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Enzo Nenci il linguaggio della scultura

intervista a Giorgio Nenci: dal 15 gennaio 2011, mostra poetico-retrospettiva sul grande scultore vissuto 40 anni a Ferrara, a cura di Speranza Galassi e dell'Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Enzo Nenci scultore del Novecento In previsione della mostra Enzo Nenci il linguaggio della scultura programmata a Mantova nella mantegnesca chiesa Madonna della Vittoria dall’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, incontriamo Giorgio, figlio dell’artista. (Mostra con opere del grande sculture del novecento, selezionate dai più grandi poeti italiani del nostro tempo, ovvero Mario Luzi, Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Roberto Sanesi, Franco Loi, ecc.).

d- Giorgio Nenci, sei nato a Ferrara nel 1938 e siamo al corrente che segui l’opera dello scultore
tuo padre e che hai collaborato alle mostre che nel tempo le istituzioni pubbliche gli hanno dedicato

r. Si, ho avuto l’incarico dai miei quattro fratelli di far conoscere alle generazioni che sono seguite alla sua scomparsa l’importanza della scultura di Enzo Nenci; tutto è partito dalla mostra curata a Ferrara nel 1978 al Chiostrino di San Romano, organizzata dal Comune perché avessimo la possibilità di scoprire la collocazione delle sue opere giovanili, quelle che avevano avuto tanto successo nelle belle mostre emiliane e venete degli anni venti e trenta. Come è noto, Nenci perse nel 1944 in un bombardamento su Ferrara lo studio con tutto quel che conteneva e c’era l’esigenza di ricostruirne il percorso artistico. Cosa che i ritrovamenti di opere in collezioni ferraresi ed emiliane hanno permesso.

d- Poi cosa è avvenuto

r-Niente, la documentazione raccolta è stata affidata a due importanti storici dell’Arte, Antonello Trombadori ( che era anche deputato) e Licisco Magagnato, direttore a Verona del Museo di Castelvecchio che introdussero in catalogo la grande mostra Enzo Nenci sculture 1921-1971 al Palazzo Te di Mantova, curata nell’aprile-maggio del 1983. L’eco del suo successo richiamava il m° Franco Farina che nella primavera del 1984 curava la mostra Enzo Nenci sculture a Palazzo dei Diamanti. Poi fu tutto un susseguirsi di proposte espositive da parte di importanti musei e gallerie pubbliche; ad oggi si contano in una ventina le mostre antologiche disseminate per l’Italia, dedicate a mio padre.

d- Come si spiega tutta questa attenzione

r- Credo che sia per le particolarità della sua arte; le opere del periodo orientalizzante ( i Bonzi e le Malesi ) realizzate a metà degli anni Cinquanta hanno sensibilmente interessato i seguaci della dottrina new age, e l’ho costatato ascoltando i discorsi di diversi giovani mentre visitavano la Retrospettiva di Enzo Nenci al GAMa di Gallarate, curata da Luciano Caramel nel 2003.

Poi, devo dire della contemporaneità della scultura di Enzo Nenci, e parlare delle Stalagmiti -stalattiti, opere che hanno ispirato come idea della scultura diversi giovani artisti. Un aspetto che suscita ancora interesse e che meriterebbe di essere approfondito. dagli stessi importanti storici che hanno studiato la sua arte. L”idea” di proporre, e sin dal 1948, delle espressioni d’arte ispirate alle forme della natura minerale, credo che possa aver influenzato altre generazioni d’artisti, per giungere all’idea delle attuali installazioni.

Ricordo che nella mostra curata nel 1997 alla Casa del Mantegna di Mantova, presentata da Vittorio Sgarbi, Angelo Andreotti e Franco Monteforte, ambientarono in una sala buia le Stalagmiti. illumindole dall’alto con un fascio diretto di luce, creando magica visione e l’atmosfera delle grotte stalagmitiche, una vera ambientazione installativa. Le ultime Stalagmiti sono del 1971, e se le prime come scrive Rossana Bossaglia” mimano gli effetti degli agglomerati calcarei modellati dall’acqua,” le ultime sono pure espressioni dove la forma-informe raggiunge una particolare astrazione dal significato cosmico . Come quel cerchio formato da pezzi di roccia rossa del Canyon, esposto da un artista americano alla Galleria d’Arte moderna di Modena nel“ Lo spazio del Sacro”, mostra in corso mirabilmente curata da Marco Pierini.

d- Parliamo della mostra mantovana

r- La mostra ha il patrocinio del Comune e della Provincia di Mantova, s’inaugurerà alle ore 17 del 15 gennaio 2011, nella centralissima ex-chiesa Madonna della Vittoria, dove saranno disposte una ventina di sculture per documentare il percorso artistico di Nenci dall’immediato secondo dopoguerra, sino alla sua scomparsa avvenuta a Virgilio di Mantova nel 1972. L’architetto Speranza Galassi dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani è incaricata dell’allestimento della mostra, che è accompagnata da un libro-catalogo che contiene uno studio critico di Giuseppe Di Giacomo, professore ordinario di Estetica all’Università “ La Sapienza” di Roma, e i testi stilati per le sculture in esposizione dai più importanti Poeti del Novecento, presentati dallo storico letterario Giuseppe Muscardini.

d- Ma a quando una mostra di Nenci a Ferrara, dove ha vissuto e operato per quarant’anni ?

r-Lasci stare Ferrara che con quel che ha offerto negli anni Palazzo dei Diamanti dovrebbe vantare gli amministratori pubblici. in fatto d’arte, più colti d’Italia. Invece, se non fosse per quei pochi intellettuali appassionati d’arte e di cultura locale e non che spingono, la stagnazione dominerebbe il campo. Una situazione che andrebbe stigmatizzata per tentare di riportare Ferrara alle condizioni culturali e progettuali del passato, vicino e lontano.

Giorgio, grazie delle risposte e gli auguri di un’ ottima riuscita della mostra di Enzo Nenci- scultore.

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