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Alessandro Amaducci a The Scientist 2010

Super Video set del celebre artista elettronico

Alessandro Amaducci Video Art particolare Nell’ambito di The Scientist 2010 Festival di Video Arte Internazionale (a cura di Ferrara Video&Arte, presidente Dott. Vitaliano Teti, Unife e Comune di Ferrara), questo weekend nella città estense (8-9-10), molto attesa la videoperformance di Alessandro Amaducci.

Venerdì 8, Amaducci, puntualissimo, alla Sala Estense, davanti ad un bel pubblico, giovane e empatico, ha inventato il Video live set, “Electronic Self Personality”, SOLO video& talk exibition*: di rara volontà di bellezza e ciberprovocazione nuovissima; certamente, il pur ancora giovane ricercatore e artista, uno dei vertici dell’arte contemporanea elettronica italiana (e non solo).

“L’elettronica e il video..digitale. come metafora, segno, sogno, simulacro, estensione tecnologica del Corpo: umano e frattale e virtuale e viceversa. Anche David Linch e David Cronenberg, tra i miei input…” : e Videodrome di quest’ultimo in particolare appare quasi Gestalt appunto delle sequenze video di Amaducci, cult movie degli anni ‘80 equivalente per l’impatto culturale, anzi ciberculturale, senz’altro a Blade Runner…

Nello specifico, da Videodrome a ..Amaducci, in nuove scansioni al passo con l’evoluzione tecnoscientifica e i suoi fatali feedback con la dimensione estetica. Tra cybersex, corpo senza organi, postdecostruzionismo alla Derrida, mix Sound e Immagine, dinamicissimo, techno love, di notevolissime combinatorie e bricolage estetico-scientifico alla Jacob, oltre che alla McLuhan e De Kerckhove..

“Il Medium è il.. Massaggio” nel live video set di Amaducci, si dilata oltre la cifra strettamente artistica, già godibilissima e di rara comunicazione, per l’avanguardia comunque di ricerca e sperimentale: al confronto lo stesso geniale pioniere Plessi sembra oggi un bellissimo dinosauro: Amaducci, semmai, ri-clona lo stesso Naim June Paik pop, componendo- con gran talento net poetico- nanovideo clip musik & picture: soundtrack nascente dell’era di Internet, al passo di corsa con lo zeitgeist odierno e in progress.

Via silicio e ormai grafene… pensanti, Amaducci distilla simultaneamente eresie avantgarde, ri-montando quasi i transistors iperrealisti di un certo Baudrillard, la generazione stessa italiana dei vari Spatola, Barilli e ..il fotografo e artista totale visionario Franco Vaccari, con rara scienza con coscienza del prodotto artistico, come ben espresso nella miniconferenza preludio ai video, quasi Avatar live, in una affascinante paradosso organico-cyber: ” L’inconscio Tecnologico di Vaccari, la fine della fine del Sè….la fine paradossale della società dello spettacolo, per dirla con Guy Debord”: ovvero- finalmente- l’arte elettronica stessa e l’avantgarde oltre e contro certa reificazione e-o manierismo contemporanei.

Alessandro Amaducci: poetronica già oltre il postmodern, nell’aurora del Netmoderno, verso (anche con il miglior Benjamin) un Neo…realismo, postMatrix, anticipazione -come i veri grandi Artisti-antenna della specie- della prossima revolution estetico-sociale, dai nativi digitali….

**Replica Domenica 10 ottobre 2010, ore 16, Sala Estense.

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