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Fredric Jameson: la critica artistica nel tardo-capitalismo

Fredric Jameson è un nome essenziale della cultura contemporanea; divenuto celebre come critico letterario e teorico dell’arte, rappresenta una delle figura più significative tra gli eredi della[...]

Fredric Jameson è un nome essenziale della cultura contemporanea; divenuto celebre come critico letterario e teorico dell’arte, rappresenta una delle figura più significative tra gli eredi della Scuola di Francoforte, mantenendo un forte legame con la tradizione marxista.

La sua critica severa rivolta al postmodernismo ha fatto scuola: questo postmodernismo non è nient’altro che un degenerazione dei processi di mercato volti all’ideologia della reificazione e del controllo sociale. La frammentazione rappresenta la dipartita della ragione; da una prospettiva estetica, il postmodernismo è il tentativo di svelare completamente la dimensione di alterità della forma, dell’invisibilità e del non-detto, che invece, nella grande tradiziona modernista, restava essenziale nell’opera proprio nella “forma” artistica, perciò come non-esplicita.

Essendosi occupato di cinema spesso e volentieri (Firme del visibile), facendo numerosi riferimenti anche alle forma di cultura di massa, come la musica rock, Jameson è un intellettuale a tutto tondo, che col suo occhio arguto ha svelato il contenuto ideologico delle manifestazioni artistiche contemporanee.

La sua opera essenziale è Postmodernismo. Ovvero la logica culturale del tardo capitalismo; per comprendere la sua lettura della dialettica negativa di Theodor Adorno, è importante il suo Tardo Marxismo.