neofuturisti ferraresi (dichiaratamente tecnoanarchici), con l’aneddoto stesso di una specie di Fontana Rossa bis a Ferrara alla vigilia del ballottaggio (poi non avallata dal candidato Dragotto in corsa), Alberto Ferretti (con il leader romano Alessandro Pucci) da qualche mese è tra i protagonisti e portavoce nazionale del nuovo movimento politico culturale Area Destra . Progetto di unificazione almeno metapolitica della cosiddetta intellighenzia rivoluzionaria e conservatrice cosiddetta.

Di seguito un intervista in esclusiva a Alberto Ferretti, ferrarese e tra i responsabile nello specifico anche di Area Destra Emilia-Romagna, su quella che viene definita una nuova destra controculturale, eppure aperta e al di là dei vecchi steccati ideologici, sulla scia di certa stessa Destra sociale storica e movimentista.

D- Da qualche mese la news di Area Destra, movimento politico-culturale…

R- Area Destra nasce come strumento per riunificare la frammentata area politica che si riconosce nei valori nazionali, popolari, identitari della destra italiana. La “vera” destra, quella che combatte il social comunismo come il liberal-capitalismo, per noi due facce della stessa medaglia in falsa contrapposizione tra loro. Questi due modelli politico-economici in realtà necessitano l’uno dell’altro per ingannare l’opinione comune e da troppo tempo governano le sorti dei popoli occidentali sfruttando il lavoro ed il profitto a discapito dell’uomo e della società. Serve una destra vera, quindi, anche in Italia così come già è presente in molti paesi d’Europa, una destra seria e preparata, capace di interpretare le sfide ed i problemi della modernità. Una destra forte ed unita, insomma, per tornare a fare politica – anche di governo - fra la gente e dalla parte della gente. Ma non solo “destra” siamo aperti anche a di tutti gli altri movimenti e singoli militanti o simpatizzanti aventi gli stessi nostri ideali e valori per maggiori info rimando al nostro “essere uniti” sul sito nazionale www.areadestra.it che presto uscirà sotto forma di libro-programma.

D-La Destra il PDL e il futuro?

R- Direi che ho già risposto nel precedente quesito. Appare evidente, infatti, che il PDL – il quale tra l’altro è già in fase avanzata di sgretolamento e non si sa quanto ancora durerà - e gli altri partitini di pseudo-destra che si affannano in alleanze contro natura pur di “vivacchiare” all’ombra del potere, cibandosi delle sue briciole, con le loro piccole battaglie di retroguardia, non sono in grado di interpretare il futuro di cui necessita la nostra nazione. Per La Lega invece bisognerebbe fare un discorso a parte; poiché accettando anch’essa compromessi ed alleanze improprie, è andata, col tempo, snaturando fortemente la propria spinta rivoluzionaria originaria, omologandosi a tutti gli effetti al modello liberal-capitalista pidiellino e “romanocentrico“.

D- Cultura=Azione il motto del nuovo movimento

R- Esatto, poiché non c’è politica senza azione, e nemmeno può esserci azione politica senza cultura. Negli ultimi anni, soprattutto con la cosiddetta seconda repubblica, la casta partitocratica ha infatti espresso una classe politica sempre più impreparata, anzi, diciamo pure scadente. Questo è potuto succedere poiché è stata tolta la possibilità all’elettorato di potersi esprimere con una preferenza sui candidati, e questi risultano di fatto “nominati” dalle segreterie dei partiti. Risultato: meritocrazia uguale a zero; mentre lecchinaggio, raccomandazione, nepotismo etc. sono all’ennesima potenza! Con una classe politica di tale fatta siamo destinati a finire nel terzo mondo 8se non ci siamo già).

D- Ferrara la Rossa: tutti si lamentano, poi…

R- Già, tutti si lamentano ma nessuno reagisce! Purtroppo l’individualismo, lo sradicamento culturale, il relativismo diffuso, la massificazione massmediatica ed il cattivo esempio datoci dalle classi dirigenti a tutti i livelli ed in ogni settore, hanno svilito i valori fondanti della comunità “sana” di un tempo. Si è azzerata la volontà di reazione dell’opinione pubblica, il senso critico e di giustizia, sono venute a mancare quelle regole e quelle verifiche che da sempre governavano le famiglie, le comunità, (e anche i popoli) affinché la qualità della vita migliorasse invece di regredire.
Se siamo attenti a quello che succede oggi nelle nostre città, non possiamo non vedere l’imbarbarimento che stiamo subendo. Ognuno pensa ormai sempre più solo a sé stesso e a “tirare avanti”. E’ evidente che in un tale contesto il “potere” costituito ci “sguazzi” come gli pare… la gente si lamenta al bar, sul posto di lavoro etc. ma poi pare rassegnata al proprio destino. Manca una voce chiara ed autorevole che si faccia carico di denunciare che il re è nudo! Bisognerà suonare la sveglia prima che sia troppo tardi, e sarà nostro dovere farlo già dal giorno dopo le elezioni regionali.

D- Una sinistra non “stalinista”, in Italia è possibile?

R- Beh, Stalinista è diventata una parola grossa per definire la sinistra italiana (e per fortuna), che ormai frequenta sempre più gli ambienti radical chic e con la puzza sotto il naso appare totalmente avulsa dalla realtà della vita quotidiana. Una sinistra che ha fallito ogni sua battaglia poiché obnubilata da utopie ed ideologie condannate dagli esempi dov’è stata e dov’è ancora al potere e dalla storia.

Perciò lascio a loro, se lo potranno fare, la fatica di trovare una via d’uscita dal vicolo cieco nel quale si sono infilati. Da parte mia non posso non registrare il fatto che attualmente sono i migliori solo a interpretare perfettamente quel mondo borghese e “conservatore” che, a parole, dicevano un tempo di voler combattere. Meglio così per tutti…

D-L’informazione a Ferrara

R- L’informazione anche a Ferrara appare sempre più ingessata, silente, legata a vecchi schemi di scuderia che sono più portati a non pestare i piedi al potere costituito che a denunciare il malaffare e ad “indagare” per informare correttamente i loro lettori. Pare ormai che il giornalismo sia diventato più che altro un trampolino di lancio per poi entrare in politica… spero che ci siano ancora, invece, molti giornalisti che amano il loro mestiere e ambiscano a farlo bene. Ma la colpa non la do certo ai singoli giornalisti, quanto al “sistema” che li obbligare a dare conto sul loro operato all’editore di turno.

Ci sono anche a Ferrara bravi giornalisti, certamente, anzi direi che specie tra i giovani ve ne sono di coraggiosi e dalla mentalità aperta che stimo particolarmente! Su internet direi che si stanno muovendo bene, ma non è sufficiente. A mio avviso, per un rilancio della nostra amata città, sia per quello che riguarda ovviamente l’informazione, ma anche la cultura, il lavoro e perché no, la politica, occorre che anche l’informazione torni con forza ed autorevolezza a fare la sua parte. Abbiamo bisogno di una informazione puntuale, corretta e autorevole, sui giornali, in TV e sul web, e allora anche la gente che non si è ancora rassegnata, proprio come noi, si sentirà meno sola nel combattere la “buona battaglia”!

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