Questo sito contribuisce alla audience di

Mara Gessi Interview: Sospensioni a Galleria d'arte del Carbone

Vive e lavora a Ferrara, ha studiato sia pittura che scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, insegna al liceo artistico Dosso Dossi di Ferrara. Ama dipingere, fare dell’antiscultura,[...]

locandina Mara Gessi Sospensioni Vive e lavora a Ferrara, ha studiato sia pittura che scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, insegna al liceo artistico Dosso Dossi di Ferrara. Ama dipingere, fare dell’antiscultura, la contaminazione dei linguaggi e l’aria leggera del vento. Mara Gessi è figura particolare nell’arte contemporanea ferrarese, tra scultura minimale e poesia. Azioni e esposizioni sempre ben calcolate e in contesti autorevoli senza dispersioni provinciali. La sua cifra artistica reinventa certo astrattismo archetipico moderno mixato con suggestioni estetiche care agli stessi Yeats… Whitman e la poesia moderna in generale. L’ultima mostra, in corso a Ferrara nella prestigiosa Galleria del Carbone (a cura di Paolo Volta) è stata presentata dal brillante critico Gianni Cerioli e si avvale anche della collaborazione fotografica di Marco Caselli Nirmal e dello scrittore Riccardo Roversi.

D- Scultura e pittura minimale i tuoi codici?

R-(MARA GESSI) >”Credo che una foglia d’erba non sia meno/di un giorno di lavoro delle stelle” Walt Whitman
Le mie sculture sono piccole, le realizzo con materiali poveri, facilmente reperibili e molto malleabili. Questi materiali sono importanti proprio perché per la loro natura “mancano” di rarità, lucentezza, rigidità e solidità, Qualità invece tipiche di metalli più ampiamente prediletti, più utilizzati, più preziosi e durevoli, ma a me più indifferenti.
Le forme create o ricreate nella scultura o nella pittura sono generate dalla nostra immaginazione e probabilmente sono dettate dalle nostre inclinazioni. Nelle mie configurazioni ci sono “temi” e ci sono procedimenti in cui trovo motivo di insistenza. Spesso faccio uso di “elementi simbolici”.
Il simbolo è un potente catalizzatore di significati, ne è anzi, talmente carico da non poter essere interamente decifrato, agisce come una fonte inesauribile, come una forza mai circoscrivibile, mai calcolabile. Nella pittura “procedo” per stratificazioni per velature opache e trasparenti.

Evito, talvolta, di ricorrere a pretesti figurativi, perché bastano le azioni di asporto, di copertura, l’arrendevole e inoffensiva reazione della materia più debole a quella più forte “per rivelare” sensi specifici, non confutabili, per condurre alle corde della tensione mentale e sentimentale, alla condizione di “esistere”. Nella scultura procedo per assemblaggio, unisco forme naturali a forme artefatte così che segni, oggetti, simboli, attraverso un processo di contaminazione, generino un flusso liquido, labile, precario, mai fermo. E’ qui che la mia ricerca si indirizza, procede cioè nella direzione del transito, dell’instabilità, del divenire che è il destino dello spirito.

D-Arte a Ferrara… live

R-(MARA GESSI)

“titolo: Sospensioni, presentazione di Gianni Cerioli- Galleria d’arte del Carbone-dal 23 maggio al 6 giugno 2010-05-17 inaugurazione 23 Maggio ore 18,00con il patrocinio di Fondazone Carife Cassa di Risparmio di Ferrara

D-Arte a Ferrara e non solo- la Tua:

R- (MARA GESSI)

1997 “Elisioni 1997”, presentazione di Roberto Crespi, Galleria San Luca, Bologna
1998 “Legger/Mente”, presentazione di Vladimiro Zocca e di Gabriele Turola, Sala Bonzagni, Sant’Agostino, Ferrara
1999 “Arte Giovanile”, presentazione di Bruno Bertelli e Giancarlo Mandrioli,Villa Chiarelli, Renazzo, Ferrara
2000 “Paesaggi e Paesaggi”, presentazione di Vladimiro Zocca, Comune di Budrio, Bologna
“Deserti e Dintorni”, presentazione di Vladimiro Zocca, Villa Mazzacorati, Bologna
“Contesti e Contaminazioni”, presentazione di Vladimiro Zocca, Vicolo Bolognetti, Bologna
2001 “Con gli occhi di ieri e di domani”, presentazione di Franco Patruno, Casa Cini, Ferrara
“Materie e Materiali”, presentazione di Vladimiro Zocca,Villa Aldrovandi Mazzacorati,Bologna
2002 “Corpi di Immagini”, presentazione di Vladimiro ZoccaVilla, Mazzacorati, Bologna
“Tacita/mente”, Rassegna “Poiesis”a cura di Eva Zambonati, presentazione di Roberto Guerra. Mirabello, Ferrara
2003 “Fabbrica creativa”, a cura di Copparo Arte, Copparo, Ferrara
“Copparo Arte ”, Grotte Boldini, Ferrara
“L’arte per Nassirya”, Sala Marchesi, Copparo, Ferrara
2004 “Il giardino in mente”, Uffici circoscrizione Ortigara, Ferrara
2005 “Sottil/mente”progetto “Arte/Fabbrica”, Mostra presso in BBS , Ruina di Rò Ferrarese, Ferrara
“Da Bologna a Bologna”, presentazione di Vladimiro Zocca, Villa Mazzacorati, Bologna
“Vetrinarte”, presentazione di Vladimiro Zocca, Libreria Feltrinelli, Bologna
2008 “Di/segni dis/persi”, Galleria Magma, Bologna
2009 “Un fiume lungo un secolo”, direzione artistica performances , opera vincitrice del “Premio Riccardo Bacchelli” Rò Ferrarese, Ferrara

