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Emilio Garroni: dalla semiotica al problema del "senso"

Scomparso pochi anni or sono, Emilio Garroni rappresenta un’autentica autorità della filosofia italiana. Insegnante di Estetica alla Facoltà di Filosofia de La Sapienza di Roma per tanti anni, ha[...]

Scomparso pochi anni or sono, Emilio Garroni rappresenta un’autentica autorità della filosofia italiana. Insegnante di Estetica alla Facoltà di Filosofia de La Sapienza di Roma per tanti anni, ha inciso fortemente sul modo di pensare l’estetica come disciplina e sul rapporto tra filosofia ed arte.

Una fase del suo pensiero è stata dedicata alla semiotica delle arti, al rapporto che si instaura tra i differenti linguaggi artistici, e sul rapporto tra linguaggi verbali e non-verbali. Di questo periodo sono celebri opere come Progetto di semiotica e Ricognizione della semiotica; già in questa fase però Garroni dimostrava una insoddisfazione nei confronti della linguistica classica, puntando piuttosto a un’attenzione rivolta alle modalità di “creare senso” del linguaggio artistico, che presuppone un rapporto a monte dell’interpretazione tra fruitore e testo, una co-abitazione nella stessa dimensione di comprensione.

La svolta si ha nelgli anni ‘90, con Estetica. Uno sguardo attraverso, col quale Garroni si distanzia dalla semiotica per dedicarsi allo studio della filosofia teoretica; fino alla sua morte, Garroni dedicherà i suoi sforzi a una rilettura della filosofia kantiana, in particolar modo della Critica del giudizio, testo esemplare per comprendere il problema del “senso” in relazione all’opera d’arte.

Garroni ha offerto il suo fondamentale contributo anche alla RAI, dove è stato autore di diversi programmi di approfondimento culturale nel corso degli anni ‘50; è oneroso ricordare anche che Garroni, nel corso della sua vita, si è occupato anche direttamente di arte e letteratura, avendo realizzato diversi dipinti e romanzi.