Questo sito contribuisce alla audience di

Il Circolo di Vienna: la filosofia che ambisce alla scienza

Il Novecento, in differenti modalità, è stato testimone di un susseguirsi continuo di crisi e di messe in discussione, di stravolgimenti e di nuovi inizi, specialmente nel mondo della cultura e della[...]



Il Novecento, in differenti modalità, è stato testimone di un susseguirsi continuo di crisi e di messe in discussione, di stravolgimenti e di nuovi inizi, specialmente nel mondo della cultura e della filosofia.

Nel 1924, Moritz Schlick diede vita al Circolo di Vienna, ovvero a una serie di incontri che coinvolgevano alcune delle personalità più autorevoli nell’ambito dell’epistemologia, della logica e della matematica. Intenzione del gruppo era quello di svolgere una spietata critica di tutta la tradiziona filosofica occidentale, nel tentativo di ricostruire un sapere filosofico fondato su principi scientifici. La filosofia deve emanciparsi dalla metafisica per farsi conoscenza rigorosa, e per fare questo deve depurarsi da tutto il linguaggio classico. Una riflessione analitica sul linguaggio diviene indipsensabile: le proposizioni dei metafisici non sono nient’altro che frasi senza senso, in quanto alle parole non corriponde nulla che appartenga ala reale. Per questo, la filosofia inaugurata e rappresentata da questo collettivo viene definita anche Positivismo logico o neopositivismo.

I primi incontri del circolo furono dedicati alla lettura del Tractatus logico-philosophicus di Ludwig Wittgenstein, il quale non prese mai direttamente parte agli incontri, pur essendo visto come una sorta di “guru” per gli altri membri. Tra essi, ricordiamo i nomi dei più importanti, come Otto Neurath, Hans Hanh, Rudolf Carnap, Kurt Godel.

Con l’avvento del nazismo, il gruppo fu costretto ad emigrare negli USA, dove, sotto la direzione di Carnap, i sopravvissuti al movimento diedero vita al progetto dell’ Enciclopedia internazionale della scienza unificata, un lavoro ambizioso che prese vita nel 1938 e che intendeva ricondurre tutto il sapere scientifico a degli assiomi comuni e identificabili.