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Rodolfo Ridolfi: Il Mediterraneo lasciato a poppa

Diario di bordo di un navigatore atemporale

libro di Rodolfo Ridolfi Frangente edizioni *”Quando metti in movimento la vita, ossia quando agisci, la vita ti mette in movimento. Questo ad indicare quanto io sia assertore che ognuno è artefice della propria vita. Al Caso lascio solo una minima parte” (Rodolfo Ridolfi).

Recensione a Ridolfi Rodolfo : IL MEDITERRANEO LASCIATO A POPPA - Editore: Il Frangente Navigatori del terzo millennio: ormai la parola evoca automaticamente internauti e l’oceano del web, sorta di post Colonne d’Ercole del XXI secolo. In genere, è ancora pregiudizio e percezione comune in Italia, almeno, tale navigazione è etichettata come virtuale, non Reale…. nonostante esperti autorevolissimi disquisiscano al contrario quasi… di Seconda Natura, Net-Sfera o persino Noosfera, certamente orizzonti assai più complessi.

Tal preambolo per sottolineare questa perla… del ferrarese Rodolfo Rodolfi, navigatore “classico”, skipper e esploratore se non di nuove terre ormai “tutte già scannerizzzate” nel pianeta, senz’altro di una narrazione sul tema ad hoc quale sorta di scuola del web, per zig zagare nel Virtuale riscoprendone certo archetipo… che viene dalla storia umana dell’espolorazione in generale, marittima prima che spaziale.

Esito di un viaggio in certo senso della vita, il Mediterraneo lasciato a poppa, è sorta di cartografia psicologica minimale: la cifra letteraria si differenzia da operazioni analoghe e come un sonar riflette in superficie non più tesori naturalistici o scoperte epocali, ma le infinite variabili del fare anima. Esattamente, come nel web, i postmoderni navigatori.
L’acqua ritorna metafora per eccellenza dell’inconscio e il mare, il mediterraneo e gli oceani, il dinamismo di una psiche umana colma di colori, ancora da scoprire e decifrare.

Brevemente: Rodolfi avrebbe forse potuto inventarsi e scrivere nel web- in un blog a puntate- tale viaggio e sarebbe stato ammirevolmente persuasivo. Proprio per lo stile e il taglio della narrazione, diario di bordo danzante tra Reale e Virtuale (Immaginario), laddove quest’ultimo non è fiction, ma memoria viva di sorta di inedite e intrapsichiche, soggettivissime barriere cristalline ammalianti, specchio dell’ … Ammiraglio outsider.

Un bellissimo viaggio, senza retoriche naturalistiche, un fare il surf – alla moviola o di corsa- alla ricerca di un duetto tutto singolare con le 7 note delle onde, a posteriori perfettamente riuscito: come ben evidenziato dall’incipit poeticissimo dell’autore,

“ Per chi pensa
che l’ombrello serva solo per ripararsi dalla pioggia,
che nella maggior parte del mondo si circoli solo a destra,
che il turismo sessuale sia abominevole,
che il continente Europa sia ancora il continente eletto,
che nell’universo siamo i soli esseri viventi,
che esista ovunque la doccia,
che un bicchiere sporco sia scusa per rinunciare ad un brindisi,
che siano sempre necessarie le posate per mangiare,
che sia sufficiente vedere senza guardare e sentire senza ascoltare,
che se due adulti si tengono per mano siano omosessuali,
che sia sufficiente ascoltare una sola campana per farsi un’opinione obiettiva,
che rubare i pensieri altrui non sia reato,
per chi pensa… solo “ (Rodolfo Ridolfi)

Ulteriormente, dalla scrittrice AltA NinfA:

“Fare il giro del mondo in barca a vela non è certo una cosa da tutti e tanto meno lo è recepire da questa esperienza, il flusso della natura dentro se stessi.
Da una serie di descrizioni tecniche e geografiche, Rodolfo Ridolfi evidenzia nel suo diario di bordo il viaggio interiore che gli ha cambiato il modo di vedere il mondo e la vita dopo aver circumnavigato il mondo, spesso in solitaria, a bordo di una piccola imbarcazione a vela.
Un libro che vuole quindi essere non solo una guida per chi naviga negli oceani, ma anche un momento di lettura emozionante”

Rodolfo Ridolfi nasce a Ferrara nel 1951.
Ha vissuto una vita ordinaria fino a pochi anni fa, lavorando in banca, come rappresentante, taxista e facendo vari altri lavori, ma coltivando sempre la passione per la vela e la navigazione.
Poi gli si è accesa una lampadina e ha capito che era arrivato il tempo, il momento di partire ed esaudire il sogno che da sempre aveva nel cassetto.
Pensava di averlo realizzato compiendo il giro del mondo a vela, poi si è reso conto che non era così.
Mancava qualcosa: il libro.
Ora che l’ha scritto sa di aver chiuso il cerchio.
Ogni tanto gli piace ancora navigare, ma non così a lungo raggio.
Quando è a casa, ama insegnare la vela a chi l’ama

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