<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
    <generator>http://lightpress.org/</generator>
    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Rivista di Storia della Filosofia: 4/2010</title>
	<link>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/rivista-di-storia-della-filosofia-42010</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/rivista-di-storia-della-filosofia-42010</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 08:15:05 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/rivista-di-storia-della-filosofia-42010#comments</comments>
    <category>recensione-libri</category><category>enrico berti rivista volpi</category><category>giordano bruno vanacker</category><category>recensione rivista storia filosofia</category><category>saggio boezio consolazione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/filosofia/rivistadistoriadellafilosofia.jpg" class="left" border="0" width="178" height="250" alt="" />Nell&#8217;ultimo numero della  Rivista di Storia della filosofia, fondata da Mario Dal Pra nel 1946 e rimasta nel corso degli anni il punto di riferimento più prestigioso nell&#8217;ambito della filologia del pensiero occidentale, sono presenti studi relativi a diverse tematiche e argomenti.</p>
<p>Nella sezione STUDI, il saggio di Enrico Rini dal titolo <em>L&#8217;analisi aristotelica dei relativi</em>, l&#8217;autore si occupa del rapporto tra categorie e sostanze, tema classico della tradizione dela lettura aristotelica.<br />
Ci spostiamo nell&#8217;ambito della filosofia medievale col saggio di Fabio Troncarelli intitolato <em>&#8220;Caligo quaedam neglectae vetustatis&#8221;. Antichi modelli e copie altomedievali della Consolatio Philosophiae</em>, opera immortale di Boezio trascritta dal IX al XII secolo, che intreccia il suo destino con quello di Sedulius Scottus e Macrobius. <em>La consolazione della filosofia</em> è un&#8217;opera che ispirò lo stesso Dante per il tono poetico e al contempo prosaico, che come attesta l&#8217;autore del saggio è arrivato fino a noi attraverso le copie di un originale. Un ricco apparato di immagini da tenore al lavoro filologico accurato dell&#8217;autore.</p>
<p>Il saggio di Janis Vanacker e Sabine Verhulst si concentra invece sugli <em>Eroici furori</em> di Giordano Bruno, attraverso un&#8217;interprtazione del mito di Diana e Atteone, riletto e utilizzato da Bruno per spiegare l&#8217;importanza della poesia e dell&#8217;allegoria in funzione dei concetti filosofici, evidenziando come la retorica in Bruno non possa venire separata dalla speculazione; nello specifico, Bruno mise in evidenza alcuni elementi caratteristici del mito in questione, come il tema della metamorfosi e il voyeurismo.</p>
<p>Nella sezione classica PROFILI, dedicata al ricordo delle grandi personalità della filosofia italiana, Enrico Berti dedica un sentito omaggio a Franco Volpi, scomparso tragicamente nel 2009 di cui viene ricostruita la vicenda professionale e la ricerca filosofica, legata al suo contributo essenziale sulla filosofia tedesca. </p>
<p>In NOTE E DISCUSSIONI, sezione dedicata a studi e testi più immediati e versatili, un avvincente e affascinante saggio di Massimo Parodi mette in relazione la letteratura di Jorge Luis Borges e il pensiero di del filosofo arabo Averroè, a partire proprio da uno scritto di Borges dal titolo <em>La ricerca di Averroè</em>. L&#8217;autore si concentra sul concetto di metafora e sul significato della storia nella lettura borgesiana della filosofia di Averroè. Ben più documentativo e tecnico il saggio di Enrico I. Rambaldi, <em>Breve storia delle edizioni cardaniane del Consiglio Nazionale delle Ricerche</em>, un lungo testo che fa il punto sulla letteratura libertina e clandestina del &#8216;600 e &#8216;700.<br />
Sempre nella stessa sezione, il saggio in lingua francese <em>Elisabeth face à Descartes: deux philosophes?</em> di Gabriel Alban Zapata e lexandre Declos, e lo studio di Davide Bondì dedicato a Heymann Steinthal, dal titolo <em>Heymann Steinthal tra scienze della cultura e &#8220;filosofia della storia&#8221;</em>.</p>
<p>In questo numero, di grande pregio sonoanche  gli appunti di Guido Davide Neri alle lezioni pavesi di Enzo Paci, all&#8217;interno della sezione TESTI, DOCUMENTI E MATERIALI; nella sezione CRONACHE tra gli altri, brevi scritti su Galileo, Jacobi, Weil e Frankfurt. Chiudono le classiche recensioni e schede caratteristiche di ogni numero della rivista.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110211081505"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110211081505?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110211081505" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110211081505&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffilosofia%2Finterventi%2F2011%2F02%2Frivista-di-storia-della-filosofia-42010"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Nell&amp;#8217;ultimo numero della  Rivista di Storia della filosofia, fondata da Mario Dal Pra nel 1946 e rimasta nel corso degli anni il punto di riferimento più prestigioso nell&amp;#8217;ambito[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Lorella Congiunti: Lineamenti di filosofia della natura</title>
	<link>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/lorella-congiunti-lineamenti-di-filosofia-della-natura</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/lorella-congiunti-lineamenti-di-filosofia-della-natura</guid>
	<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 23:59:35 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/lorella-congiunti-lineamenti-di-filosofia-della-natura#comments</comments>
    <category>recensione-libri</category><category>filosofia aristotele manuali</category><category>in evidenza</category><category>manuale teologia filosofia</category><category>professoressa university volume</category><category>urbaniana università libri</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/filosofia/lineamentifilosofianatura.jpg" class="left" border="0" width="158" height="250" alt="" />E&#8217; risaputo come la filosofia, ovvero l&#8217; &#8220;amore per il sapere&#8221;, abbia nel corso della sua storia incrociato, se non addirittura inglobato al suo interno, le scienze naturali. Questo perchè la scienza come la filosofia nascono entrambe dinanzi allo stupore dell&#8217;osservazione dell&#8217;uomo, al cospetto delle meraviglie del mondo e specialmente della natura.<br />