2010 “Sospensioni presentazione di Gianni Cerioli Galleria Il Carbone, Ferrara

da EXIBART: di GIANNI CERIOLI - UNO SGUARDO SOSPESO

Uno sguardo sospeso

“Sollevati, sostenuti in alto, appesi, gli organismi architetturali di Mara Gessi vòlitano sul soffitto della Galleria del Carbone. Interrompono il nostro ambito spaziale quotidiano, lo differiscono, anzi, di quel tanto che è necessario a rendere meno incerto il loro modo di porsi.
Le sospensioni di stato di questi assemblaggi concettuali declinano una lista di un insieme infinito: di oggetti, di frammenti vegetali o animali, di manufatti … di orpelli poetici del reale.
L’atto, l’effetto del sospendere che l’artista sviluppa in questa sua ricerca spiazza il visitatore. Lo schema della casa, che raccoglie e racchiude, diventa una forma – inventario entro la quale rifondare la natura e la cultura. All’interno di questa struttura Mara svolge poi sapientemente un’attività testuale, dipana un suo privato viluppo narrativo, capace di fondare percezioni, argomentazioni e concetti tenuti insieme da una fine ironia.
Per un qualche verso questo mondo sospeso mi ricorda una situazione apparentemente simile, colta in una commedia di Aristofane, Le Nuvole.
Socrate viene rappresentato in una cesta sospesa in aria alla macchina del volo. Il filosofo, a chi gli chiede ragione di quella sua collocazione, risponde: <> … <>.
In effetti il graffiante modo parodico di Aristofane coglie la procedura conoscitiva classica della somiglianza (il simile conosce il simile). Ripetutamente l’autore mette in crisi il livello astratto e quello teorico della speculazione, giocando sulla nozione di “sottile” o richiamando l’uso dell’analogia, strumento con cui i presocratici illustravano le loro teorie.
I labirinti testuali che Mara Gessi propone forniscono pretesti continui per sconfinare in altri pretesti dimostrativi. La leggerezza diventa il filo conduttore di un percorso tanto più articolato e complesso quanto più la presenza della materia si fa sempre più rarefatta e “sottile”.
Sono piccole sculture, le sue, realizzate con materiali poveri eppure flessibili, fungibili al contesto in cui vengono collocati. Questi materiali sono importanti per la nostra artista proprio perché sono senza aura o sacralità di sorta, brillano per l’assenza delle qualità che la scultura ha ricercato da sempre nella materia: il raro, il desueto, il durevole.
In questo senso il nido, intreccio di pagliuzze per una cova annuale, raccolto da terra viene ricollocato in alto. Ora che è posto nella struttura della piccola casa diventa una reiterata dichiarazione di ricovero. L’effetto di ridondanza che la presenza di questi due oggetti comporta, l’uno simbolico e l’altro totalmente prestato dalla natura, non finisce mai di sollecitare catene di riflessioni e pensieri.
Anche il frammento di ceramica graffita ferrarese racconta di una città e di una cultura figurativa, narra di volizioni e di innamoramenti, produce intrecci di storie e affabulazioni anche al di fuori della Storia.
Appesa nello spazio ogni forma creata o ricreata si porta appresso un tempo altrettanto sospeso. Vi è, infatti, un tempo lungo che caratterizza tutta l’opera di Mara Gessi, fatto di decantazioni, di dilazioni e incantamenti. Le procedure slittano silenziose l’una nell’altra. Le azioni dell’aggiungere e del togliere lasciano le composizioni e i supporti privi di ogni eccesso, di ogni esorbitanza. Tutto è equilibrio, misura e moderazione.
Come lei stessa confessa:
Evito, talvolta, di ricorrere a pretesti figurativi, perché bastano le azioni di asporto, di copertura, l’arrendevole e inoffensiva reazione della materia più debole a quella più forte “per rivelare” sensi specifici, non confutabili, per condurre alle corde della tensione mentale e sentimentale, alla condizione di “esistere”… È qui che la mia ricerca si indirizza, procede cioè nella direzione del transito, dell’instabilità, del divenire che è il “destino dello spirito”.
L’artista contemporaneo esplora un mondo oltremodo complesso, fatto di segni, di oggetti, di simboli. Andando alla ricerca delle fonti della percezione, mette in dubbio il nostro modo di aderire al reale. Il suo occhio sospende ogni giudizio sulle condizioni di esistenza delle cose che guarda. Eppure, preso nel vortice della fluttuazione dell’esserci dei segni, ad ogni azione visiva che compie, anche la più piccola, riesce a trasformare, a metamorfosare il reale attraverso un processo di contaminazioni, di caratterizzazioni, di sospensioni e di riprese. Pittura, scrittura, scultura realizzano allora la stessa inquietudine del segno: generano un flusso liquido, labile, precario, mai fermo.”

Le categorie della guida