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Emanuele Severino: il nichilismo e la Gloria eterna

Emanuele Severino è il filosofo italiano vivente più celebre nel mondo; nato nel 1929, Severino è stato autore di una filosofia originale e particolarmente complessa, che ha determinato la[...]

Emanuele Severino è il filosofo italiano vivente più celebre nel mondo; nato nel 1929, Severino è stato autore di una filosofia originale e particolarmente complessa, che ha determinato la realizzazione di un numero esorbitante di testi.

La posizione di Severino è radicale: l’errore della filosofia occidentale di ogni tempo (il suo intrinsceo “nichilismo“) sta nell’aver creduto possibile il passaggio dal nulla all’essere. Severino preferisce tornare al dualismo parmenideo di essere e non-essere; in questo senso, Severino afferma l’eternità di ogni ente. Solo se riusciamo a liberarci della credenza della connessione causo-consequenziale tra gli eventi e gli enti, solo se riusciamo ad emancipare ogni singolo ente per la sua esistenza senza determinarlo con qualcosa che è all’infuori di sé, potremmo dimorare nell’eterno, che significa rispondere alla morte e godere della Gloria.

La posizione di Severino è stata osteggiata e respinta dalla Chiesa Cattolica (in quanto non in riga con i suoi precetti teorici); ha fatto discutere parecchio la sua teorizzazione del “Superdio”, ovvero l’essere emancipato he va oltra la Dio comunemente inteso e all’ Oltreuomo nietzschiano. E’ il Dio che rifiuta la concezione di sè come creatore ed annientatore (ancora legato alla credenza del passaggio dall’essere al nulla), e che accoglie tutto ciò che lo circonda come sommamente eterno anche nel suo significato.