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La Padania? Nata a Ferrara

Nel 1985 a cura dell'Istituto di Storia Contemporanea con la rivista Padania!

Carta Padania *parziale Puntuale come sempre il tormentone sulla Padania del senatore Bossi: sui quotidiani e con l”ultimo Fini particolarmente polemico e serioso. Bossi, naturalmente se la ride di gusto, ogni cazzata che spara qualcuno lo prende sul serio.
Per fortuna i simpatici e sempre futuribili…leghisti sparano nella peggiore delle ipotesi solo cazzate. Ex comunisti e ex fascisti (come Fini) ogni volta perdono la catena, dimenticando i fatti e la natura anche chiaramente simbolista.. delle parole del Carroccio.
In fondo meglio sparare cazzate che qualcos’ altro come facevano i comunisti estremisti negli anni ‘70 o anche certe pecore nere del giovane Fini.
Il bello che Bossi e padani, a ben vedere, le cazzate le sparano con insospettata scientificità…. Quasi sempre, fin dalle origini, sollevano questioni reali molto più lungimiranti dei partiti tradizionali, retorici, dotti, bolsi e spesso rimbambiti dietro retoriche da poetiche carducciane o pascoliane o foscoliano, roba da Museo delle scienze (o delle Poetiche….) naturali….

La Padania stessa non è fantapolitica né fantageografia: e proprio Ferrara testimonia clamorosamente tali indizi che non necessariamente avallano future regioni o persino nazioni legittime, ma giustificano almeno dal punto di vista culturalista moderno che la Padania non è neppure la Nazione che non c’è come pretende Fini e tutta certa sinistra giurassica (mentre invece proprio l’Unione Sovietica non esiste più in qualsivoglia carta geografica!).

Negli anni ottanta/ novanta persino a livello d’avanguardia in ambito letterario, tra Ferrara, Modena e Milano nelle riviste specializzate si parlava di letteratura padana (in senso molto distante dal leghismo politico, ma con pertinenza storico-culturale), codificando quasi quel che persino Guareschi e altri nomi celebri ben evidenziavano nei loro romanzi di matrice non solo politica ma soprattutto etnico e psicologico padano (diremmo oggi).

Ancor di più, come segnalato da Il Giornale in data 23 6 2010, non proprio ai tempi di Federico Barbarossa…, furono addirittura gli intellettuali comunisti, nel secondo dopguerra a inventare la Padania. Lanciando anche nel 1985 una serissima rivista culturale e persino istituzionale. Ovvero a Ferrara a cura dell’Istituto di Storia Contemporanea: “Padania: storia cultura, istituzioni, diretta dal marxista Franco Della Peruta che scriveva:

“ …Nello spazio geografico attorno e lungo il grande fiume si è sviluppata una civilizzazione com caratteri fortemente similari” !

Insomma, quel che sconcerta i lemuri regrediti ormai di certa Intellighenzia rossa (o ex nera) , un tempo ferocemente antinazionalisti, oggi tutti cherubini dell’Unità d’Italia e del Tricolore (un tempo ben altra bandiera ghermivano), era invece quasi una risorsa popolare inedita per gli ultimi degni seguaci di Gramsci che di spirito popolare e masse geografiche se ne intendeva eccome.

Nessun stupore , forse, quindi, che – come da più parti scoperto, oggi la base ex proletaria del Nord voti la Lega anziché quell’esperanto pesce lesso del PD… O se lo stesso Bossi lo scorso anno per la prima volta abbia riempito a Ferrara una Piazza intera…. Anzi, proprio Ferrara, già sede nel ventennio di uno dei migliori giornali del regime (il celebre Corriere Padano…guarda guarda.. diretto da un certo Nello Quilici, con buona pace dello stesso ormai supercalamaro nero Gianfranco Fini..) a quanto pare, in senso storico e culturale, appunto nel 1985, captò quantomeno il significante della rivoluzione leghista, pardon padana!

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