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Mourinho e il Dottor Boldrini: il caso La Nuova Ferrara

Anche a Ferrara, più prevedibile di un gatto con la coda, la casta dei giornali ha aderito senza se e senza ma al No Bavaglio-Day, mistificando quel che in realtà tutta la popolazione italiana pensa[...]

Mourinho e La Nuova Ferrara Anche a Ferrara, più prevedibile di un gatto con la coda, la casta dei giornali ha aderito senza se e senza ma al No Bavaglio-Day, mistificando quel che in realtà tutta la popolazione italiana pensa da un pezzo. Berlusconi o non Berlusconi… legge discutibile o meno, la gente pensa e dice chiaramente che la stampa italiana è una casta e basta, la pensa come Beppe Grillo. Altro che ribadire “il dovere dell’informazione e contro la censura” come scritto nel pomposo documento ufficiale nazionale sottoscritto da molti liberi direttori.. poi la gente sa che son loro i primi a censurare, oltre a dimostrare sempre più analfabetismo culturale e ciberculturale sconcertanti (tranne eccezioni ci mancherebbe…). Le prove son persino popperiane come da un pezzo sempre previsto, sottolineato e documentato dallo stesso Grillo: cali vertiginosi delle vendite, ormai i giornali off line sono fax o mail tra di essi…, la libera informazione ormai soltanto nel web (distorta o meno irrilevante nell’attuale mutazione storica, dagli Old Media…ai New Media.

La stampa cartacea ferrarese in particolare, si sa, è specchio della città presunta d’arte, invece, ultimo villaggio semi-soviet d’Italia: Ferrara da oltre 60 anni feudo delle cosiddette sinistre (oggi molto cosiddette…). La Nuova Ferrara, in particolare è virtualmente scritta nella sede vetusta del PD. Distrazioni (vedi notizie rilevanti culturali clamorosamente censurate nonostante prove stesse altrove mediatiche ogggettive, ai limiti della repressione culturale ed ideologica ai danni di artisti anche noti a livello nazionale ma fortemente critici verso il regime locale tatuato Dario Franceschini-ferrarese!) fanno a gara, per dilettantismo e fanatismo corporativo, con esilaranti elzeviri di certa intellighenzia organica provinciale, tardovulgata pseudogramsciana, completamente sconosciuta persino ai ferraresi.

Il foglio ferrarese in questione, ormai riciclato dai ferraresi in tempi di crisi per usi molto funzionali, ha raggiunto livelli parossistici di faziosità lo scorso anno con le campagne elettorali e del PD ad hoc pro -appunto- il democristiano geneticamente modificato in progressista Franceschini e il suo clone (sempre logo PostDC) Tagliani.

Sloggiato il dignitosissimo e critico compagno direttore Pesci (ancora scuola Berlinguer), reo di critiche eccessive all’ex sindaco fannullone Sateriale (quasi olografica la sua letterale presenza e visibilità a Ferrara….) e alla Casta postcomunista, direttamente in moonboot e racchette da sci sbarcò a Ferrara dalle Dolomiti tal Faustini, in tal senso bravissimo nella propaganda, gran velinatore delle opposizioni, in particolare del nascente movimento di Beppe Grillo in città (Progetto per Ferrara).

E tutta un ‘apologia del radioso avvenire per Ferrara grazie alle grandi opere dell’Ospedale di Cona, il Museo della Shoah, l’Hermitage, fortemente voluti da Franceschini per foraggiarsi la poltrona nazionale del PD: ovvero, la più grande truffa della cultura e della sanità in Padania, direbbe il recentemente scomparso Malcom McLaren dei leggendari Sex Pistols: non ultimo la solita mistificazione sul Maestro Abbado e la Musica Classica o Lirica… sempre cara ai nostalgici di Moska, quasi un sondaggio la Nuova Ferrara per consegnargli virtualmente le chiavi della città estense, manco fosse Mozart (ma a Ferrara tutta la casta, mogli e parenti vari..e appunto i pennivendoli della Nuova Ferrara credono sia Mozart!).

Faustini, più leccaculista di Bondi e Emilio Fede fusi in un’unico embrione staminale (nella metafora), esaurita la missione è poi ritornato dalle parti di Lavaredo, entrando forse nel guiness dei primati per la durata come direttore in un quotidiano nella storia poco nobile del giornalismo italiota. Spesso citava, nel dibattito allora in corso per il congresso PD, Dario Franceschini come Maestro di Pensiero! Sua pare in origine (ma qua è verba volant dei ferraresi dissidenti), la perla dichiarata in quella fase alla stampa nazionale dai vertici del PD locale: faremo dell’Italia un’enorme Ferrara. Il Gabibbo, sempre più spesso in città proprio per le grandi opere di cui prima, prenotò le sue visite a Ferrara, proprio dopo tale esternazione degna di Starace!

Il suo erede, tal Dottor Boldrini, incredibile, dopo appena alcuni mesi, l’ha già surclassato….. Una svolta multietnica e buonista persino ulteriore e a 360°, dalla cultura allo…sport! Proveniente da Mantova, terra già troppo profumata di aromi celtici evidentemente, ha ulteriormente localizzato l’ex Terza Pagina culturale, mescolando indistintamente sagre letterarie magari del Delta sulle zanzare con l’ultimo volume ristampato diciamo di Giorgio Bassani (eufemismo ovvio), con talento tipografico degno di Tristan Tzara.

