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Paolo Micalizzi: il Po attraverso il Cinema e la Televisione

Nuovo libro del celebre esperto ferrarese

cover libro Paolo Micalizzi Lò dove scende il fiumeLÀ DOVE SCENDE IL FIUME. IL PO E IL CINEMA (Aska edizioni, Firenze, 2010) appena presentato in Biblioteca Ariostea, è l’ultimo lavoro di Paolo Micalizzi, esperto, critico e storico del cinema da decenni, autore di diversi volumi sul tema e collaboratore con le principali riviste del settore, amico anche di diversi registi e in particolare della scuola ferrarese ben nota, da Antonioni a Vancini, Sturla e altri,

Il libro ultimo appare particolarmente godibile, per il taglio persino multimediale, zoomato attraverso il flusso ininterrotto del grande fiume Po: una ricognizione, indagine tra film, documentari, televisione tutti in certo modo con il Po attore e protagonista, se non regista immaginario, fantasma… della macchina, ombra chiara del regista…

Tra i bordi virtuali di Bacchelli e lo lo stesso Guareschi e molti altri scrittori , tra quindi arte e storia, Micalizzi traccia ammirevolmente e con parole scritte quasi visive e in movimento e viceversa, una sorta di telematica applicata…, opera aperta che trascende la dimensione puramente estetica per debordare creativamente nella storia degli uomini e dell’Italia stessa…

In controluce, se la Padania evocata secondo taluni a sproposito da certa forza politica molta discussa in Italia, questo libro dimostra peraltro certa sua protoidentità culturale concreta e non campata affatto per aria, come peraltro, al di là di querelle non pertinenti, già nel novecento evidenziato da ricercatori insospettabili, finanche appunto da certa letteratura, appunto dall’interesse costante di cineasti sul Po, archetipo dì certa psicologia padana, con le sue peculiarità… in quanto folklore e cultura squisitamente popolare, fino al tecnofolk del nostro tempo, dopo cinema e televisione e anche video.

Pop italiano e padano, peraltro, sempre nelle cifre letterarie e cinematografiche, ben presto amplificato, elaborato, ben oltre la stessa dinamica originaria, spontanea e della gente, verso vette simultaneamente di pura estetica….

Un film nel libro, quindi questo volume di Micalizzi che si conferma tra le figure intellettuali più moderne fenomenologiche quasi, non ideologiche e libere della città estense: una penna non a caso ben riconosciuta da anni a livello nazionale, di particolare anche cifra paradossalmente narrativa.

Le sue pagine, dove spiccano forse registi ferraresi come Antonioni e Vancini, gli stessi Visconti, Rossellini, Bertolucci e altri, pur rigorose e scientifiche evocano, infatti, anche ulteriori letture e godimenti squisitamente appunto letterari, come dei bellissimi e pulsanti romanzi.

Pagine, riassumendo, filmate, la penna quasi una fredda calda cinepresa, bobina, poi telecamera, cassetta, poi videocamera, file…, capace con perizia, senza sovrastrutture- come accennato, di far vedere le parole e parlare le immagini, dal secondo novecento ad oggi: un filo esistenziale di generazioni, dal Monviso al Delta e alla foce, nelle sue trasformazioni umane e sociali, affreschi d’arte moderna e atemporale e- microstorie quotidiane, la paura e l’attrazione archetipale del fiume generale d’Italia.

Laddove la cosiddetta superficie bidemensionale del testo è il miglior commento sonoro, quasi un incantesimo finale dove alla fine del suo vitalistico percorso il fiume Po si arrende agli occhiali- le lenti dorate e ammalianti dello scrittore Paolo Micalizzi.

E chicche, rare e soprendenti, infine, disseminate ma intermittenti in sequenze ricordate smarrite, riportate alla luce dall’autore….

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