Questo sito contribuisce alla audience di

La psicoanalisi: affondando nei meandri della mente

In questa occasione non intendiamo affatto riassumere in poche righe tutta l’impalcatura teorica e scientifica di una materia complessa come quella della psicoanalisi; più che altro ci interessa[...]



In questa occasione non intendiamo affatto riassumere in poche righe tutta l’impalcatura teorica e scientifica di una materia complessa come quella della psicoanalisi; più che altro ci interessa dare alcuni spunti relativi al rapporto che la psicoanalisi ha intrattenuto con la filosofia (argomento che già di per sè è fin troppo fitto e complesso).

La nascita e l’affermazione della piscoanalisi porta la firma di Sigmund Freud; la sua ricerca era volta alla teorizzazione dell’inconscio, ovvero di quella zona buia della mente che non si palesa mai in maniera chiara e diretta, e che comunque continua ad influenzare il nostro agire e le nostra modalità di comportamento. D’altronde, differenti teorizzazioni di “inconscio” erano già appartenute ad alcune esperienza della filosofia, dai tempi classici (pensiamo alla tragedia greca), ad autori mdoerni come Leibniz e Hegel. Quello che la psicoanalisi tenta di fare, però, è assumere un approccio terapeutico nei confronti dell’inconscio.

Freud può essere a buon diritto considerato uno dei padri della modernità, ovvero uno che come Darwin e Nietzsche ha contribuito a sconvolgere le posizioni anchilosate relative alla conoscenza e allo studio dell’uomo.

Dopo l’esperienza freudiana, la psicoanalisi ha continuato il suo secolare tragitto, grazie al contributo di una vastità di scienziati, medici, psicologi e studiosi. Ma la stessa psicoanalisi ha incontrato la filosofia in alcune personalità eccellenti: pensiamo all’opera di Carl Jung e alla sua teorizzazione dell’ “inconscio collettivo”, o ancora più fortemente a Jacques Lacan, che ha fatto confluire la riflessione heideggeriana e esistenzialista alle teorie di Freud.