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Progetto per Ferrara cronaca di una rivoluzione annunciata

La Ricetta contro la casta Pd

Ppf e Beppe Grillo Jung aveva ragione: esistono dei fenomeni sincronici nel mistero dell’esistenza umana.
Oltre oceano come noto la marea nera (leggi disastro ben noto nel Golfo del Messico) è ormai una megalampada sgradita per la Terra intera. Nella microrealtà italiana, in un colpo solo tutta la storia ferrarese cattocomunista si riassembla in questi giorni.
Le notizie simultanee spiegano la deriva di Ferrara in sé, meglio di una Tac politico-storica, proprio contemporaneamente ai dibattiti caldissimi in corso sull’Ospedale di Cona, il Museo ebraico eccetera….
I pitecantropi del futuro capolavoro sanitario, ovvero l’ex duca rosso Roberto Soffritti e uno dei suoi a suo tempo fans,Zuccatelli, tralasciando le voci sul brevetto per così dire della Valle della Morte, a quanto pare tutti e due in quel di Napoli dalle parti di Bassolino e la Jervolino, Napoli la città dei rifiuti e del Sole Mio e di qualcosa d’altro. A Ferrara, il disoccupato Sateriale al posto del dimissionario Stefani, per il Meis e il Museo Ebraico. La CGL è davvero solerte nel risolvere a Ferrara i problemi dei lavoratori a spasso! Tagliani e compagni (per modo di dire sia ben chiaro) mantengono le promesse..trasparenza al 100%, rinnovamento e dis-continuità con le recenti ere Soffritti e Sateriale…..
Insomma la Casta cattocomunista, almeno dal punto di vista dell’opposizione, da ora in poi è letteralmente alla luce del Sole: Ferrara non esporta più soltanto il Rinascimento o Giorgio Bassani ma anche i suoi Lorenzo i Magnifici modernissimi. Siamo anche all’avanguardia per il riciclaggio ecocompatibile, i primi con Sateriale al Meis ad applicare la Green Economy come Risorsa Umana, altro che quei dogmatici parolai di Progetto per Ferrara.Ora, in democrazia, chi ha i numeri ha sempre ragione e quindi giustamente ha il diritto di credere alle favole anche degli asini che volano. Ma davvero gli elettori del PD o gli eredi del glorioso PCI di Berlinguer continuano a vedere il radioso sole dell’avvenire a Ferrara, anziché un altro Sole cantato in tutto il mondo, anche da Provenzano in galera?
Ferrara è una città dove la libera informazione e il libero pensiero sono sempre più filtrati non solo banalmente dalla casta attuale postcomunista strettamente politica. La questione nella presunta città d’arte… è assai più profonda. Politicamente si dovrebbe parlare semplicemente di postdemocristiani, geneticamente modificati in pseudoprogressisti.
L’era Prodi con il corollario, guarda guarda, tutto ferrarese ai vertici del PD, ovvero Dario Franceschini ha fottuto la sinistra possibile postmoderna.Il bello è che, nonostante, la mutazione (negativa!) sia alla luce persino di una supernova, la casta strettamente culturale, al contrario simula ormai come parodia proprio la peggior vulgata pseudogramsciana e semitotalitaria….
Dall’università alle associazioni, tranne eccezioni individuali, tutti sempre pronti a scattare a sostegno prima di Sateriale poi di Tagliani, in questa ormai pluridecennale involuzione di Ferrara. Tale casta fa le prediche contro Berlusconi senza conoscere l’ ABC né della Televisione, né dei Media, né della comunicazione alla luce di Internet e delle Nuove Tecnologie.
E’ esattamente non solo la sindrome nazionale del Cavaliere che rivela residui antidemocratici anche a Ferrara nell’ex sinistra, ma- peggio in provincia- quella di Berlino, la caduta che ha distrutto non solo l’utopia comunista, ma ancor di più nei soggetti più periferici, tipo l’Intelllighenzia Rossa, anche la loro ragion d’essere esistenziale… Ne deriva da diversi anni una psicologia collettiva ferrarese, in tutti i gruppi sociali, in particolare quelli più benestanti (anche a Ferrara..) che concimano il PD, ai limiti della dissociazione psicosociale, una città permeata di necrofilia esistenziale, di negazione di qualsivoglia scenario alternativo futuro e di visioni futuribili, la nebbia è diventata mentale.