Certo, la natura deve essersi mostrata da subito agli occhi dell&#8217;uomo non esclusivamente come uno spettacolo di cui godere, ma spesso anche come una minaccia, un enigma che pretendeva di venire interrogato. Per questo, la filosofia è stata spesso &#8220;filosofia della natura&#8221;, interrogativo della razionalià dell&#8217;uomo nella sua relazione col mondo.</p>
<p>Un preciso e completo manuale edito dalla Urbaniana University Press, ripercorre con precisione le tappe e i temi fondamentali della filosofia della natura; <em>Lineamenti di filosofia della natura</em> è un volume scritto da Lorella Congiunti, professoressa proprio di Filosofia della Natura presso la Pontificia Università Urbaniana, autrice in passato di opere dedicate al rapporto tra fede e scienza (<em>Soggetto del sapere e scienze moderne. Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo</em>, 2006) e alla filosofia di Tommaso (<em>Studi sul pensiero di Tommaso d&#8217;Aquino,</em> 2009). </p>
<p>Il viaggio affascinante dell&#8217;autrice rinuncia al tono pedante e accademico per concentrarsi sull&#8217;importanza dei dubbi e degli interrogativi che animano da sempre l&#8217;uomo dinanzi alla natura; nella prima parte, Congiunti elenca le varie tipologie di &#8220;filosofia della natura&#8221; susseguitesi nel secolo, dalla prospettiva teoretica a quella ontologica, per poi illustrare in che modo, con la rivoluzione scientifica galileiana, le scienze della natura si siano distaccate distinguendosi dalla filosofia, soprattutto in relazione al &#8220;metodo&#8221;.</p>
<p>Nella seconda e nella terza parte, il percorso del testo si focalizza su alcune terminologie caratteristiche delle scienze naturali, ovveri i &#8220;corpi&#8221; e il &#8220;movimento&#8221;, temi costanti nella riflessione filosofica, in particolar modo a  partire dal fondatore della filosofia come conoscenza della natura, ovvero Aristotele, che rifiutando il modello iperuranico del maestro Platone, restituì dignità allo studio del mondo, dando gli strumenti speculativi sui quali tutto il sapere occidentale e orientale avvenire avrebbe fatto riferimento. Nella quarta parte, ci si occupa della categorie essenziali dei corpi, mentre nella quinta si affrontano gli interrogativi essenziali relativi all&#8217;ordine naturale (le leggi di natura, il concetto di male&#8230;).</p>
<p>Il volume, avendo una funzione pedagogica, contiene una parte consistente dedicata alla verifica e all&#8217;esercitazione, nonchè una dettagliata parte bibliografica. Sempre per lo stesso motivo, a rendere agile il manuale contribuiscono numerosi <em>Excursus</em> dedicati a temi e problemi anche contemporanei, legati alla riflessione moderna, come la Neuroscienza, il Digitale, persino la teoria delle Stringhe.</p>
<p>Si tratta perciò di un volume divulgativo ma completo, denso e carico di argomenti; un&#8217;ottima introduzione alla &#8220;filosofia della natura&#8221; con la consapevolezza che essa si identifica quasi completamente con la filosofia tout court, soprattutto perchè, come sostiene l&#8217;autrice nel prologo, &#8220;<em>la filosofia per sua struttura è un sapere sempre vivo in cui ciascun soggetto è coinvolto in prima persona</em>&#8220;.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110207235935"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110207235935?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110207235935" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110207235935&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffilosofia%2Finterventi%2F2011%2F02%2Florella-congiunti-lineamenti-di-filosofia-della-natura"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>E&amp;#8217; risaputo come la filosofia, ovvero l&amp;#8217; &amp;#8220;amore per il sapere&amp;#8221;, abbia nel corso della sua storia incrociato, se non addirittura inglobato al suo interno, le[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Zygmunt Bauman: Lo spettro dei barbari</title>
	<link>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/zygmunt-bauman-lo-spettro-dei-barbari</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/zygmunt-bauman-lo-spettro-dei-barbari</guid>
	<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 23:16:15 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/zygmunt-bauman-lo-spettro-dei-barbari#comments</comments>
    <category>recensione-libri</category><category>bauman società saggi</category><category>bauman sociologia barbari</category><category>bevivino bauman occidente</category><category>libri 2011 storia cultura</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/filosofia/spettrobarbaribauman.jpg" class="left" border="0" width="145" height="250" alt="" />Ci sono terminologie che tornano costantemente nel corso della storia, e molto spesso se ne assume il presunto significato in maniera meccanica senza riflettere alle trasformazioni subite negli anni, in relazione ai mutamenti di ordine sociale, politico e soprattutto di immaginario.<br />
Pensiamo a un vocabolo come quello di &#8220;Barbaro&#8221; o &#8220;Barbarie&#8221;: oggi sembra cosa ovvia che esso implichi un tono dispregiativo e accusatorio, una sorta di affermazione di superiorità nei confronti di un&#8217;alterità, magari arrivata a violare il mio territorio usurpando il mio dominio. Questa ovvietà è in realtà un traguardo della modernità, acquisita con l&#8217;acquisizione da parte della mentalità europea di essere superiori rispetto alle civiltà provenienti dall&#8217;oriente, che avrebbe condotto a inquadrare il profilo del barbaro come giustificazione della violenza operata nei suoi confronti.</p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2009/07/la-liquidita-nella-contemporaneita-di-bauman">Zygmunt Bauman</a> è uno dei più grandi sociologi contemporanei, noto per la sua teorizzazione del concetto di &#8220;liquidità&#8221; e di &#8220;modernità liquida&#8221;, oggi uno dei referenti intellettuali più autorevoli e ascoltati; in questo piccolo libretto edito da Bevivino editore, <em>Lo spettro dei barbari. Adesso e allora</em>, Bauman ricostruisce la storia del concetto di &#8220;Barbaro&#8221;, evidenziandone le svolte semantiche che hanno condotto anche ad alcune delle peggiori problematiche di cui l&#8217;umanità è oggi vittima, dal razzismo al conflitto tra civiltà. </p>
