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Roberto Vecchioni non è Robin Williams

Ferrara: per il PD, Internet non esiste?

Robin Williams in l'Attimo Fuggente Sembrava un input interessante, Roberto Vecchioni, ospite a Ferrara alla Festa Pd, con l’ ex rettore Patrizio Bianchi, sul tema della Scuola. Vecchioni noto poeta cantautore e Insegnante nella vita extrartistica (in ogni caso creativo, ma…), almeno un poco alla Whitman/Robin Williams ..in Attimo Fuggente… era possibile e auspicabile. Invece una delusione significativa: quando persino gli outsider della ex sinistra italiana ancora non vanno oltre o quasi certi luoghicomunismi obsoleti, anni settanta, chiudono gli occhi sia sul futuro venuto alla luce (Internet non esiste per gli insegnanti di sinistra?) si riducono a fare i portavoce di tutta la Classe Casta dei Professori troppo spesso – compresa soprattutto l’università -Baroni (inclusa certa alleanza attuale..contronatura… studenti e prof….) .

Inneggiare ancora all’ideologia, alle vecchie categorie destra/sinistra, usare retoricamente la griffa Resistenza culturale…. definire dal punto di vista culturale incivile l’Italia attuale e il suo governo, legittimamente avallato dal voto democratico, sembrano parole di Sofri o una rimpatriata di ex compagni di scuola dell’anno scolastico 1968, il tutto appena mitigato da ipocriti input anche di autocritiche!

Questa critica non obbliga a sposare la Gelmini che pure- se si è onesti- ha lanciato una legge discreta e antibuonista che quantomeno mina proprio la casta dei professori. Baronato che da sempre in Italia, è spesso espressione del ritardo storico culturale italiano che risale ancora -come da anni ribadisce persino Piero Angela- al dominio storico della cultura umanistica su quella scientifica, sempre Manzoni il libro cuore dei Dotti nazionali, mai Guglielmo Marconi…. Nel secondo novecento, poi, amplificata da altro passatismo culturale strutturale, ovvero certa vulgata gramsciana. Da cui l’attuale degenerazione di certa politica e cultura nazionale in una sorta di cattocomunismo cosmico!

A sinistra continuano a non comprendere la legittimità anche di risposte alla sfida globale del 2000 (e la scuola è centrale in tale risposta) dal punto di vista neoconservatore. In tal senso, la riforma Gelmini è una ricetta minimale che- come accennato- spazza via molte basse retoriche pseudoprogressiste e ideologiche, rilancia almeno potenzialmente meritocrazia e competenza, anziché servilismo cattocomunista e ostilità al futuro….e alla scienza…

La scuola del duemila? Nel dibattito culturale italiano, proprio per effetto del web spiccano oggi scenari più evoluti ed alternativi, incentrati davvero sulle nuove generazioni, i nativi digitali. In ambito futuribile, lanciati on e off line ad esempio Progetti come La Scuola che funziona e Una Scuola per il Futuro- dei vari ricercatori Marconado e Saccoccio (riprendendo anche le celebri intuizioni della stessa equipe giornalistico scientifica di Angela o di informatici/cibernetici italiani quali Roberto Vacca e Silvio Ceccato) elaborano attualmente nuovi modelli e ipotesi particolarmente stimolanti.

E ne esistono diversi altri al di lè delle chiese tarddonovecentesche di sinistra e destra…per giunta sconsacrate! Che a destra cosiddetta sfiorino certi temi o li elaborino in forme riformiste anziché rivoluzionarie (come dovrebbe essere) è legittimo: non è in quel DNA andare oltre. Che a sinistra cosiddetta lo ignorino è soltanto sconcertante. Deficit d’informazione rivelatore nella società del software! “Chiudiamo i Professori”, parafrasando un certo Papini! Anche, purtroppo, il pur altrove critico poeta moderno Roberto Vecchioni.

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