L’economia sempre Cenerentola, certo primato nazionale quasi dei suicidi, lo spreco di risorse culturali invece -a suo tempo- persino intuite ed avviate dallo stesso ex Duca Rosso, da giovane ancora degno erede di un certo Berlinguer (la scommessa della città d’arte, stessa, dagli esiti poi, con i suoi successori deboli e molto contraddittori..), la Spal stessa un tempo vero logo culturale della città estense, relegata da anni nelle serie inferiori, son tutti indizi di problemi strutturali a Ferrara, non soltanto banalmente politici ma ormai persino antropologici, direttamente dalle sue origini: Ferrara, origini oggettivamente agresti, contadine, fuori dai grandi circuiti di sviluppo de La Via Emilia, globalmente passiva, la stessa grandeur del rinascimento o di certa metafisica eccetera vissuta come automi dai ferraresi e non come protagonisti proiettati verso il futuro.
Eppur si muove…. il senno residuo dell’Ariosto suggerirebbe ai più savi o giovani di lasciare la natura ferrarese e postcomunista al suo corso naturale o di decollare verso lidi più biofili e creativi.
Va da sé, nonostante quanto sopra qualcosa scricchiola: fuori tempo massimo probabilmente l’onda lunga del Cavaliere ha innestato alcuni virus: mai la casta di potere postcomunista ha così tremato nel giugno 2009 con le elezioni amministrative e provinciali, con le stesse regionali del 2010.
Il leader storico dell’opposizione ferrarese Senatore Balboni, ormai quasi disperso a Roma, è tornato a ruggire ed ora non si ferma più: anche contro il suo ex Capo Gianfranco Fini. Soprattutto, finalmente, autoestinti i Verdi appiattiti su posizioni da vecchi rimbambiti sessantottardi radical chic, dalla Rete è arrivata un’altra Onda, a medio lungo termine destinata -poeticamente-all’alluvione finale purificatrice del Po futurista….
Un’onda non violacea, livida di tutti i luoghicomunismi paterni di una generazione pseudorivoluzionaria fallita, ma diretta espressione dei nativi digitali, dei figli futuri elettori di Internet, postideologica, capace già di articolare critiche sociali bipartisan, contro i limiti stessi del berlusconismo neoconservatore, d’immaginare scenari nuovi, progressisti, radicali e libertari, ecologici e futuribili non retro. Da Beppe Grillo, ovvio, in Italia il detonatore, ma articolato a Ferrara e altrove, a seconda della libertà e del Reale periferico, la Grande Politica del duemila possibile nelle sue necessarie fondamentali dinamiche macchine micropoltitiche territoriali, vero e proprio federalismo evoluto, oltre le intuizioni contraddittorie della Lega stessa
E gli effetti sono già palpabili a Ferrara. Il Movimento Cinque Stelle anche interfacciato con la quasi neonata lista civica periferica Progetto per Ferrara, certificata da Grillo stesso, è stata la grande novità elettorale in Regione (Emilia-Romagna) e a Ferrara.nello specifico.
Laddove il Pdl resta a rischio d’inciucio, nonostante l’attuale ridiscesa in campo dello stesso Balboni (e il suo giovane team Generazione Pdl), i ferraresi ecoinformatici di Valentino Tavolazzi (ex city manager, un Tecnico di provata competenza, non a caso a suo tempo entrato in rotta di collisione con la nascente Casta cattocomunista Sateriale/Franceschini/Tagliani) sono già oggi la più combattiva e credibile forza d’opposizione, raccolgono in progress consensi, sono, guarda guarda, il principale bersaglio di tutta la casta PD che per i postpolitici (altro che anti) ha persino aggiornato tutta la classica Macchina propagandistica dell’ex PCI..
