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Festival dell'Internazionale 2010

C'era una volta il giornalismo progressista

Orson Welles Quarto PotereWeekend all’insegna del giornalismo nella città estense con l’annuale Festival dell’Internazionale, a cura dell’omonima rivista (1-2-3 ottobre).

Come nelle precedenti edizioni, un successo annunciato, molto seguito in città, dislocato nel centro storico cittadino, con la presenza di alcune delle più note penne dell’informazione, italiana e straniera, cartacea (giornalisti de L’Unità- Padellaro) o anche televisiva (come ad esempio Lilli Gruber de La 7, attualmente), e di intellettuali celebri a livello internazionale.

Un grande link, tuttavia tra luci e ombre, che attraversa a 360° - sulla scia della filosofia editoriale della rivista stessa, il mondo contemporaneo, tra informazione, globalizzazione, politica e temi attinenti.

A fondo pagina il link del programma completo: tra i numerosi prestigiosi nomi stranieri da segnalare,Alexander Stille giornalista statunitense, Miguel Mora El País, Gerhard Mumelter Der Standard, Eliane Brum giornalista del settimanale brasiliano Época, Paulo Sotero economista brasiliano, Denise Paraná scrittrice brasiliana, Ian Buruma saggista e giornalista olandese; per gli italiani oltre alla Gruber, la commissaria dell’Onu italiana Paola Boldrini, nota critica della politica dei respingimenti del governo Berlusconi.

In generale, spiccano…. il giornalista afghano Yaqub Ibrahimi Premio giornalistico Anna Politkovskaja e l’islamista residente in Svizzera Tariq Ramadan.

Due casi quest’ultimi ma per motivi opposti: il primo costretto a intervenire per via virtuale, in quanto non autorizzato dal governo afghano, in quanto non gradito per diverse inchieste fortemente critiche. Il secondo, per le celebri controversie sul cosiddetto Islam moderato di cui Tariq Ramdan si è autoincoronato massimo guru europeo e occidentale, nonostante forti sospetti di collusioni fondamentaliste e antisemitismo. Interdetto persino fino alla primavera scorsa negli Usa e contestato tutt’oggi dagli stessi Bernard Henry Levy, Andrè Gluscksmann,Caroline Fourest, e altri autorevolissimi intellettuali europei e americani per le mai sopite ambiguità.

L’assenza, alla vigilia almeno, a Ferrara di qualsiasi nota critica ufficiale o mediatica in controluce proprio sull’intellettuale islamico, la dice lunga sulle contraddizioni della Festa del giornalismo e del pur grande evento in questione (l’audience comunque è audience!): indubbiamente caratterizzato da penne d’alta qualità professionale, eppure fortemente ideologico, riflesso soprattutto ancora di certa controcultura deja vu, comunisteggiante o antiamericana e anche antioccidentale, con malcelato ritornello, ovvero ostile acriticamente al governo Berlusconi e la sua filosofia dell’informazione, non riducibile a clichet da case del popolo per giunta in qualche ufficio della Finanza Rossa….

Parafrasare poi …Marx per gli incontri multietnici e sull’Islam… “Islam: uno spettro si aggira per l’Europa”, è rivelatore di ideologismi odierni non solo discutibili, ma anche inquietanti, oltre che offensivo per la storia stessa del Progressismo culturale autentico…

Le dichiarazioni stesse dei politici locali sono eloquenti. Va da sé in ogni caso il valore tutt’oggi di tale evento, la circolazione comunque a Ferrara di idee d”alto lignaggio, quantunque appunto riflesso di analisi dell’informazione e della società cibernetica postinternet non sufficientemente aggiornate.

La quasi totale assenza, tra i relatori di esperti non letterati per così dire dell’informazione elettronica, oggi unanimamente accreditati dalla comunità stessa scientifica e della comunicazione, Informazione non soltanto on line, ma anche cartacea, consapevole degli effetti fatali apppunto delle nuove tecnologie elettroniche sulla stessa informazione cartacea, (quali De Kerckhove o Francesco Monico-scuola McLuhan, Mario Pireddu, Alberto Caronia o lo stesso Nicholas Negroponte, per non parlare dello stesso Unberto Eco eccetera) è significativa (certa ondata di Bloggers collaterali appare più stile… centri sociali che Nativi digitali… come mai ad esempio non invitato Beppe Grillo, milioni di contatti per il recente Woodstock a 5 Stelle a Cesena?).

Tale gap, pur ribadiamo a scanso di banali equivoci in scenari appunto al contrario non banali e positivamente dialettici, in ultima analisi riflette la crisi della sinistra e del progressismo non solo italiano, post caduta Muro di Berlino, come noto incapace di decifrare con nuovi paradigmi l’attuale sfida del duemila e della tecnoscienza in senso sociale (e quindi dell’informazione e le sue nuove dinamiche e modulazioni).

Una sorta -in definitiva di bel canto del cigno di certo stile di pensiero a quanto pare incapace di affrancarsi dai vecchi paradigmi mediatici della scuola di Adorno o di Packard, di certo umanismo liberal radical chic, molto molto tardoborghese e ancora sessantottardo, in Italia di certa vulgata gramsciana o dello stesso Benjamin.

E paradossale, visti altri orizzionti – in sé postideologici-nell’interfaccia poltica-comunicazione, possibili intuiti dagli stessi Benjamin e Gramsci (e anche un certo Karl Marx utopico e futuribile..).
C’era una volta il giornalismo progressista, direbbe forse Pasolini. Oggi nell’ex sinistra, ma non solo, ovviamnete, soprattutto i giornalisti non fanno più i giornalisti ma gli Intellettuali., li hanno sostituiti…

*Festival Internazionale 2010- Programma

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