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Guida di Ferrara di Lucio Scardino

8 itinerari ad hoc per la città estense: edizioni Este Edition

cover libro di Lucio Scardino Guida di Ferrara 2010 Lucio Scardino,(Ferrara,1957), è noto storico dell’arte, autore di numerose ricerche e pubblicazioni dedicate all’arte ferrarese e nazionale. Collabora fin da ragazzo con alcune delle più importanti riviste d’arte italiane e con diversi altri noti ricercatori estetici (A suo tempo anche con Vittorio Sgarbi).

Curatore, inoltre di parecchie mostre a Ferrara e in Italia. Spesso anche conferenziere, ha edito dieci sillogi personali poetiche e promosso gran parte della letteratura o del’arte ferrarese contemporanea per la casa editrice Liberty house (a sua cura). Il suo ultimo libro, il romanzo Doctor Jackie. Uno strano caso (2010), ispirato al celebre romanzo fantastico di Stevenson, sorta di versione gay, culturalmente scorretta è tra le produzioni ferraresi (ma non solo) contemporanee più corrosive ed affascinanti.

Ora Lucio Scardino ha dato alle stampe: “Guida di Ferrara. Itinerari per conoscere la città estense”, bella e brillante guida turistico-culturale per Ferrara finalmente città d’arte e non soltanto topografica o segnaletica per i visitatori. Non a caso prodotta da una casa editrice ferrarese, diretta da uno scrittore e critico letterario stesso, Este Edition- ovvero Riccardo Roversi. Non a caso, appunto scritta, composta, confezionata da Lucio Scardino, parola scritta… originale ma di rara precisione scientifica e filologica.

Un bel prodotto, ovviamente commerciale, senza velleità apparenti in tal caso estetiche, eppure atipico, diversisimo dai consueti…Bignami – a volte imprecisi- tipici di operazioni del genere. La segnaletica.. stessa della città è colma di respiri appunto letterari e narrativi, pur nell’assoluta oggettività degli itinerari descritti. 8 peraltro itinerari selezionati con una sorta di simulazione del mappatore…. Scardino, nella testa dei turisti, immaginando la città estense come una passeggiata non intricata o ardua, evitando ridondanze di dati ed elementi, rinviati elegantemente e con criteri ottimizzanti all’appendice finale (l’elenco dei Musei in particolare).

Insomma, nessuna guida pappagallo, né tradizionale né moderna (con improbabili cuffie mai realmente wireless, che spesso anzi scaraventano il visitatore in labirinti d’Arianna, celando magari la meraviglia dell’Arianna di turno, a Ferrara parecchie, tra Lucrezia Borgia, Beatrice o Isabella o Marfisa d’ Este, tutte ancora ben memorizzate da edifici, conventi, giardini, chiese di rara bellezza che abbattono il tempo come un balzo iperspaziale, vera e propria sfilata nella storia).

Ecco il tocco dell’artista in questa guida in particolare: apparentemente strutturata comunque secondo copione, invece, non soltanto in certo senso deviante con zoom -nella metafora- provenienti da una sorta di micro google earth. Siano Ercole D’Este, la via più bella d’Europa, postrinascimentale, la Certosa, oppure Castello Estense e Cattedrale “pitagorica” nella Ferrara medievale, le stesse famose pietre rosse, la città estense si disvela nelle pagine come una vera e propria seducente e paradossalmente pudica top model, la Ferrara sensuale e ecopoetica ante litteram che caratterizzano forse il DNA della città.

Le pietre sembrano rossetti persi dalle dame, le stupende e lunghe mura un giacimento di clorofilla alla luce del sole, sorta di minipannelli solari di colore verde del futuro remoto. E la guida appunto, tra le righe naturalmente, ma senz’altro a livello subliminale, descrive Ferrara come una damigella in strip tease, tra un secolo e l’altro, rilanciato dagli elettroni temporali poeticamente memorizzati nelle sue vie e palazzi e giardini….

Così la stessa scheda editoriale:

“La pianta della città di Ferrara è suddivisa in otto itinerari, che non sono percorsi intricati e faticosi, ma “passeggiate” di varia durata, in cui è privilegiato l’esterno, di strade, palazzi, chiese e musei; per non appesantirne le descrizioni, si è per di più deciso di inserire le schede relative ai musei cittadini in un’appendice, alla quale si rimandano i visitatori della città, che troveranno i musei semplicemente segnalati nell’ambito degli otto percorsi”.

Le categorie della guida