Electric Girls project: intervista a Maurizio Ganzaroli

La mostra a episodi del dark ferrarese futurista e transumanista

locandina Mostra a episodi di Maurizio Ganzaroli Dalll’ 8 luglio scorso e per quattro settimane, Maurizio Ganzaroli, scrittore di fantascienza, artista elettronico, ricercatore del Laboratorio futurista letterario nazionale per i futurologi dell’AIT, attivista di Azione Futurista Rossotrevi (Ferrara- Roma), sperimenta una sorta di originale mostra in progress, a puntate, di matrice tecnodark. Presso il Bar Le Arti, già signifcativo il contesto extramuseale o spazi specifici convenzionali. Mostra a Episodi (Electric Girls project), a cura del LLF stesso.

Lo stesso giovane scrittore Zairo Ferrante, promotore del Dinanimismo poetico, ha così segnalato il nuovo esperimento di Ganzaroli:

DFerrante, lei conosce bene l’ambiente futuribile ferrarese, di cui Ganzaroli è tra i protagonisti, tra fantascienza e dark elettronica: appunto futuribile e atmosfere neodecadenti, come vede tale percorso?
R- (Zairo Ferrante) ” In effetti l’ambiente futuribile ferrarese è un ambiente d’avanguardia nel vero senso della parola. Credo infatti che sia tra i gruppi ferraresi più attivi d’Italia ed io stesso sono orgoglioso di aver avuto diverse sinergie con loro.
E’ stato uno dei pochi gruppi in cui ho trovato una importante fusione tra arte, elettronica, scienza, futuro (inteso anche come futurismo) e classico o neoclassico.
Io stesso neoromantico, surrealista e quindi Dinanimista, mi sono trovato perfettamente a mio agio in tale ambiente.
Quindi, il percorso intrapreso mi lascia ben sperare e sicuramente può portare lontano.
Una fusione tra fantascienza, arte elettronica ed una vena di neodecandentismo può fare solo bene, può in un certo senso mettere in risalto, ovviamente in chiave “moderna”, quelli che sono i dissidi interiori dell’uomo del XXI secolo e forse può smuovere anche le nuove generazioni, visto che sicuramente utilizza un linguaggio, per loro, più immediato.
Insomma, per concludere, ritengo che investire sull’arte in chiave futuribile, come appunto stanno facendo i vari Ganzaroli e Collaboratori, può essere davvero una mossa azzeccata.
Ecco perchè esorto Ferrara a non lasciar passare un’ulteriore treno….e questo tra l’altro sembra davvero un treno che riesce a correre via veloce!!!”.

Maurizio Ganzaroli stesso ci ha rilasciato questa intervista, puntualizzando il senso del suo Electric Girls project:

D- Electric Girls mostra a episodi un riassunto?
r- un nuovo concetto di mostra che non vuole legare assieme le due arti dellagrafica e del racconto, dove le immagini rappresentano il mondo descritto nel racconto, più che essere delle illustrazioni; inoltre è stata pensata, proprio per essere divisa in episodi.
un progetto nato nel 2009 e che si vuole esprimere ed evolvere in vari modi, dal video alla performance, a mostre di questo genere, dove, come nella vita reale, ogni giorno cambia qualcosa, così ogni settimana, in questa mostra cambiano le opere ed il capitolo del racconto

D- I robot rivoluzionari possono sostituire un giorno gli umani reazionari….?
r-i robot sono per antonomasia dei rivoluzionari, in quanto non hanno le esigenze degli esseri umani, ma più che sostituire, ci saranno delle contaminazioni, anche complesse con cui dover fare dei conti etici.
nei miei racconti affronto proprio questa tematica, dove ci troveremo di fronte ad un mondo con probelemi che non è possibile prevedere in anticipo, a cui dovremo adattarci, ma che sarà inevitabile.

D- Ferrara e la cultura:
r-Penso che Ferrara sia stata negli anni d’oro ‘70-’80 una vera città di cultura, quando forse, la cosa più importante era far muovere le cose, portare a conoscenza della gente , nuove realtà artistiche, ora si guarda troppo al soldo, e si rischia di cadere nelle solite cose.

D- Ferrara e le istituzioni culturali
r-Potrei rispondere no comment?? no? penso che siano molto chiuse di occhi e di vedute, qualche fuoco ogni tanto si accende, ma finchè non fa rumore, nessuno lo calcola, poi quando ne fa troppo, allora bisogna toglierlo di mezzo. Si rifanno e si ritritano le stesse cose, per paura di sforare, senza avere nemmeno la voglia o il coraggio di buttarsi.
a volte servirebbe così poco: spazi inutilizzati, da dare ad associazioni, a costo zero, che però abbiano la cura di rimetterli in sesto, spazi espositivi, che sono chiusi, e che invece potrebbero ospitare artisti, forse non molto conosciuti, ma di un futuro magari brillante, che però rimangono in ombra; bisognerebbe credere un pò di più nelle cose innovative, e scremare certo, ma dare spazi e dare speranze anche.

D- Dark futurismo e transumanesimo
r-Penso che che possano tranquillamente coesistere ed anzi, mescolarsi in qualche modo fino ad ottenere una civiltà della cultura più aperta, alla fantasia, all’arte musicale e non, e alla tecnologia, che non deve mai scordare l’anima degli esseri viventi.

Peeplo News

Attualità e Notizie su Peeplo News.

Cercale ora!

Le categorie della guida