<p>Dice infatti Bauman: &#8220;<em>I popoli chiamati &#8220;Barbari&#8221; non erano necessariamente peggiori, inferiori o &#8220;meno umani&#8221; di coloro che così li definivano. Erano semplicemente diversi. Erano non-Greci. Non come &#8220;noi&#8221;, gli Ellenici</em>&#8220;; in realtà è lo stesso Bauman a indicare come un qualche elemento di tensione fosse presente fin dalle origini della storia del confronto tra culture: &#8220;<em>noi, i Greci, e loro, i Barbari, non potevamo comunicare, non eravamo particolarmente entusiasti di parlare con loro</em>&#8220;. </p>
<p>Come detto, da qui alla rilettura in tono negativo del barbaro si avrà con la modernità: &#8220;<em>La nozione di &#8220;Barbaro&#8221; indicava l&#8217;essersi fermati a uno stadio precedente di quel progresso storico che si credeva portasse a una società ordinata, sicura, civile e ripulita: bloccati in uno stadio dello sviluppo che le nazioni europee avanzate avevano già lasciato alle proprie spalle per non farvi mai più ritorno</em>&#8220;.<br />
Da qui la funzionalità pratica di questa prospettiva: &#8220;<em>Il concetto di &#8220;barbarie&#8221; durante la modernità è stato usato come strumento e giustificazione per la conquista del mondo. Fornì la foglia di fico per nascondere le orribili e vergognose atrocità dell&#8217;imperialismo e del colonialismo</em>&#8220;.</p>
<p>Si tratta, sostiene Bauman, di un &#8220;ribaltamento di responsabilità&#8221;, attarverso il quale la responsabilità delle persecuzioni e degli omicidi viene, ancora oggi, attribuita non ai responsabili bensì alle vittime. </p>
<p>Un testo che per quanto breve è pregno di stimoli, denso di considerazioni utili a mettere in discussione la nostra perdurante e presunta superiorità, per risolvere e superare le pericolose idee ancora radicate nel nostro immaginario collettivo, che ci convince della nostra superiorità sul &#8220;barbaro&#8221; di turno.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110206231615"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110206231615?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110206231615" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110206231615&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffilosofia%2Finterventi%2F2011%2F02%2Fzygmunt-bauman-lo-spettro-dei-barbari"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Ci sono terminologie che tornano costantemente nel corso della storia, e molto spesso se ne assume il presunto significato in maniera meccanica senza riflettere alle trasformazioni subite negli anni, in[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Acta Philosophica. Rivista internazionale di filosofia: vol. 19 (2010)</title>
	<link>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/acta-philosophica.-rivista-internazionale-di-filosofia-ii-vol.-19-2010</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/acta-philosophica.-rivista-internazionale-di-filosofia-ii-vol.-19-2010</guid>
	<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 21:54:27 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/acta-philosophica.-rivista-internazionale-di-filosofia-ii-vol.-19-2010#comments</comments>
    <category>recensione-libri</category><category>leonardo allodi</category><category>pierpaolo donati</category><category>pontificia università santa croce</category><category>rivista filosofica acta religione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/filosofia/actaphilosophica.jpg" class="left" border="0" width="159" height="250" alt="" /><em>Acta Philosophica</em> è una delle più autorevoli e significative riviste internazionali di filosofia; nata nel 1992, e edita da Fabrizio Serra Editore, la rivista è curata dalla Facoltà di Filosofia della Pontificia Università della Santa Croce, e accoglie contributi e saggi in spagnolo, italiano, inglese e francese. Il livello dei due volumi pubblicati ogni anno è estremamente elevato, e una cifra caratteristica di <em>Acta Philosophica</em> è l&#8217;attenzione nei confronti del dibattito del rapporto tra ragione e fede nelle sue molteplici coniugazioni. Sono costanti ad esempio gli interrogativi dell&#8217;etica sociale visti attraverso la lente dei principi religiosi, ed è il caso dell&#8217;ultimo numero uscito all&#8217;inizio di questo anno; la maggior parte dei saggi infatti sono dedicati al rapporto tra etica e religione, da una prospettiva sia filosofica ma anche sociologica.</p>
<p>Così è per il bellissimo studio di Pierpaolo Donati, noto sociologo italiano, dal titolo <em>Le virtù sociali della famiglia</em>; quale è il destino della &#8220;famiglia&#8221; e dei valori legati a tale istituzione nella postmodernità? Quando la famiglia rischia di perdere la funzione di generare virtù e inizia a produrre vizi, capaci di contaminare anche i più giovani? E&#8217; possibile che la famiglia venga sostituita nella sua funzione di fondatrice e promotrice di valori? Donati affronta tali interrogativi con piglio analitico e con lucidità, arrivando a proporre soluzioni e modelli affinché la famiglia torni a assumere una funzione cardine nella società contemporanea.</p>
<p>Natalia Lopez Moratalla, dell&#8217;Università di Navarra in Spagna, nel suo <em>La busqueda en el cerebro de la dotacion etica innata y universal</em>, la questione etica si interseca con la neurologia; l&#8217;autrice rintraccia elementi di condivisione tre i due ambiti e la possibilità di un apporto reciproco.</p>
<p>Nella rubrica <em>Note e commenti</em> Leonardo Allodi dell&#8217;Università di Bologna, nel suo saggio <em>Tra etica della libertà ed etica dell&#8217;ordine: persona, società e stato</em>, si chiede: &#8220;<em>Nell&#8217;epoca del &#8220;non senso del senso&#8221;, che cosa può significare interrogarsi sul rapporto tra &#8220;politica e valori&#8221;? La modernità non è forse il luogo dell&#8217;affermazione di una &#8220;passione per il neutro&#8221;, ormai pienamente realizzata?</em>&#8220;. Allodi insiste nel suo scritto sull&#8217;esigenza di un&#8217; &#8220;etica dell&#8217;ordine&#8221;, necessaria spesso a contenere la dispersione pericolosa esercitata da un relativismo radicale che contamina il nostro mondo. Umberto Galeazzi, noto esperto della filosofia di Tommaso, contribuisce al dibattito sulla nozione di male e sugli interrogativi di etica e bioetica attraverso il suo profondo elaborato dedicato proprio a Tommaso d&#8217;Aquino (<em>Il problema del dolore alla luce dell&#8217;antropologia di Tommaso d&#8217;Aquino</em>).</p>
