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C'era una volta la Fiera del Libro

Intervista al libraio Paolo Catani

Il listone di FerraraSettembre: fino a qualche anno fa (e per decenni) il Listone di Ferrara si animava non – come oggi - di strane bancarelle con accenti altoatesini e aromi di ricotta cannoli o – viceversa - accenti siculi e sapori di strudel, ma di accenti ferraresi – pile di libri nuovi e antichi, il profumo fresco dell’inchiostro o quello eterno della carta della memoria quasi…

Poi, mistero ferrarese, la …”Fiera del Libro”, che oggi spopola in quel di Bologna, è stata abolita a Ferrara città d’arte e di scrittori: dotti letterati che denunciano la morte della cultura e dei libri per colpa della televisione e di Internet, ma silenziosi sulla questione.
La figura archetipica quasi del Libraio ambulante non è però scomparsa a Ferrara; dislocati comunque nel Centro Storico, gli ultimi pronipoti volanti di Gutenberg, dai Malossi ai Mari ai Fabbri, da moltissimi anni, in barba ai cambiamenti climatici, sono sempre puntuali nelle loro performance, il libro “dal vivo” per la setta dei poeti e degli amanti dei libri mai estinti, che preferiscono , quasi come ultimi esploratori, appunto le bancarelle quasi abito speciale dei libri, anziché supermercati o librerie asettiche come gli uffici dei Burocrati…

Quest’anno, per la cronaca, non c’è più, purtroppo scomparso nel maggio scorso, sulla scena della Piazza di Ferrara, l’Uomo dei Libri per antonomasia, ovvero Manlio Fabbri (alle figlie il passaggio di consegna) , tra i pionieri, la più bella libreria d’antiquariato di Ferrara.

Abbiamo intervistato, uno dei più giovani d’età (ma dagli anni novanta operativo), tra i Maestri ambulanti del Libro, ovvero Paolo Catani della premiata ditta Leonardo Mari:

D- C’era un volta la Fiera del Libro a Ferrara…

R- ” Noi siamo disponibilissimi a rilanciarla… esistono da tempo trattative lente, forse nel 2011, non più sul Listone però, secondo noi un limite…. A suo tempo non era soltanto un evento turistico-commerciale, ma anche artistico con una rassegna letteraria puntuale. Intervennero nel corso degli anni i vari Pederiali, Pazzi, Sgarbi e molti altri celebri scrittori… A Bologna, invece, negli anni la Fiera equivalente è diventata quasi un Grande Evento. Per non parlare di Torino….”.

D- Il libro …ambulante-volante, sotto il Sole o la Neve…, funziona ancora?

R- “Certamente: è un incontro diretto con il pubblico e i turisti. Il libro è oggetto di vendita, ma anche uno specchio interpersonale. Noi librai ambulanti parliamo entrambi i linguaggi e chi ama i libri cerca questa empatia.. In fondo il libraio ambulante è marketing turistico anche diretto della città. All’estero ci risulta- i nostri colleghi son visti in tal modo dalle Istituzioni che si regolano di conseguenza: non solo commercianti ma risorsa della città… Ci sono i musicisti, gli artisti e anche i Commercianti di strada! (Ma nessuno si è mai lamentato per il rumore o gli schiamazzi.)”.

D- Che legge il ferrarese del duemila?

R - “I nostri concittadini privilegiano o i bestsellers di turno,oppure i noir, gialli alla Follett, horror alla King, Saviano, Travaglio eccetera, la produzione letteraria anche locale in particolare, più o meno costanti nel tempo. Invece, notevolmente aumentato il target turistico. Anche durante i Buskers, l’incremento di vendita è stato palpabile”.

Brevemente, una risorsa per Ferrara oggettiva e indiscutibile, l’equipe dei Librai ambulanti. Van benissimo, ovvio, certe alternative recenti settoriali, quali il Festival del Libro ebriaco o Il Mercatino del Libro e dei Fumetti, ma il ritorno della Fiera del Libro nel 2011 sarebbe una novità..(paradossale- ripetiamo- per Ferrara città d’arte) non soltanto commerciale e culturale, ma anche turistica. E preferibilmente sul listone,anzichè perdere tempo… a piallarlo o scegliere lampadine…. per la giusta illuminazione.

Magari, anche, come fanno all’estero, “riflettendo” i Maestri ambulanti del Libro non in modi banali monodimensionali, ma come link materiali per il turismo e la città (parliam di Libri..non di kleenex o pomodori).

Il suolo pubblico, nella ZTL, nel Centro Storico (non riguarda soltanto quindi i librai volanti) va visto forse istituzionalmente quasi alla rovescia: le casse son casse, quindi la tassa è necessaria ma con ottiche nuove (leggi parziale de-tassazione), non soltanto burocratiche, ma di marketing postmoderno. Esempio futuribile (?) ma presentissimo e concreto, dinamico e propulsivo, di certa sinergia pubblico-privato, a volte a Ferrara soltanto sbandierata…

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