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La Santa Pasqua: il Cristo che risorge

Dopo tre giorni dalla sua crocifissione, Gesù Cristo risorse in nuova vita; non facendosi trovare nel sepolcro, ascese al cielo per siedere alla destra del padre, annunciando il suo trionfo sulla morte.[...]



Dopo tre giorni dalla sua crocifissione, Gesù Cristo risorse in nuova vita; non facendosi trovare nel sepolcro, ascese al cielo per siedere alla destra del padre, annunciando il suo trionfo sulla morte. Quante volte abbiamo ascoltato queste parole, e con che partecipazione festeggiamo il giorno rammemora l’evento! Eppure, a ben vedere, così come per la maggior parte delle cose narrate nel Nuovo Testamento, ci sono ostacoli e problemi di comprensione.

Il trionfo sulla morte del Cristo è legato alla tradizione mediterranea; la sensibilità nordica del protestantesimo tedesco o scandinavo è più orientata alla dimensione terrena e carnale della morte del Cristo (basti pensare alle opere di Grunewald o Durer, piuttosto che ai trionfalismi delle rappresentazioni rinascimentali italiane). L’elemento della morte è un paradosso inestricabile per il pensiero del cristiano: risorgere dalla morte non significa tornare carne, e riprendere posto nel mondo? E allora, perchè Cristo giunge nel regno dei cieli? E coloro che non sono risorti, non risiedono comuqnue nel Regno dei Cieli? Ed allora, come mai il loro corpo ancora giace sottoterra?

L’aspetto delle resurrezione dalla morte, e perciò la Redenzione cristiana, era fortemente disprezzato da Nietzsche; ne La volontà di potenza, Nietzsche legittima l’intrinseca energia rivoluzionaria della figura del Cristo, che per confermarsi deve perire necessariamente sotto i colpi dell’ordine costituito. In questa maniera, viene messa a fuoco la valenza di scandalo del Cristo; l’autentico genio maligno che ha condotto l’esperienza del Cristo facendone Chiesa e perciò istituzione, introducendo anche il Mito della resurrezione e della Redenzione Divina (e perciò ricollocando l’insegnamento del Cristo non nella sua concretezza bensì nel necessario rimando a un Dio trascendente e imperituro), sono stati S. Paolo e gli Evangelisti.

Per le loro scritture, Cristo poteva riscattarsi solo con la Trasfigurazione e il raggiungimento del Padre, mentre per Nietzsche il Cristo manifestò il suo messaggio nell’essere uomo tra gli uomini, nel partecipare al dolore di tutti e nel provare le stesse sofferenze.