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Il Maestro Mario Piva: sculture immateriali

Presso la Galleria permanente “Collezione” di Via Cisterna del Follo all’artista dedicata, dallo scorso weekend, antologica specifica sulle sculture di Mario Piva, tra le figure più[...]

Ferrara scultura di Mario Piva Presso la Galleria permanente “Collezione” di Via Cisterna del Follo all’artista dedicata, dallo scorso weekend, antologica specifica sulle sculture di Mario Piva, tra le figure più significativive dell’arte contemporanea ferrarese e nazionale.

Contemporaneamente sì è svolto l’incontro “L’uomo e la Via Crucis”a cura di Mirella Giacomelli, Ettore degli Uberti e Massimo Masotti, come supporto e amplificazione alla Galleria ufficialmente inaugurata e al suo protagonista.
Galleria e iniziative a cura di Laura Rossi, giornalista e art director, tra le protagoniste storiche alternative dell’avanguardia innovativa ferrarese, curatrice anche della rubrica d’arte del magazine Sport Comuni (articolo recente su Sgarbi neo director della prossima Biennale, padiglione italiano) che così presenta l’artista:

MARIO PIVA è nato a Ferrara dove vive e lavora. L’arte è l’espressione diretta di una civiltà,della sua storia,del suo futuro. E’ qualcosa di mutevole,mai statica nè uguale a se stessa. E’ per questo che l’artista,il vero artista,è colui che si distingue nel proprio lavoro,che ha particolare sensibilità per capire ciò che cambia e che non nasce dalla penna dei critici,ma si afferma solamente per il proprio talento.
In questo panorama si colloca il Maestro Mario Piva,scultore ferrarese operante da oltre 40 e più anni che ha prodotto circa 600 opere di diverse dimensioni e materiali:creta,marmo,legno,ferro,rame e bronzo. Personaggio eclettico,ricco di interessi e molto attivo in vari settori; noto anche come lo ” Scultore- Industriale” poichè ha iniziato plasmando la creta quando nel 1958 ha fondato la “STAYER ”
la fabbrica che fa parte della nostra storia ferrarese recente a pieno titolo,ceduta poi neglia anni ‘90.
Piva inizia con esperienze figurative,fino ad arrivare all’elemento portante della sua arte che sarà quasi sempre la struttura geometrica ricorrendo a forma squadrate,a parallelepipedi di varia grandezza spesso incurvati. Egli è consapevole che il corpo umano è una riserva infinita di segni e quindi una superficie di scrittura che ci invita a leggerli. Opere originalissime,inconfutabili ed imponenti anche quando non superano i 50cm di altezza,poichè la grandiosità la portano dentro.Tematiche care al maestro sono la donna sola co con l’uomo,la danza,gli uccelli, i cavalli, la vita e la morte,il dolore,il concepimento (rappresentato dalla sfera che simboleggia la perfezione ).
il cavallo è il simbolo della potenza e della forza; nella figura femminile emerge sempre una sensualità raffinata e vibrante senza pudore o vergogna.
In permanenza vi sono a Ferrara alcune testimonianze di prestigio come il ” Cavallo “ in rame di due metri e sessanta posizionato nella rotonda dell’asse via Kennedy-via Bologna; ” L’Abbraccio” in rame di quattro metri esposto a Palazzo Massari,dalla cui versione di sette cm, la “Fabi” ,sindacato bancari,ne ha fatto realizzare dalla “Unoaerre” mille pezzi in occasione del suo cinquantenario.
Altre importanti opere sono in alcuni Istituti di Credito cittadino tra cui l’opera il ” Successo” in rame alto due metri e ottanta esposto nella nuova Sede Direzionale della Cassa di Risparmio di via Bologna.
Da cira due anni è possibile ammirare il frutto del suo lungo lavoro artistico nella Sala Permanente “Collezione Mario Piva” a Ferrara in via Cisterna del Follo, 39,annoverabile tra le più importanti del nostro territorio.L Sala è stata curata nei minimi particolari dall’artista stesso,che ne è anche il proprietario.
E’ possibile visitarla gratuitamente ogni Venerdi e Sabato dalle 10-12 e dalle 16-18. Per ulteriori informazioni e appuntamenti dai giorni diversi da quelli stabiliti telefonare al cell: 347-0466740
Numerose le mostre realizzate sia in Italia che all’estero accompagnate da recensioni di autorevoli critici”

I lavori di Mario Piva si caratterizzano, brevemente, per l’utilizzo di diverse materiali, creta, bronzo, legno, rame, marmo, ferro, elaborati, reinventati di volta in volta in opera d’arte multidimensionali. “Nella ricorrenza della Pasqua sarà esposta la nota opera stessa dell’”Uomo e la Via Crucis”che comprende le 14 stazioni (bronzi) con il corredo di bassorilievi in cotto che riprendono il soggetto in bronzo.” così ha scritto significativamente Estense Com, evidenziando anche apppunto il celebre cavallo che caratterizza la rotonda cittadina da qualche tempo in Piazzale Kennedy. Un Mario Piva, di ascendenze anche certamente posboccioniane per il dinamismo quasi ormai ciberspaziale ante litteram.

Le opere del Maestro, infatti sembrano nascere quasi non tanto su qualche tavolo d’atelier o laboratorio ma sul leggendario biliardo spesso evocato per la relatività di Einstein. Infine, la particolare messa in forma, scultura informazione di Piva, pare dribblare i canoni classici di tempo spazio: siam già prossimi a certi nuovi segni cosmico matematici… quasi vibrazioni neopitagoriche (ma dopo Gauss e Cantor oltre che Boccioni o certo fare materia -scultura- contemporanea del secondo novecento). L’esito è immateriale, le creazioni modulate dalle misteriose Stringhe catturate carpe diem dall’artista nel contrario dell’ombra… della materia oscura, improvvisamente scintilla opera d’arte.

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