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I cavalieri dell’aria recensione

Storie di Aviazione e Aviatori Polesani e Ferraresi nella Grande Guerra 1915-1918 a cura di Leonardo Raito - Este Edition -

copertina I Cavalieri dell'Aria Este Edition Originale e affascinante volume aereostorico per così dire, tratto dal convegno “Ali sul Po” di Rovigo del 18 novembre 2006. Il volume edito da Este Edition, a cura di Leonardo Raito, docente di Storia contemporanea in città, è firmato a più mani dai vari:

(Oltre al curatore stesso) Luigi Emilio Longo (Il potenziale bellico dell’Aviazione italiana nel 1915 alla vigilia dell’inizio delle operazioni); Alessandro Massignani (L’attività aerea sugli altipiani nella Grande Guerra); Basilio di Martino (Le operazioni di bombardamento dei dirigibili italiani ed il ruolo dell’Aeroscalo di Ferrara); Nicola Persegati (Dall’Isonzo al Cielo: / appunti di storia aeronautica sul Fronte Orientale); Susanna Dan Lombardo (La costruzione di un mito. Da Baracca a D’Annunzio, gli anni eroici dell’aviazione italiana); Alberto Burato ed il medesimo curatore (Aviatori Polesani nella Grande Guerra 1915-1918); Carlo Stracquadaneo ed ancora il curatore (Umberto Maddalena, l’eroico trasvolatore); Francesco Tardivello (Aldo Finzi pilota); Enrico Trevisani e Donato Bragatto (Pico Cavalieri: una breve vita dedicata al volo); Dino Vecchiato e Giampietro Zanon (L’osservazione aerea nelle memorie e nelle immagini del Capitano Giuseppe Gabin: / le vicende della 25^ Squadriglia Voisin); Ricciarda Avesani (Vite spericolate nel Veneto dei pionieri. Tra mito e realtà).

Sorta di reportage quasi televisivo- per certa ritmica dinamica e stile visivo- anche soggettiva e intimistica- su una delle pagine moderniste dell’Italia, pioneristiche e del primo novecento – di Benedetto Croce e della distorsione umanistica delle ben note 2 culture, tutt’oggi foriera – a livello simbolico – di propulsionismi, quasi ibernati da certo passatismo culturale, tutt’oggi dominante. Reportage della parola scritta, tra rigore storico e informazione tecniche e passione del volo, nel suo significante storico stesso.

Come ottimamente recensito dal critico e scrittore Emilio Diedo in Literary:
“…accanto ad eroi famosi indimenticabili quali Francesco Baracca, Italo Balbo e Gabriele D’Annunzio (aviatore non-pilota), ne emergono altri, che, quanto ad azione e relativi meriti, non sono da meno: Umberto Maddalena, Aldo Finzi, Lionello Caffarati, Sebastiano (Nino) Bedendo, Alessandro Borgato, Mario Doria, Modesto Moratto, tutti veneti; più il ferrarese Pico Adeodato Cavalieri ed il fiorentino Alessandro Coronaro….. Ecco che dirigibili ed aeroplani diventano macchine volanti, ed i loro piloti figli di Icaro e delle Sirene, meglio sintonizzando la magia del volo umano ai relativi “immaginifici”, eterei presupposti del grande vate D’Annunzio. Cercando, peraltro, d’individuare una risposta alle preminenti esigenze dell’uomo di librarsi nel cielo ad imitazione degli uccelli. In sostanza, cercando di carpire quel desiderio che già in tempi lontani gestava nella testa di Leonardo da Vinci, impegnandolo in una specifica, relativa ricerca scientifica. Ricerca che molto prima ancora s’era ispirata al mito di Icaro.”

In certo senso, quasi un romanzo scientifico (ma storia reale!) , scritto appunto negli anni duemila, quasi digitando al computer dal cielo stesso, in volo, a bordo di un virtuale aereo-laboratorio, capace di evocare l’età eroica delle cosiddette aeromobili o macchine volanti, la prima guerra mondiale stessa, al di là del tributo umano oggi- tempi postmoderni- inaccettabile- storicamente ben più complessa e -storicamente parlando- messaggera all’epoca anche della Nuova Italia giovane, dinamica e moderna d’inizio novecento.

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