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André Leroi-Gourhan: la nuova antropologia

André Leroi-Gourhan è stata probabilmente la figura più importante e rivoluzionaria dell’antropologia e dell’etnologia della seconda metà del Novecento. Vissuto dal 1911 al 1986, ha[...]

André Leroi-Gourhan è stata probabilmente la figura più importante e rivoluzionaria dell’antropologia e dell’etnologia della seconda metà del Novecento. Vissuto dal 1911 al 1986, ha orientato i suoi interessi in differenti direzioni, rinnovando le tecniche di indagine sulla ricerca preistorica. Illuminanti sono i suoi studi a proposito dell’ “arte” primitiva: le pitture rupestri vengono comprese e analizzate da Leori-Gourhan come rappresentazioni simboliche della dicotomia Maschio/Femmina, piuttosto che ricondurle all’abitudinaria concezione mitico-religiosa.

In Il gesto e la parola, Leroi-Gourhan scuote la ricerca antropologica sostenendo delle posizioni di grandissima innovazione; gli spunti più originali attorno cui ruota l’intera opera sono due: 1) la tesi secondo cui l’uomo non è affatto un “discendente” della scimmia, ma una specie a sè che ha solo delle somiglianze con altre specie - 2) il cervello non è l’organo centrale e fondamentale nella storia dell’evoluzione umana, ma solo “l’inquilino di un corpo”. Il cervello umano si è sviluppato grazie a condizioni corporee e ambientali determinanti, legate alla modalità di approvigionamento del cibo e di perlustrazione del territorio.

Leroi-Gourhan è stato un personaggio sempre molto legato all’attività politica; non è un caso che lui stesso applicasse le sue teorie antropologiche alla sociologia, ripercorrendo le tappe essenziali della civiltà rivelando come sia stata possibile l’affermazione della nostra specie e della nostra cultura.