Considerazioni sulla democrazia

Qual’è il potere che spetta al popolo in delle società evolute e civili, quali dovrebbero presumibilmente essere quelle che caratterizzano i paesi occidentali odierni? La democrazia, ideata e[...]



Qual’è il potere che spetta al popolo in delle società evolute e civili, quali dovrebbero presumibilmente essere quelle che caratterizzano i paesi occidentali odierni? La democrazia, ideata e originata in epoca antica da quel grande popolo che furono i Greci (anche se possedeva connotati e funzioni decisamente differenti rispetto al concetto moderno), è oggi ancora un territorio di dibattito. In che modo il popolo deve partecipare alla vita politica dello Stato?

Nell’idea di “democrazia rappresentativa“, i cittadini della comunità delegano dei rappresentanti che, nelle sedi opportune, propongono determinate soluzioni e questioni che la politica ha il dovere di affrontare. Nell’idea invece di “democrazia partecipativa” o “democrazia diretta” i cittadini vengono direttamente coinvolti proponendo le loro idee e votando individualmente le proposte. Ci sono varie formule che appartengono a questa logica, anche nelle democrazia rappresentativa: i referendum, le proposte popolari, ma anche le manifestazioni di piazza e gli scioperi volti a dichiarere un’insofferenza o un disaccordo nei confronti dei “piani alti” del potere.

Il problema è delicato, ovvero quale margine deve essere concesso all’azione diretta dei componenti di una data società? Se il margine si “totalizzasse”, ne verrebbe l’anarchia, perchè d’altronde ognuno pensa con la propria testa e le sue idee sono differenti rispetto a quelle altrui. D’altronde, da un punto di vista pratico, sarebbe inattuabile una partecipazione assoluta del popolo. I partiti assumono la funzione di intermediari tra il popolo e lo Stato; tale Stato perciò non si identifica pienamente nel popolo, anche se ne è un’emanazione.

Per emanazione intendiamo che, qualora ci sia una democrazia effettiva (e perciò i rappresentanti vengano eletti a suffraggio popolare), chi è al potere impersonofica, rappresenta lo spirito del popolo, ne è un riflesso. Ed è giusto che sia così, in quanto chi è stato nominato governerà su tutti; è improponibile la visione di Julius Evola per cui dovrebbe votare solo chi supera una certa soglia di “conoscenza”, escludendo gli ignoranti e la plebe, perchè essendo un riflesso, il potere è un’emanazione anche del livello culturale ed intellettuale di un popolo. Se un genio si mette a capo di una massa di ignoranti, è lui a diventare inadeguato!

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