<p>Tra i saggi in lingua straniera, quello dei due professori di università israeliane, Amir Horowitz e Hilla Jacobson, dal titolo <em>Externalism and the resolution of self-knowledge</em> e di Jose Maria Torralba dal titolo <em>Bienes humanos y normatividad moral. La critica de G.E.M. Anscombe al concepto de &#8220;Moral ought&#8221;</em>.</p>
<p>Come è classica usanza di <em>Acta Philosophica</em>, il volume si compone anche di altre sezioni: <em>Forum</em>, che in questo numero vede il confronto tra Luca F. Tuninetti, Josè Morales, Giuseppe Bonvegna e Joshua P. Hochschild sul tema <em>John Henry Newman: epistemology, ethics and political thought</em>; e <em>Cronache di filosofia</em>, curata da Tommaso Valentini , che raccoglie notizie e comunicati relativi a convegni e eventi di ambito filosofico. A corredare il tutto, le classiche rubriche di recensioni e schede bibliografiche.  </p>
<p>Un volume di grande interesse, di ampio respiro e con opere di nomi di alto livello dello scenario filosofico e sociologico mondiale.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110206215427"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110206215427?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110206215427" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110206215427&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffilosofia%2Finterventi%2F2011%2F02%2Facta-philosophica.-rivista-internazionale-di-filosofia-ii-vol.-19-2010"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Acta Philosophica è una delle più autorevoli e significative riviste internazionali di filosofia; nata nel 1992, e edita da Fabrizio Serra Editore, la rivista è curata dalla Facoltà di Filosofia[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Georg Simmel: Denaro e vita</title>
	<link>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/georg-simmel-denaro-e-vita</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/georg-simmel-denaro-e-vita</guid>
	<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 18:02:38 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/02/georg-simmel-denaro-e-vita#comments</comments>
    <category>recensione-libri</category><category>francesco mora introduzione</category><category>libro simmel denaro</category><category>sociologia mimesis recensione</category><category>soldi filosofia psicologia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.guide.supereva.it/guide/filosofia/simmel.jpg" class="left" border="0" width="165" height="250" alt="" />Oggi potrebbe sembrare una banalità evidenziare la funzione determinante e essenziale che ha il denaro nella nostra esistenza, privata e collettiva. Nel corso dell’Ottocento però, con l’avvento della Rivoluzione industriale e della società di massa, solo le menti più lungimiranti e intuitive riuscirono a carpire lo stravolgimento di costumi e modalità di comportamento dovuto al ruolo che il denaro stava assumendo. Una di queste menti era senz’altro quella di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Georg_Simmel">Georg Simmel</a>, filosofo e sociologo tedesco vissuto nella seconda metà del XIX secolo; Simmel, anticipando di decine di anni la sociologia della Scuola di Francoforte, e cogliendo la matrice profonda di un mondo che nella contemporaneità si sarebbe realizzato in maniera compiuta, denunciò la crisi e la deriva della vita e degli spazi sociali per un dominio dell’individualismo e dell’egoismo; questo è il risultato dell’organizzazione imposta dalle nuove condizioni sociali, determinate dalla cultura industriale, basata sulla divisione del lavoro, la competizione accanita e l’assetto urbanistico che isola gli individui piuttosto che metterli in contatto.</p>
<p>Questo processo che fa della vita metropolitana uno snaturamento dell’umano, dominante nell’Ottocento ma che si sarebbe radicalizzato nel secolo successivo, è reso possibile dal “denaro”, lo strumento razionale di esclusione dei valori, che traduce la qualità in quantità, che conduce alla livellazione impersonale; il denaro diviene così responsabile della “staticizzazione” della vita, imponendo schemi e modelli svilenti per la cultura e per l’esistenza soggettiva, ricondotta forzatamente all’identità.</p>
<p>Questo è l’argomento del recente volume pubblicato da Mimesis nella collana “volti”, ovvero <em>Denaro e vita. Senso e forme dell’esistere</em> che raccoglie una serie di scritti e saggi di Simmel attorno al tema dominante del ruolo del denaro. Il libro è curato da Francesco Mora, esperto di Simmel e studioso di filosofia tedesca, attualmente professore all’Università di Venezia. Nella sua ampia <em>Introduzione</em>, Mora spiega accuratamente il rapporto tra dinamiche sociali e denaro:</p>
<p>“<em>…per Simmel il denaro è l’origine e la causa della depersonalizzazione e dell’estraneità dell’uomo moderno sia a livello sociale che a livello individuale; infatti, l’unica qualità che definisce il denaro e lo caratterizza in quanto tale consiste unicamente nella quantità, ossia nella pura impersonalità che si manifesta con tutta la sua potenza negli scambi monetari. Impersonalità, imparzialità, neutralità sono le non-qualità che caratterizzano il denaro come grandezza esclusivamente quantitativa; esso evita la guerra guerreggiata ma innesca un conflitto astratto e dialettico che non porta alla morte ma alla povertà e alla sottomissione economica e culturale se non alla schiavitù degli uomini e dei popoli sconfitti.</em>”</p>
<p>Tra i saggi che compongono il volume, <em>Il denaro nella cultura moderna</em>, <em>Il significato del denaro per il ritmo della vita</em> e <em>Denaro e alimentazione</em>, tutti indicativi su questo ordine di problemi e sulla funzione plasmatrice che ha il denaro nell’orizzonte della modernità; il pensiero e l’interpretazione sociologica simmeliana resta terribilmente attuale, anzi stupisce la lungimiranza di alcune riflessioni e la percezione del mutamento. Scrive infatti Simmel, negli ultimi anni della sua vita, all’indomani della Grande Guerra:</p>
