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Intervista alla poetessa Sylvia Forty

Nipote d'arte del commediografo Arturo Forti, tra breve una nuova raccolta poetica per l'editing on line nazionale Futurist Editions

La poetessa Sylvia Forty* La scrittrice ferrarese ha giù pubblicato, tra l’altro: Biancaneve a New York (Este Edition), di cifra sperimentale e con altre scrittrici di Ferrara, La Prima Donna sulla Luna La Carmelina), tra le poche pubblicazioni tutte al femminile nel panorama editoriale cittadino recente.

D. Sylvia Forty: dopo “Biancaneve”… un nuovo libro (Futurist Editions on line) in arrivo… poesia o gossip d’avanguardia o che altro…
R/ Non proprio un nuovo libro, ma tante piccole “caramelle”,sempre di poesia. non ho abbastanza costanza nè pazienza per un vero e proprio libro con un inizio, una storia,un filo logico,ecc. Devo sempre racchiudere in poche righe le cose che mi va di raccontare, in arrivo quindi anche piccole riflessioni, pensieri,arrabbiature sul quotidiano. A volte sapere che siamo in tanti a provare determinate sensazioni, incredulità su quanto succede a un passo da noi, anche rabbie, stimola a “fare di più”, chissà anche a trovare un’identità che ci unisca maggiormente nel difendere i nostri piccoli diritti di ogni giorno.

D Sylvia Forty: la poesia femminile esiste o è neutra?
R/ La poesia femminile esiste eccome! è una delle arti in cui le donne sicuramente eccellono, perchè finalmente cominciamo a riconoscere che siamo sempre state diverse dagli uomini, meno razionali ma tanto tanto più capaci di esaminare, analizzare, provare sulla pelle l’intensità delle emozioni più varie. neanche nella poesia di uomini dichiaratamente omosessuali, senza negare la bravura e l’eleganza della loro poesia, ho recepito la stessa intensità, lo stesso dolore, lo stesso amore che mi passa attraverso i pori quando leggo poesie di donne.

D- Sylvia Forty: Quali le grandi donne del nostro tempo
R/Ho ammirato molto e non mi è ancora passata…Simone de Beauvoir: una donna che ha saputo unire alla scrittura la capacità di vivere intensamente la vita. Sfrenatamente da giovane, più tranquillamente quando gli anni hanno portato la consapevolezza che non si pùò azzardare per sempre. Una donna che è riuscita anche a tornare sui suoi passi e prendere atto di aver spesso scritto e difeso qualcosa in cui poi ha smesso di credere e che è stato drammaticamente sbagliato difendere. Se tantissimi artisti di quella generazioni avessero capito prima molte cose, forse ci sarebbe stato un muro caduto prima, e tanti altri forse, ma ormai inutile parlarne.

D-Sylvia Forty: nipote d’arte… tu futuristica, ma il nonno componeva in vernacolo ferrarese…
R/Beh mio nonno scriveva commedie dialettali,ma oggi avrebbe più di 120 anni!!!!però credo che avesse i numeri. Ho letto commedie datate 1950 dove in dialetto il solito matrimonio tra i 2 ragazzi che le famiglie hanno fatto conoscere non si poteva fare perchè alla fine salta fuori che uno della coppia era omosessuale. Se non era essere avanti!!!! Mi ricordo comunque che allora si recitava al Verdi e anche in questo conservo ritagli di giornali dove la stampa dava un enorme spazio a questi eventi e tutti gli attori, registi,ecc,venivano sempre portati in palmo di mano. Eppure anche tra loro ho sempre saputo che c’era quello nato per recitare e quello che era proprio il classico “cane”. Ma erano ferraresi… e la cronaca cittadina li considerava e ne era orgogliosa!

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