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La Poesia come DinAnima

Intervista allo scrittore Zairo Ferrante protagonista della nuova letteratura italiana

Zairo Ferrante mix *: “Quest’intervista esce in contemporanea con un articolo su Zairo Ferrante ed il dinanimismo pubblicato sull’autorevole rivista filosofica “L’accento di Socrate” diretta dalla Dott.ssa Maria Giovanna Farina, Filosofa ed analista della comunicazione.

D- Ferrante, dopo le sinergie futuriste e transumaniste, nuovi orizzonti per il 2011

R-I nuovi orizzonti di solito s’intravedono al tramonto, quindi preferisco non porre limiti o obiettivi. Certo è, che il dinanimismo continuerà a proporre ed a puntare sulla poesia contemporanea, cercando di dare spazio a nuovi poeti ed a nuovi scrittori. Basta pensare che nel solo 2010, sulle pagine ufficiali del movimento sono state pubblicate le opere di oltre 30 artisti che collaborano e/o sostengono il dinanimismo e che qui pubblicamente ringrazio e ringrazierò sempre.

Molti di questi sono stati scrittori e poeti esordienti di grande qualità e tra l’alto giovanissimi, ma non sono mancate le opere di scrittori anche molto noti (ndr. candidati e vincitori di premi nazionali ed internazionali e persino Candidati al Nobel) che sono stati molto disponibili nel sostenere il progetto, “donandomi” i loro scritti. Inoltre, sottolineo anche diverse collaborazioni oltre confine infatti curiosando nel blog è possibile leggere le opere pervenutemi da poeti Americani e Francesi, anche in questo caso, alcuni molto noti.

Aggiungo che nel 2011, anche se con vesti diversi ed in maniera meno ufficiale, la sinergia aperiodica con certo futurismo sia scientifico che letterario, comunque continuerà , questo perché tutti dobbiamo confrontarci con il progresso e lo sviluppo, ed a mio avviso, dal punto di vista letterario e non solo, gli attivisti di questi gruppi sono tra gli artisti che meglio hanno compreso l’uomo, contestualizzandolo perfettamente nel suo possibile divenire.

Per quanto riguarda, invece, i miei obiettivi personali, questo è un discorso a cui penserò quando il dinanimismo sarà realmente e definitivamente decollato e quando sarà in grado di camminare da solo.

D- La poesia come DinaAnima

R-Concetto non nuovo di cui, però, vado fiero.
La Poesia come dinanima (termine da me coniato) riprende l’antico, e forse dimenticato, concetto di Poesia come voce dell’Anima. La “dinanimosità” in un verso si ha quando questo è in grado di smuovere e far riflettere il lettore, mettendosi in sintonia con la sua Anima. Cosa possibile solo se quel verso nasce da un’emozione e quindi da un movimento di un’altra Anima.

La riflessione che ne scaturisce diviene istantaneamente un’arma contro la superficialità, perché agli antipodi di quest’ultima, com’è facile immaginare, si pone il pensiero. Insomma, la Poesia come dinanima non è nient’altro che la poesia come arma contro il superficiale ed il superfluo. In quest’ottica sembrerebbe che l’estetica del verso passi in secondo piano, ma non è così.

Anzi l’estetica e gli artefici poetici assumono un’importanza fondamentale, perché è soltanto grazie a loro che il messaggio diviene più o meno immediato. Infatti, amo pensarli come dei binari che, insieme al suono della parola intesa come significante, tracciano la strada al significato, che in questo modo riesce raggiungere con più velocità la sua destinazione.

D- La poesia oggi, tra disumanizzazione e magari un nuovo romanticismo netmoderno?
R-La poesia oggi è immortale, come lo era in passato. E’ ovvio che in una società veloce, che definirei diversamente umana e non disumanizzata, deve essere più forte per ri-conquistare quel ruolo di centralità che aveva qualche decennio fa. Inoltre oggi la Poesia deve fare i conti anche con un rumore di fondo ben più alto di quello che vi era in passato.

Nella società dell’apparire e del consumismo, dove l’abito fa il monaco e dove l’esteriorità è più importante dell’interiorità, la Poesia deve rinnovarsi e ri-inventarsi per restare a galla e per rimanere al fianco della gente e per la gente, altrimenti corre il rischio, come riferitomi da alcuni editori, di diventare una materia d’élite e di perdersi nei labirinti del troppo e dell’abbondanza.

Badate bene, con questo non voglio dire che la Poesia debba snaturarsi, ma voglio solamente sottolineare che se internet, i social network ed i blog possono essere dei mezzi per la “poetizzazione di massa” e soprattutto dei più giovani, perché allora non sfruttarli?
Ecco che l’esistenza di un romanticismo netmoderno, se inteso in quest’accezione, non solo non mi dispiace, ma lo reputo anche necessario.

D- Ferrara e gli scrittori… e l’informazione…

R-Ferrara è senza dubbio un panorama eccellente dal punto di vista letterario.
E’ una città ricca di scrittori e di Poeti di un livello davvero invidiabile, e non mi riferisco solo a quelli noti come ad esempio Pazzi o Altri; parlo anche di scrittori meno noti al grande pubblico e giovanissimi che, con le loro opere, comunque riescono a incantare e catturare gli addetti ai lavori e i cultori della materia letteraria. Peccato solo che l’informazione, fatte salvo alcune eccezioni, non supporti questi talenti, forse per paura di perdere ascolti o lettori, che secondo l’errata morale comune, sono poco interessati all’arte e alla cultura.

Posso, però, garantirvi che questa è una concezione assolutamente sbagliata che si ha dei lettori, ed i numeri del mio blog dinanimista (che tratta principalmente di Poesia), e quelli di altre realtà come Asino Rosso (quotidiano estense on-line che tratta di arte e letteratura a 360° con il quale io collaboro), ne sono la conferma.

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