<p>“<em>Ciò che ci ha scosso nei primi giorni di guerra, al di là del pericolo che incombeva su ciascuno, della preoccupazione e della mobilitazione di tutte le forze in campo, fu certamente quello di aver sperimentato un complesso cambiamento nella storia del mondo. Abbiamo percepito un certo impulso fisico in una nuova direzione, il cui scopo come pure i contenuti stanno in un’inaccessibile oscurità, ma dalla quale soffia verso di noi l vento del nuovo mondo. Quell’oscurità sul futuro dell’Europa non si è di certo rischiarata, ma è diventata al contrario più fitta e inquietante. Solo questo possiamo dire del futuro: l’istante presente impone cambiamenti di pensiero e nuove richieste che, per il fatto di essere affrontate, costituiscono un elemento nella formazione di questo stesso futuro.</em>”</p>
<p>Ovviamente l’augurio di Simmel resterà inascoltato, e sarà il collega Theodor Adorno a mettere in luce la continuità tra società massificata e campi di sterminio nazisti, apice della degenerazione della modernità. Denaro e vita è perciò un testo affascinante, che ancora oggi riesce a comprendere caratteri e condizioni che avvinghiano le nostre vite da ormai più di un secolo, dove il denaro è ben più di un mero mezzo di scambio, quanto un vettore di definizione esistenziale.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110206180238"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110206180238?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110206180238" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110206180238&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffilosofia%2Finterventi%2F2011%2F02%2Fgeorg-simmel-denaro-e-vita"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Oggi potrebbe sembrare una banalità evidenziare la funzione determinante e essenziale che ha il denaro nella nostra esistenza, privata e collettiva. Nel corso dell’Ottocento però, con l’avvento[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Giuseppe Gangi: I presocratici</title>
	<link>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/giuseppe-gangi-i-presocratici</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/giuseppe-gangi-i-presocratici</guid>
	<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 23:18:36 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/giuseppe-gangi-i-presocratici#comments</comments>
    <category>recensione-libri</category><category>amore filos sofia</category><category>filosofia prima socrate</category><category>gangi como esoterismo</category><category>in evidenza</category><category>parmenide talete saggio</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/filosofia/presocratici.jpg" class="left" border="0" width="160" height="250" alt="" />All&#8217;interno di questa Guida abbiamo ampiamente trattato dei <a href="http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2010/11/i-presocratici-le-origini-della-filosofia-parte-prima">Presocratici</a>, ovvero di tutti quei pensatori che hanno dato i natali alla filosofia, che hanno interrogato il mondo per emanciparlo dalla superstizione e dal mito per indagarlo fin nell&#8217;intimo. Si è trattato di una stagione che avrebbe fatto da riferimento per tutto il corso della storia del pensiero; non a caso, Giuseppe Gangi parla di &#8220;anteprima filosofico&#8221; nel suo bellissimo saggio <em>I Presocratici</em>, pubblicato da Edizioni Clandestine.</p>
<p>Versatile, profondo ma al contempo di godibile lettura, non riservato agli specialisti del settore, questo libretto è una guida utilissima per districarsi in questo universo di scuole e teorie che verranno poi sconvolte dall&#8217;avvento di Socrate e Platone, e con la nascita poi della Metafisica propriamente detta. Questi sono gli anni infatti della transizione dal sapere mitico al sapere filosofico, prima del dominio della razionalità. Dalla scuola ionica di, tra gli altri, Talete e Anassimandro, alla Scuola pitagorica che rintracciava nella matematica il codice dell&#8217;armonia e dell&#8217;equilibrio dell&#8217;universo. E poi Eraclito, Empedocle, Parmenide fino alla Scuola atomistica di Democrito. Il testo evidenzia come all&#8217;origine della grande avventura della filosofia ci sia una profonda passione per la conoscenza, un vero e proprio &#8220;amore&#8221;. Così infatti scrive Gangi nell&#8217;introduzione:</p>
<p><em>Dunque la filosofia è strettamente connessa all&#8217;amore. Infatti, non fa filosofia chi è sapiente (come gli dèi) e neppure chi è del tutto ignorante e chiuso nella sua presunzione di sapere tutto, ma soltanto chi si sente in stato di bisogno e di povertà rispetto alla sapienza e nello stesso tempo ama e desidera la sapienza proprio perchè non la possiede.</em></p>
<p>Giuseppe Gangi, infatti, si è occupato di filosofia senza mai trascurare il sue legame concreto con l&#8217;esistenza, e questo lo ha condotto anche all&#8217;esoterismo e alla cultura orientale (citiamo tra le sue pubblicazioni, <a href="http://www.amazon.it/filosofia-esoterismo-prospettiva-manifesta-Saggistica/dp/8895720431">Il dopo, tra filosofia ed esoterismo</a> e <em><a href="http://www.misteria.org/Misteri%20esoterici.htm">Misteri esoterici</a></em>).  Questa sua ultima fatica è l&#8217;opportunità di recuperare una splendida esperienza della cultura occidentale, purtroppo spesso trascurata ma che invece rivela ancora un&#8217;attualità incredibile, relativamente ai temi e alle questioni affrontate: un&#8217;autentica anteprima della nostra millenaria civiltà.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110124231836"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110124231836?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110124231836" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110124231836&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffilosofia%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fgiuseppe-gangi-i-presocratici"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>All&amp;#8217;interno di questa Guida abbiamo ampiamente trattato dei Presocratici, ovvero di tutti quei pensatori che hanno dato i natali alla filosofia, che hanno interrogato il mondo per emanciparlo[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Filosofia del Poker</title>
	<link>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/filosofia-del-poker</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/filosofia-del-poker</guid>
