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Debora Villani al Ridotto del Teatro del Comunale: con Cecilia Zanni

tra Schumann e Chopin, tra musica e poesia, nell'eco moderno di Satie.

Debora VillaniSabato scorso 29 gennaio, i ferraresi l’hanno potuta ammirare nella stanza del ridotto cosiddetto del Teatro Comunale: con Elisa Zanni al violoncello, Debora Villani ha suonato al pianoforte, musiche di Chopin e Schumann. Un pentaspartito… ardito, eppure, il duo, tra le più talentuose e note musiciste ferraresi, hanno deliziato la platea, in uno dei puntuali e ricorrenti episodi laterali del Teatro Comunale, spesso – vuoi per la coreografia naturale- vuoi per l’eccellenza meno spettacolare ma certamente prevdibile degli incontri- colme d’atmosfere più persuasive rispetto ai palinsesti del Fratello Maggiore..

Le note indubbiamente Klassic si sono dilatate come per gioco di specchi in rimbalzi nell’etere naturale e umano: spartiti rigorosi eppure note colori volanti e dinamici in impercettibile ma decisiva amplificazione contemporanea, echi onirico-musicali paradossali di Satie.

Debora Villani in particolare, da tempo mixa esperienze musicali e quasi traduzioni poetiche: tale doppia cifra ormai attraversa anche la sua dimensione live strettamente musicale, con esiti atipici e ammalianti, naturalmente complementare, in questo concerto specifico ma anche in altri (già diverse volte al Ridotto del Comunale, oppure a suo tempo a La Casa dell’Ariosto in rassegne musicali, spesso anche fuori mura) al compagno o alla compagna di turno della session, in quest’ultimo episodio al potente e aggraziatissimo, come già evidenziato, di Elisa Zanni.

La Villani non a caso ha recentemente dato alle stampe Le Concert Infini, bilingue italo-francese, per Este Edition, singolare libretto poetico e musicale… di particolare rilevanza ed eleganza artistica.

Pure da anni è protagonista della scena letteraria femminile ferrarese. Negli anni novanta vinse la sezione Poesia per i Giovani Artisti e rappresentò Ferrara in Portogallo, Biennale Europea dei Giovani Artisti.

Ha poi pubblicato diverse volte in antologie d’avanguardia della poesia ferrarese. Elettriche Poesie, a cura di Poeticamente del critico e poeta Lamberto Donegà (rivista poetica persino lacaniana, secondo lo stesso Alberto Bertoni,attiva anni 80 e 90 e inizio duemila a Ferrara), dedicata a Corrado Govoni, Librit/ex Spazio Libri edizioni); e La Prima Donna sulla Luna (La Carmelina, 2006), voci femminili della poesia contemporanea ferrarese. Ed è infine inclusa ne La Città Lunare , sorta di dizionario dell’avanguardia letteraria e artistica ferrarese (Este Edition).

Sullo sfondo anche lirico, certo archetipo appunto musicale, quasi micovibrazioni minimal quasi alla Satie, in certe modulazioni ritmiche, più strettamente neoermetiche aggiornate, alla Ungaretti per la scansione spazio temporale e tipografica delle parole/versi.
In sintesi: Debora Villani, testimonianza in progress di poetica femminile, tra musica e poesia, tra le più talentuose, leggere e disincantate, del panorama contemporaneo della città d’arte estense.

* Nota critica (estratto a Le Concert Infini di Debora Villani):”
Il concerto infinito che nasce è parola e suono insieme. E insieme il loro contrario: che non è mutismo, non è silenzio. È armonia che consola la solitudine di una “pagina vuota” (Riccardo Roversi).

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