…Più spazio alle zanzare culturale o alla poetessa moglie magari di qualche magistrato ferrarese da sugo (unica città d’Italia immune persino a Tangentopoli -Ferrara… interesserebbe il caso a Montpellier…in Francia) che appunto a scrittori ferraresi noti ovunque o magari artisti celebri in una data storica per la cultura italiana- il centenario del futurismo ferrarese (evidenziato dalla Rai…) protagonisti a Ferrara… sbagliando per giunta persino il nome del più celebre (Rossotrevi…) e ribattendandolo a Ferrara (!), questa specifica perla, invero, parto di quel gran genio del suo amico-di Boldrini- il già citato predecessore Faustini. Nuova Ferrara gestione Boldrini che naturalmente - cronaca live - ha censurato un documento ufficiale dello stesso Graziano Cecchini e dei neofuturisti italiani e ferraresi d’appoggio al Movimento di Beppe Grillo a Ferrara!”

E naturalmente una campagna ad personam contro il leader del Movimento di Beppe Grillo, Valentino Tavolazzi e PpF (per il PD a Ferrara non a caso il vero nemico… leggi certo inciucio PD-PDL locale): Tavolazzi l’unico che oltre ad avere risposto per le rime ha smascherato la casta dei giornalisti ferraresi (in particolare quelli de La Nuova Ferrara…).

Ma i capolavori, degni non del bavaglio all’informazione ma anche di seggioloni modello Re Sole bambino e di un Dottoressa Montessori come baybadante non stop, sono stati:

1.Il caso pompato ad arte di un extracomunitario sballato e morto tragicamente poco distante da una discoteca, etichettando il Dottor Boldrini i ferraresi di razzismo per presunta omissione di soccorso (in pieno febbraio visibilità tra nebbia e stagione zero in un’area quasi disabitata), rilanciato dal superscoop man pennivendolo persino sui media nazionali.

2.Ci scusiamo per l’accostamento, visto il punto primo: tuttavia tale supergaffe del grande giornalista de La Nuova risparmia qualsiasi commento, talmente eclatante, talmente evidente l’analfabetismo massmediologo del succitato Boldrini (come molti pazienti pschiatrici e tutto il Pd crede di essere manipolato dai marziani via etere…) straordinario lapsus dei pennivendoli di tal testata. Ha tentato appunto un altro scoop da anni 50… attaccando… Mourinho (?!), senza neppure informarsi sulla carriera del più grande allenatore contemporaneo (lo sa tutta Europa- come noto- leggi Grande Inter in Champions 2010- ma non il Direttore della Nuova Ferrara… ma Mou forse era già un poco noto per le vittorie!). E tale attendibilità sulla notizia la dice lunga sullo stile di verità della Pravda ferrarese!

da La Nuova Ferrara (14 marzo 210) di Paolo Boldrini (Direttore de La Nuova Ferrara, Prima Pagina!!!).

DIO CI SALVI DA MOURINHO
“La televisione, a volte, crea dei mostri. Personaggi che volano nell’etere e si dissolvono a contatto con la Terra. L’ho pensato la prima volta a fine degli anni Ottanta, quando conobbi a Mantova il critico d’arte ferrarese Vittorio Sgarbi in occasione della mostra sul pittore Giuseppe Bazzani a Palazzo D’Arco. Il giornale mi mandò a fare un pezzo di colore, cioé a raccogliere curiosità all’inaugurazione.  Incontrai lo studioso di Ro e gli chiesi un commento. Vedendomi timido e impacciato mi spiegò con fare gentile la mostra dal suo punto di vista. Un gentiluomo.  La sera dopo, guardando su Canale 5 il ‘Maurizio Costanzo show’, lo rividi.  Era un’altra persona: urla, insulti a un ospite, il dibattito che sfociava in rissa. Sarà stato l’effetto delle telecamere?….Ma il top è stato raggiunto con José Mourinho, allenatore dell’Inter. Squadra dal passato glorioso che merita grande rispetto. Questo insegnante di pedate, in Italia è diventato un filosofo.  Si fa chiamare ‘The special one’ e, grazie alla televisione, ruba la scena a colleghi e giocatori. Arrogante con i giornalisti, plateale nei gesti dalla panchina: il fenomeno ne ha una per tutti ed è strapagato per dire amenità e vincere campionati.  La partita che si gioca sul campo è passata in secondo piano: conta solo quello che dice o non dice il mister, soprannominato Mou. Un vero fenomeno? Se la memoria non inganna, non ha vinto nulla più di Roberto Mancini….”

***Secondo la vox populi, il trauma originario pare siano le note simpatie di leaders del centro destra ferrarese per l’Internazionale….!

Commenti dei lettori

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  • Ferrante Z.

    28 May 2010 - 09:43 - #1
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    ritengo sacrosanto l’appello, in effetti ormai si è sempre più vittime di un certo bavaglio culturale dettato, forse, da giochi di potere che non risparmiano le redazioni dei giornali…un giornalismo libero è importante ed indispensabile per una notizia vera…ecco che approvo e sostengo pienamente questo scritto, ritenendolo un trampolino di lancio per una protesta rispettosa e civile.
    ZF

  • Maurizio Ganzaroli

    29 May 2010 - 23:33 - #2
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    la stampa è sempre più legata mani e piedi ad argomentazioni che mai devono dare fastidio se non è precedentemente deciso!
    I ferraresi sembrano diventare noti in tutta europa, soltanto per cose brutte, sprechi di denaro, azioni discutibili, e malasanità, perchè ciò fa notizia, fa parlare e riempie la bocca.
    mai e poi mai, si danno spazio alle arti, alla musica o a tutto ciò che è cultura, che non si fermi due metri dietro l’angolo di casa.
    forse sarebbe il caso di far uscire il bello delle cose, invece che il brutto, e dare spazio anche a chi forse, non avrà un’etichetta da giornalista, ma si sforza di lottare contro mulini a vento che girano un pò troppo dove vogliono gli altri.

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