	<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 22:19:35 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/filosofia-del-poker#comments</comments>
    <category>fenomeni-sociali-e-culturali</category><category>filosofia gioco carte</category><category>psicologia poker tecniche</category><category>schopenauer carte</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/filosofia/cartedapoker.jpg" class="left" border="0" width="432" height="306" alt="" /><br clear="both" /><br />
Negli ultimi anni, complice la diffusione di determinate formule online che hanno impazzato e trasmissioni televisive dedicate ad esso, abbiamo assistito alla rinascita di un profondo interesse (specie tra i giovani generazioni) per il gioco di carte per eccellenza del Poker.</p>
<p>In cosa risiede il successo immortale del Poker? Come riesce a affascinare, intrigare e resistere nel corso dei secoli, senza mai perdere il suo potere sull&#8217;immaginario e la sensibilità dei giocatori? Come riesce a coinvolgere persone appartenenti a età e condizioni sociali di ogni tipo? Per quanto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arthur_Schopenhauer">Arthur Schopenhauer</a> detestasse i giochi di carte ritenendoli avvilenti, la riflessione filosofica può aiutarci nell&#8217;analisi di alcuni dei caratteri più significativi del meccanismo del gioco in diverse sue fasi; anche perchè, se è vero che solitamente è il gioco degli scacchi a incarnare la dimensione riflessiva propria della speculazione teorica, il Poker però contribuisce maggiormente nell&#8217;ambito emozionale, fisico e nervoso, trovandosi più a suo agio nella sfera della comprensione fenomenologica.</p>
<p>La caratteristica del Poker è quello della semplicità: regole poco complesse, che proprio per questo però lasciano ampio spazio nel gioco alla simulazione, al lato psicologico e alla strategia. Il gioco infatti verte non tanto sull&#8217;effettivo &#8220;punto&#8221;, quanto sulla capacità di convincere l&#8217;altro di qualcosa di diverso di ciò che realmente è (un punto più basso, o un punto più alto). Questo fa del Poker un gioco più relazionale degli altri: tutti i giochi agonistici, specie quelli di carte, sono relazionali, ovvero hanno senso solo nella relazione con l&#8217;altro. Ma nel Poker questa funzione è determinante: il punto non basta a garantire la partita, ciò che conta è il gioco in sé, fatto di intuizione, percezione dell&#8217;atmosfera, interpretazione del pensiero altrui.  </p>
<p>Per questo, il paradosso del Poker è nel fatto che le carte divengono un mero strumento o pretesto, rispetto a una pratica che riconduce i giocatori alle condizioni più intrinsecamente antropologiche del loro comportamento: la mimica, la capacità di frenare le proprie passioni, l&#8217;astuzia, il coraggio&#8230; tutti elementi tipici del comportamento umano fin dalle origini della sua evoluzione, in quanto tutti mezzi a lui necessari per la sopravvivenza. Il gioco, la sua bellezza, l&#8217;emozione che ne emerge sono dati dalla tensione e dal continuo scontro tra queste diverse specificità umane, e la partita determina quale di esse trionfa sulle altre.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110124221935"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110124221935?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110124221935" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110124221935&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffilosofia%2Finterventi%2F2011%2F01%2Ffilosofia-del-poker"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Negli ultimi anni, complice la diffusione di determinate formule online che hanno impazzato e trasmissioni televisive dedicate ad esso, abbiamo assistito alla rinascita di un profondo interesse (specie[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Rivista di Estetica: Il paradosso del testimone</title>
	<link>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/rivista-di-estetica-il-paradosso-del-testimone</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/rivista-di-estetica-il-paradosso-del-testimone</guid>
	<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 22:38:50 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/rivista-di-estetica-il-paradosso-del-testimone#comments</comments>
    <category>recensione-libri</category><category>appelfeld libro filosofia</category><category>auschwitz testimone filosofia ferraris</category><category>rivista estetica 2010</category><category>weiss bauer goti</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/filosofia/rivistadiestetica.jpeg" class="left" border="0" width="170" height="250" alt="" />Il problema della testimonianza e il tema relativo al suo valore nel nostro determinato contesto storico è un tema che ha segnato nel profondo la filosofia del Novecento; d&#8217;altronde, la cesura epocale che ha segnato una svolta nella storia della cultura Occidentale è stata la tragedia del nazismo e della persecuzione antisemita. Auschwitz rappresenta lo scandalo assoluto per la ragione, nonché la massima vergogna per il genere umano e la sua colpa più profonda; all&#8217;indomani da quell&#8217;oscenità terribile e inimmaginabile, il dovere etico di testimoniare delle vittime ingoiate dalla storia è divenuta una necessità.<br />
Ovviamente, il problema relativo a chi, cosa e come avrebbe dovuto e dovrebbe adempiere a questo scopo ha aperto un ampio dibattito; addirittura, resta l&#8217;interrogativo di fondo essenziale, ovvero SE sia corretto testimoniare di chi è rimasto vittima delle atrocità naziste. Problemi che hanno tormentato Primo Levi fino a spingerlo al suicidio, e che poi sono stati ereditati da molti pensatori del Novecento, come in tempi più recenti Giorgio Agamben che dedicò al tema uno splendido libro dal titolo <a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833911052">Quel che resta di Auschwitz</a>.</p>
<p>Siamo dinanzi a un paradosso: testimoniare della sorte delle vittime è un dovere, ma come sosteneva Adorno, farne un&#8217;immagine, un racconto o solo parlarne rischia di normalizzare l&#8217;orrore ottenendo come risultato l&#8217;esatto opposto, ovvero l&#8217;ingiuria e l&#8217;offesa di chi non ha più voce. Eppure, era lo stesso Adorno a sapere come il paradosso consistesse nel fatto che &#8220;seppur non si possa&#8230;però si deve&#8230;&#8221;: l&#8217;arte post-Auschwitz dovrà farsi carica degli orrori della storia, senza condurli nel circolo del consumo mediatico e retorico.</p>
