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Achille Carpanelli Guerra e Pace a Ferrara: La Carmelina edizioni

Presentazione alla Sala dell'Arengo, venerdì 10 dicembre, a cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

Ferrara anni cinquanta Nuovo libro per Achille Carpanelli, Guerra e Pace a Ferrara. Diario di una vita (La Carmelina edizioni). Dopo Risveglio da un sogno , ora questo volume autobiografico e diaristico, peraltro pregevolmente anche godibile autonomamente in quanto narrazione, pura, quale fiction più reale della realtà..

Come ben recensito da Estense com:

“….Il libro racconta sessant’anni di vita di un uomo comune da cui riverbera la macrostoria di Ferrara, dal dopoguerra a oggi, e anche la nostra microstoria…. diario della lotta quotidiana di un eterno sognatore nel quale un’intera generazione (quella nata a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta) potrà riconoscersi….)”.

In tal senso, la scansione storico-soggettiva appare ammirevole ulteriormente, al di là della penna brilante narratologica: il divenire storico, trascende retoriche ideologiche e persino psicologiche; pagine calde e fredde nello stesso tempo, l’infanzia in certo choc postfascista, , dell’Italia della ricostruzione, l’adolescenza desiderante nella nascente era spaziale e il boom economico, in vitro tramite il villaggio… Ferrara, fino alla crisi del 68, energetica, gli anni di piombo, il riflusso postmoderno, la fine delle ideologie.

Il tutto, trasfigurato, soprattutto attraverso episodi minimali, pure parola quasi olografica della storia che attraversa comunque i soggetti umani, dotati a certa livello di sensibilità, sempre di elaborazioni comunque creative, positivo o negativo o contraddittorio che sia il trend esistenziale o sociale.

Di seguito uno dei racconti…episodi significativi.

LE FIGURINE DI CARTA di Achille Carpanelli
Un gioco in voga all’epoca era quello delle figurine di carta. Vi erano calciatori, corridori di bicicletta e soldatini. Si compravano nelle rivendite dei giornali e si attaccavano sopra un album. Come sempre non si riusciva a completarlo. I doppioni erano tanti e si scambiavano con gli amici. Le appoggiavamo al muro lasciandole cadere. Se una di queste copriva un’altra, si vinceva ‘il piatto’ (cioè le figurine sparse per terra). Così aumentavamo il numero in nostro possesso, o rimanevamo senza figurine.

Adesso che sono adulto vedo tante figurine di carta – uomini politici, sindacalisti – tante figure che appartengono alle varie istituzioni. Sono anche loro di carta e sono doppioni e ci vivono accanto, fanno parte della nostra famiglia: abbiamo l’obbligo di mantenerli. Quante figurine ho conosciuto. Ognuno aveva un colore e una forma, ma anche loro cadono per terra e in molti le raccolgono. Mani giovani e vecchie, mani incallite.. Pensano di aver trovato la figurina rara. Illusi. Sono solo di carta. Di ogni nazione e razza e, dondolando, anche loro cadranno da un muro, una sopra l’altra, ritrovandosi nel luogo che meritano. Acqua e fango della terra.

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