Con iperboli fantapolitiche, ma necessarie per comunicare la logica di quanto supposto… non hanno risorse (per colpa del governo) dice la casta per gestire magari i siti on line del Comune in termini appena decenti (tutti poco aggiornati e quello delll’Hermitage in perenne fase beta), ma sicuramente qualcuno (Prima Iperbole fantapolitca) in Comune è segretamente pagato per monitorare tutto il web con i tag Ferrara o…. Estense Com, il libero e coraggioso quotidiano della città, i siti blog di Progetto per Ferrara e magari di gruppi culturali alternativi, noti in tutta Italia, ma censurati a Ferrara, rare dissidenze!
(Seconda Iperbole fantapolitica) La Nuova Ferrara,da Franceschini premier effimero del Pd in poi, è scritta sicuramente in Piazza Municipale, vero e proprio organo della Giunta. Il suo bersaglio preferito? L’Ingegner Tavolazzi! (Terza Iperbole fantapolitica) La stragrande maggioranza delle Associazioni (tranne qualcuna giovanile o di forte sperimentazione) è ostaggio del Comune stesso (altrimenti nessun contributo).
(Quarta Iperbole fantapolitica) L’università stessa, almeno in alcune facoltà, è piena di agenti segreti Professori che organizzano sempre convegni sulla libera stampa, sui persuasori occulti mediatici nazionali, sull’oppressione israeliana in Palestina, sui poveri musulmani o extracomunitari del razzismo italiano, insomma tutta la filosofia cattocomunista odierna che ha sostituito i liberi pensatori con giornalisti faziosi, gli operai con extracomunitari e magari transessuali (questioni complesse sia ben chiaro, che necessitano di risposte anche più evolute dell’attuale Berlusconismo), la borghesia illuminata con quella accidiosa e benestante di sindacalisti e i vip della Comunità ferrarese (Associazioni di Categoria eccetera) et similia, tipo (Quinta Iperbole) la Cassa di Risparmio e la Finanza Rossa delle Coop, vera e propria energia alternativa della…Casta Rossa!

Progetto per Ferrara, se la città si limitasse a leggere i documenti e i programmi e i primi fatti (vedi Bologna-Emilia-Romagna con Favia) della lista di Tavolazzi, ha già elaborato critiche al berlusconismo, finalmente dialettiche, senza demonizzare o quantomeno riconoscendo l’Altro ..in base al sacrosanto voto popolare; soprattutto critiche appunto macromicropolitiche a…Ferrara, quindi, piaccia o meno alla Casta PD, Ricette ecosociali, umaniste e scientifiche, al passo con l’ecologia scientifica e futurologica avanzate e accreditate da fior di scienziati sociali e dalla comunità scientifica, il contrario sia del luddismo passatista dei verdi nostrani, sia dell’alternativa puramente giudiziaria di un Pd nazionale (e locale ferrarese) semplicemente in coma terminale, un aborto mai nato realmente.
Il futuro a Ferrara (se mai è ancora possibile in senso non da villaggio di Bologna) in quanto città sia d’arte del duemila sia finalmente economicamente in decollo, ottimizzando finalmente le sue risorse fondamentali, storia, arte, turismo, agricoltura, calcio, commercio anche quasi neomedievale da bottega creativa, certo trend stesso universitario e-o scientifico nonostante tutto in progress, ha a che fare con la rivoluzione annunciata già innestata dai pionieri nativi digitali ferraresi di PpF.
Certamente i ferraresi, stanchi, ricattati psicologicamente, francamente anche piuttosto tonti, dovranno aprire gli occhi, appunto accorgersi che il Sole che brilla a Ferrara, al di là e al di qua della sua antidiluviana Nebbia metafisica, non è più la radiosa stella del Novecento, ma-ricapitolando… quello di Napoli, se non proprio a livello giudiziario, certamente a livello di trash antropologico-politico-istituzionale. Certamente, certa magistratura da sugo ferrarese , al contrario di certe gaffe (altri sintomi antropologici regressivi della città), al contrario…. potrebbe comunque accelerare la liberazione di Ferrara…

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