<p>Da quanto detto, diviene chiaro perchè una delle più prestigiose riviste di filosofie d&#8217;Italia, ovvero <em><a href="http://labont.it/rivista-di-estetica">Rivista di Estetica</a></em> abbia deciso di dedicare un intero numero, l&#8217;ultimo del 2010, a questo delicato argomento; il titolo è appunto <em>Il paradosso del testimone</em> e raccoglie i saggi e i contributi di diversi studiosi sia italiani che stranieri. Tra questi anche chi ha provato in prima persona il dramma dello Shoah, come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aharon_Appelfeld">Aharon Appelfeld</a>, autore israeliano molto noto, con un&#8217;intervista intitolata <em>Cosa fare del male che si è guardato in faccia?</em>. Questa intervista è realizzata da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniela_Padoan">Daniela Padoan</a>, curatrice del numero e nota scrittrice, impegnata da anni sui temi della testimonianza e la memoria e delle forme di resistenza femminile ai totalitarismi (autrice di una profonda e densa <em>Introduzione</em>).</p>
<p>Altre interviste pubblicate, eseguite sempre dalla Padoan, è quella a <a href="http://www.binario21.org/testimonianze/gotibauer%20.htm">Goti Bauer</a> (<em>Questa memoria che mi è sacra</em>), testimone in prima persona dei campi di concentramento come <a href="http://win.liceoamaldi.it/attivita/giornatadellamemoria_file/memoria%202007/Hanna_Weiss.htm">Hanna Kugler Weiss</a> (<em>Una pietrina nel grande muro che si chiama Shoah</em>) e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ruth_Kl%C3%BCger">Ruth Klüger</a>, professore emerito alla University of California (<em>Senza un altrove</em>), intervista già pubblicata quest&#8217;ultima su &#8220;Il Manifesto&#8221; nel 2005.</p>
<p>Se il saggio di Giovanni Leghissa (<em>Il testimone necessario. Memoria della Shoah e costruzioni identitarie</em>) si dedica al tema delle &#8220;politiche della memoria&#8221;, i contributi di Georges Bensoussan (<em>Mitologie e memoria</em>) e Laura Fontana (<em>Memoria, trasmissione e verità storica</em>) si pongono sul piano della filosofia della storia, mentre Alessandra Campo (<em>Testimonianza negativa</em>) in un brillante scritto affronta il problema dell&#8217;irrappresentabilità del male e del ruolo dell&#8217;immagine, passando attraverso a un libro divenuto ormai un classico sul tema, ovvero <em><a href="http://www.amazon.it/Immagini-malgrado-tutto-Georges-Didi-Huberman/dp/8870789543">Immagini malgrado tutto</a></em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Didi-Huberman">Georges Didi-Huberman</a>.</p>
<p>Non poteva mancare la partecipazione del direttore storico della rivista, ovvero <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Ferraris">Maurizio Ferraris</a>, che mette in connessione il tema con l&#8217;opera shakesperiana, mentre Nicla Vassallo affronta l&#8217;argomento da una prospettiva più analitica ed epistemologica (<em>Applicazioni dell&#8217;epistemologia della testimonianza al caso dell&#8217;Olocausto</em>). A concludere questo numero di <em>Rivista di Estetica </em> un saggio di Paolo Alessandro Mattiello (<em>Gli scomparsi</em>), che torna nuovamente all&#8217;interrogativo della possibilità di parlare e rappresentare l&#8217;orrore.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110121223850"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110121223850?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110121223850" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110121223850&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffilosofia%2Finterventi%2F2011%2F01%2Frivista-di-estetica-il-paradosso-del-testimone"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Il problema della testimonianza e il tema relativo al suo valore nel nostro determinato contesto storico è un tema che ha segnato nel profondo la filosofia del Novecento; d&amp;#8217;altronde, la cesura[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Arriva FilosofiaBlog</title>
	<link>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/arriva-filosofiablog</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/arriva-filosofiablog</guid>
	<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 00:11:19 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/arriva-filosofiablog#comments</comments>
    <category>appuntamenti_filosofia</category><category>circolo studenti padova filosofia</category><category>internet università padova</category><category>nuovo sito filosofia</category><category>padova filosofia blog</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/filosofia/filosofiablog.jpg" class="left" border="0" width="250" height="87" alt="" />Già altre volte, in passato, abbiamo segnalato la nascita di diverse realtà online, siti e blog, dedicati al mondo della filosofia. Lo spazio virtuale della Rete sembra essere un ambiente ideale per il dibattito filosofico, una sorta di nuova agorà nella quale ci si può mettere a confronto alimentando lo spirito critico.</p>
<p>In questa occasione siamo lieti di parlare di una nuova realtà emersa nel web, ovvero un progetto nato dalla volontà di quattro laureati in Filosofia all&#8217;Università degli Studi di Padova, che hanno voluto portare la loro passione per la filosofia su internet. Ne è nato <a href="www.filosofiablog.it">www.filosofiablog.it</a> - <em>Filosofia Blog, un blog di gocce filosofiche</em>.<br />
Tra i temi trattati ci sono la storia della filosofia, logica, filosofia della scienza, filosofia moderna e contemporanea, teoria dell&#8217;argomentazione e filosofia del linguaggio.<br />
Il progetto prevede una pubblicazione di contenuti originali e costanti; le categorie attualmente attive sono &#8220;Filosofia&#8221;, &#8220;Filosofia analitica&#8221;, &#8220;Filosofia antica&#8221;, &#8220;Logica&#8221;, &#8220;Metafisica&#8221; e &#8220;Stoici&#8221;.</p>
<p>Il sito sorge dalla fondazione di un Circolo di studenti di Padova, nel dettaglio Emanuele Chiericato, Stefano Corsi, Giulio Giacometti.</p>
<p>Cliccare qui per visitare:<br />
