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La Cittadella

Liberamente ispirato dal romanzo di Cronin. Ghini, Bobulova, Castellano e Galiena italianizzano il prodotto.

I buoni sentimenti rivivranno su Raiuno grazie a La Cittadella, fiction in quattro puntate in onda da domenica 2 marzo (le prime due puntate). Torna Andrew Manson, il personaggio che ha sedotto l’Italia degli anni Sessanta. Tutti erano conquistati da Alberto Lupo che al leggendario personaggio dava volto e sguardo. Riproporlo oggi? «Una bella gatta da pelare», commenta Massimo Ghini, protagonista di questa nuova versione televisiva dell’omonimo romanzo che l’inglese Cronin scrisse nel ‘37. La nuova versione che parte dal romanzo, non è il remake del vecchio sceneggiato.

Andrew Manson è un giovane medico che inizia la sua attività in un villaggio di minatori irlandesi. Anche suo padre lavorava sottoterra, una vita durissima che gli è costata la morte precoce. Andrew conosce Denny (Franco Castellano), medico anziano e deluso dalla vita, che si legherà a lui di un rapporto fraterno. E conosce anche Cristina (Barbora Bobulova), maestra. Tenace, sincera. Si innamorano. Con Cristina al suo fianco Andrew svolge la sua professione appassionatamente, il suo è un grande talento. E un medico bravissimo, che potrebbe aspirare a qualcosa di meglio che curare i già martoriati polmoni di miseri minatori. E così lo ritroviamo a Londra, nella luminosa, avvolgente atmosfera del bel mondo che si respira nella capitale. Arrivano i soldi. Andrew ne può fare tanti, grazie ai ricchi pazienti, agli interventi brillanti, alle consulenze. Ben presto il suo tenore di vita si alza: abiti eleganti, case raffinate, amicizie importanti, belle donne. Nell’alta società Andrew incontra l’affascinante Francis (Anna Galiena). E con lei dimenticherà Cristina e l’uomo che era.

La fiction è stata girata principalmente nella Repubblica Ceca, a Liberac, che è una località di vacanze invernali. Un luogo bellissimo.

E la Rai spera di ottenere con questo prodotto, costato 8,5 milioni di euro, lo stesso risultato delle settimane precedenti. “La richiesta di sentimenti sta attraversando in modo trasversale il cinema e la televisione. Questa ormai è un’esigenza del pubblico - ha spiegato Massimo Ghini -. Non dobbiamo necessariamente chiudere gli occhi su quello che ci sta accadendo intorno”.

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