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Georges Didi-Huberman: Ninfa Moderna. Saggio sul panneggio caduto

Pubblicato nel 2004 da Il Saggiatore, questo splendido testo del celebre studioso delle immagini e filosofo dell’arte Didi-Huberman passa in rassegna un gran numero di artisti classici e moderni,[...]

Pubblicato nel 2004 da Il Saggiatore, questo splendido testo del celebre studioso delle immagini e filosofo dell’arte Didi-Huberman passa in rassegna un gran numero di artisti classici e moderni, col fine di ricostruire una “storia sotterranea”.

Il referente principale della sua indagine è Aby Warburg, uno degli storici dell’arte più importanti della storia, che attraverso lo studio delle immagini tentava di narrare il Nachleben, ovvero la sopravvivenza di temi, figure, formule nel corso delle epoche. Warburg evidenziava come alcune immagini passassero, attraverso la rielaborazioni, di epoca in epoca, da artista ad artista, conservando una sorta di “memoria” condensata nelle rappresentazioni.

Warburg rimase affascinato dall’immagine della “Ninfa”, un personaggio che irrompe in un celebre affresco del Ghirlandaio, che si presenta sulla scena come se sfiorasse appena il suolo, con addosso una veste movimentata. La Ninfa divenne simbolo, per le sue ricerche, dell’indomabile forza dell’immagine arcaica, detentrice dell’eterno presente dell’immagine, custode del passato.

Figure di panneggi antichi e moderni

Didi-Huberman prosegue l’indagine di Warburg relativa alla figura della Ninfa approdando negli imamginari della modernità e della contemporaneità, da Baudelaire ai fotografi parigini di inizio secolo, da Brassai a Morris. Un viaggio affascinante e incredibilmente ricco di riferimenti e suggestioni, che interpreta il ruolo del “panneggio caduto” (come lo strofinaccio ai bordi delle strade, nei pressi degli scoli metropolitani) come metafora della modernità, della decadenza del ruolo della bellezza, degradata a corpi femminili in abbandono o a clochard che si accasciano sul terreno.

Ispirato fortemente anche dalla riflessione di Deleuze de La Piega, il saggio in questione interpreta l’informe regnante nella rappresentazione odierna come coesistenza dialettica di memoria e oblio, di visibilità e invisibilità, di vita e morte; la piega del tessuto, l’ “accartocciarsi della foglia riarsa” direbbe Montale, testimonia di un dolore celato, fan segno verso ciò che non si mostrerà mai agli occhi. “La morte aleggia, comunque. Infetta i panneggi in ogni lembo e s’insinua in ogni piega. La morte si propaga operando essa stessa come un piega […] e finisce con l’afferrare i corpi nell’abbraccio definitivo“.

Figure di panneggi antichi e moderni Figure di panneggi antichi e moderni Figure di panneggi antichi e moderni