<a href="http://www.filosofiablog.it/">FILOSOFIA</a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110115001119"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110115001119?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110115001119" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110115001119&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffilosofia%2Finterventi%2F2011%2F01%2Farriva-filosofiablog"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Già altre volte, in passato, abbiamo segnalato la nascita di diverse realtà online, siti e blog, dedicati al mondo della filosofia. Lo spazio virtuale della Rete sembra essere un ambiente ideale per il[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Antonio Orabona: Il Grande Ottocento Russo</title>
	<link>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/antonio-orabona-il-grande-ottocento-russo</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/antonio-orabona-il-grande-ottocento-russo</guid>
	<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 22:05:46 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alessandro Alfieri</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2011/01/antonio-orabona-il-grande-ottocento-russo#comments</comments>
    <category>recensione-libri</category><category>carchia filosofia 800 russia</category><category>cechov puskin lermantov</category><category>dostoevskij filosofia tolstoj</category><category>korolenko scedrin</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/filosofia/ottocento.jpg" class="left" border="0" width="171" height="250" alt="" />Dove finisce la narrativa e la letteratura e inizia la filosofia? Domanda molto profonda e più complessa di quanto si possa pensare, anche perchè presupporrebbe  la possibilità di discernere nettamente gli scrittori dai filosofi.<br />
Quando però ci troviamo dinanzi a delle colonne portanti della cultura di ogni tempo come <a href="http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2010/03/milano-dal-7-al-9-aprile-convegno-dedicato-a-tolstoj">Tolstoj</a> e <a href="http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2009/03/la-novella-del-grande-inquisitore-il-cristianesimo-di-fedor-dostoevskij">Dostoevskij</a>, siamo poi in condizione di escluderli nettamente dall&#8217;alveo della storia della filosofia?</p>
<p>Questi quesiti possono guidarci nella lettura del bel libro pubblicato da Zona editrice dal titolo <em>Il grande Ottocento Russo. Filosofi, filosofie, narratori da Puskin a Razonov</em>, di Antonio Orabona. Il titolo evidenzia subito il problema posto in apertura: filosofi? o sarebbe meglio parlare di &#8220;filosofie&#8221; di cui si sono fatti interpreti intellettuali, scrittori, pensatori nel corso di un intero secolo? Soprattutto se il contesto è quello della grande Russia Ottocentesca, che ha prodotto una delle stagioni più floride della letteratura mondiale. Infatti gli ultimi decenni della Russia zarista ha ancora oggi un fascino particolare, caratterizzata da un lato dagli eventi storici che l&#8217;ha vista protagonista nel corso dell&#8217;epopea napoleonica, con i salotti aristocratici e i fasti della nobiltà, ma soprattutto dall&#8217;altro lato l&#8217;orizzonte suburbano tipicamente moderno con la bassa e bassissima borghesia, fatto di miseria, stenti, bohémien faccia a faccia con l&#8217;insensatezza della vita e i dubbi atroci dell&#8217;esistenza. E&#8217; d&#8217;altronde il paesaggio ideale dei personaggi dostoevskijani, dei loro interrogativi sul senso del mondo e sull&#8217;esistenza di Dio, tra banditi, assassini e scene di delinquenza.<br />
Come racconta <em>I demoni</em>, si tratta dell&#8217;epoca dei Nighilisti russi, ovvero i pionieri dei rivoluzionari che agli inizi del Novecento apriranno una fase nuova della storia della Russia e non solo, e che tradurranno quella dimensione spirituale in una prassi effettiva e nell&#8217;azione politica.<br />
E poi c&#8217;era la campagna sterminata alla quale Tolstoj si dedicherà per buona parte della sua vita, in una sorta di ascetismo dalla frenesia della modernità dilagante, col suo sterminato amore per l&#8217;uomo e la vita.</p>
<p>Il testo è diviso in maniera analitica per autori, anche perchè il linguaggio e la struttura del libro è molto divulgativa e antologica, nonché descrittiva. Per ogni autore, Orabona spende diverse pagine di descrizione biografica relative anche alla relativa produzione bibliografica, visto che alcuni nomi sono certo poco conosciuti ai più qui in Italia (da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/P%C3%ABtr_Jakovlevi%C4%8D_%C4%8Caadaev">Caadaev</a>, al poeta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nikolaj_Alekseevi%C4%8D_Nekrasov">Nekrasov</a>, da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vladimir_Galaktinovi%C4%8D_Korolenko">Korolenko</a> a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksej_Feofilaktovi%C4%8D_Pisemskij">Pisemskij </a>). Poi ci sono i mostri sacri, a partire da Puskin, col quale viene aperto il libro e al quale sono dedicate diverse pagine, Lermontov, Gogol, Solovev per arrivare a Cechov. I nomi sono molti, e ciò che ne emerge è un affresco completo dello scenario intellettuale e culturale della Russia ottocentesca, dalla religione, all&#8217;arte, alla filosofia.<br />
<em>Il grandioso Ottocento Russo</em> è un &#8216;opera certamente rara, nel senso che per la prima volta viene fatto il punto in maniera così dettagliata della storia del pensiero russo del XIX sec. Da segnalare l&#8217;introduzione di <a href="http://guide.supereva.it/filosofia/interventi/2010/10/12-e-13-ottobre-roma-3-estetica-e-antropologia.-gironate-di-studio-dedicate-a-gianni-carchia">Gianni Carchia</a>, dal titolo <em>L&#8217;Europa, la modernità e l&#8217;esperienza letteraria russa</em>.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110113220546"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110113220546?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110113220546" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110113220546&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ffilosofia%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fantonio-orabona-il-grande-ottocento-russo"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Dove finisce la narrativa e la letteratura e inizia la filosofia? Domanda molto profonda e più complessa di quanto si possa pensare, anche perchè presupporrebbe  la possibilità di discernere[...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
</rss>

