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Paul Ricoeur: la vita come narrazione

Paul Ricoeur (1913-2005) è stato un filosofo francese di grande fama, autore di numerosissime opere, che spaziano dalla filosofia della storia alla filosofia della religione, dalla letteratura alla[...]



Paul Ricoeur (1913-2005) è stato un filosofo francese di grande fama, autore di numerosissime opere, che spaziano dalla filosofia della storia alla filosofia della religione, dalla letteratura alla linguistica.

Autore appartenente alla fase cosiddetta “decostruzionista”, Ricoeur parte dalle posizioni della fenomenologia e dell’ermeneutica per muovere una severa critica a quei saperi che, come la linguistica analitica, tentavano di risolvere il problema del “senso” all’interno delle strutture ferree del linguaggio. Ricoeur privilegia quelle manifestazioni esemplari del linguaggio dove si rivela la portata simbolica indefinita, non riconducibili a interpretazioni unitarie; queste manifestazioni sono la metafora, la preghiera o la poesia. Queste concedono il “conflitto delle interpretazioni“, titolo di una celebre opera del filosofo.

Pensatore dichiaratamente cristiano, Ricoeur ha dedicato splendide pagine al concetto di Perdono, di Grazie e Amore, per questo è spesso adottato come alfiere della contemporanea cultura teologica cristiana. Oltre a ciò, Ricoeur era un grande storico della filosofia (vedeva nella triade Nietzsche, Marx e Freud , i “maestri del dubbio”, ovvero coloro che hanno messo in radicale discussione la centralità del sapere soggettivo di matrice cartesiana) e profondo conoscitore della psicoanalisi freudiana, interpretandola in maniera innovativa e originale (Della interpretazione).

Per finire, ricordiamo l’opera più importante scritta dall’autore, ovvero i tre volumi di Tempo e Racconto, dove, attraverso indagini fenomenologiche, storiografiche e letterarie, Ricoeur riconduceva l’attività di costruzione della memoria (personale e collettiva) alla facoltà spirituale di “narrare storie”. Noi siamo in quanto raccontiamo, solo in questa maniera riusciamo a ricondurre in unità la molteplicità delle esperienze vissute, dandogli ordine e facendone emergere un senso. Questa attività sprirituale implica tre fasi distinte, chiamate da Ricoeur Mimesis I, II e III, ovvero Figurazione (rapporto spontaneo e immediato col mondo, esperito emotivamente), Configurazione (costruzione narrativa e organizzante) e Rifigurazione (ovvero ritorno al mondo dell’agire e del patire, forti però dell’esperienza precedente, e che permette di comprendere il mondo in maniera differente).