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Occhi bianconebbia sul pianeta Ferrara

Crolla il turismo nell’ex capitale del rinascimento

Piazza Aiostea a Ferrara cittÃ�  della nebbiaParafrasando un celebre bestseller…Meno di zero il grafico cultura e turismo nel 2010 per Ferrara, ex capitale del rinascimento, ex capitale della video arte, città di scrittori e … capitale Pd del cattomunismo doc!
Meno 10%, al di là della …moda statistica di cui prima…. la pur eloquente media profana. La matematica non è una opinione e se finora i dati taroccati puntualmente strombazzati sui dati delle grandi mostre seguivano il copione di smentite magari su riviste nazionali autorevoli (tipo Il Giornale dell’Arte) o dalla bocca incendiaria di un certo Sgarbi e…. l’omertà mediatica e istituzionale, finalmente l’ultima roulette russa ha sparato il colpo…

Nessun silenziatore possibile…. Nulla di sorprendente, quando ad esempio il sempre amplificato flusso turistico magari al Palazzo dei Diamanti non si differenziava e diversifica granché dallo stile di certe code decoder all’Ipercoop…. Coreografie e strutture museali… da contadini vestiti a festa per le tele di..Dalì o Van Gogh o… Chardin, pittore del silenzio nella città del silenzio…

Sorprendono semmai le giustificazioni quasi freudiane di addetti alla cultura, pur da background ancora recente invero creativo e propulsivo (leggi l’Assessore e vicesindaco Maisto) in certa innovazione rock- cinematografica indiscutibile…

Ora soltanto la solita litania dei tagli culturali del governo centrale. Sarebbe sparare sui morti rottamare tutta la questione, il semifallimento di Ferrara città d’arte e turismo attuale, con la demonizzazione gratuita di certo andazzo cattocomunista globale che indubbiamente, a partire dal sindaco Sateriale ha vanificato la scommessa vincente dei comunisti doc berlingueriani dell’era Soffritti!

Come direbbe il padre della psicopolitica W. Reich, la città intera non è solo vittima, ma collusa, come in un crollo psicotico…familiare, da clan e … casta (opposizioni incluse). Certa imprenditoria ferrarese contadina e ottusa, la psiche ferrarese stessa, gregaria e piagnona, insomma il DNA dominante di Ferrara, un villaggio che si è sublimato contro natura in città d’arte tipo Roma, Venezia, Firenze….

I grandi eventi erano un decollo per un trend poi da minimalizzare ecocompatibile con la storia della città estense….. Ma anziché verso un festival del Rinascimento, Ferrara tra le capitali, si è puntato soltanto in tal senso molto lato sui ..Buskers, moderni trovatori e cantastorie…

Anziché sul Festival dell’arte elettronica e del futuro (Ferrara già capitale della video art pioneristica).. sulla Festa dell’Internazionale tardo socialista… Anziché sul Festival della Letteratura, Ferrara città di scrittori, da Govoni a Bassani a Pazzi (che ci provò nel 1999), sulla proliferazioni di mediocri caste letterarie, sconosciute fuori mura, più consone a qualche dopolavoro liceale o giù di lì…

Anziché sulla meritocrazia (tranne eccezioni, alcune come lo stesso Maisto ma ingessato…) sul nepotismo e il passatismo mentale, metafisica volgarizzata, statico, ideologico, paleo borghese e paleo comunista agreste, pecore dolly cattocomuniste…

Lo stesso bravo e moderno ex assessore Alberto Ronchi (a suo tempo emigrato in Regione per probabili conflitti con il Sateriale fan di un certo Ronconi- un milione di euro!) ha ben diagnosticato recentemente alcune cause del crollo turistico e culturale della città… Non ultimo, appunto, la necessità di personalizzare la città d’arte secondo la genetica storica ferrarese, evitando fotocopie e cloni non pertinenti come segnalano le stesse prodezze del Museo della Soah e dell’ Ermitage…

Va da sé, anche, l’assenza di politiche culturali alternative credibili da parte delle opposizioni, tranne input peraltro importanti parziali quali il ritorno al Rinascimento rilanciato da Malaguti, il ruolo dell’informazione e di Internet .. dall’architetto Viola, la cibercultura dei futuristi ferraresi..

Il bello è che – poco valorizzati sia dalle istituzioni che dai media locali da meridione (tranne parzialmente il quotidiano on line di Ferrara, non quello istituzionale parasovietico…) artisti e operatori giovani e meno giovani, d’avanguardia o meno, producono comunque azioni e iniziative culturali e artistiche tra le più creative d’Italia….

Tale dissociazone tra la città d’arte autentica reale e la casta politica-culturale è TAC senza appello, forse, ormai, quando l’orizzonte degli eventi è già stato oltrepassato: Ferrara è la città più vecchia e con meno bambini d’Italia…. I ferraresi risedono a Ferrara, ma lavorano verso Bologna e persino Rovigo… La Spal, un tempo in serie A con Inter e Juventus, 20000 tifosi allo stadio e molti turisti tifosi poi al Bar Torino o Giori sotto il Castello, oggi gioca quasi con la Giacomense (club di una frazione della provincia)…. A Ferrara, istituzioni e giornali organizzano dibattiti sul futuro della città, raramente o mai invitano scrittori ferraresi celebri… o futuribili ferraresi ospitati in convegni mondiali di futurologia…

La ricetta stessa
del depresso Maisto comunicata ai media e alla città per far nuovamente di Ferrara una città volante, invertendo il trend negativo turistico attuale, appunto sembra un segnale di resa, talmente debole, luogo comunistico, priva di qualsivoglia premessa di rottamazione della casta inquinante ogni possibile scenario desiderabile alternativo…

“A Ferrara non cambia mai un…cazzo..” o “Ferrara game over” hanno scritto alcuni artisti d’avanguardia… Purtroppo più realistici dei pur freddi numeri!

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