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Gyorgy Lukàcs: dai primi scritti sull'estetica alla svolta marxista

György Lukàcs de Szeged è stato un filosofo ungherese vissuto dal 1885 al 1971. La sua lunga vita gli ha permesso di produrre una vastità di opere nelle quali ha spesso cambiato prospettive, mettendo[...]



György Lukàcs de Szeged è stato un filosofo ungherese vissuto dal 1885 al 1971. La sua lunga vita gli ha permesso di produrre una vastità di opere nelle quali ha spesso cambiato prospettive, mettendo in discussione il suo pensiero.

Nella sua produzione, la frattura essenziale avviene intorno agli anni ‘20, quando da una visione maggiormente dedicata all’estetica e alla letteratura, senza vincoli ideologici, decide di aderire al marxismo comprendendolo in un’ottica più esistenzialistica ed umanistica, degenerando comunque in una visione dell’arte che dovesse essere controllata in toto dalle istituzioni politiche.

Le prime due opere scritte in epoca giovanile, L’anima e le forme e La teoria del romanzo, riflettono una sensibilità profondamenta tormentata dell’uomo moderno: il tragico si rivela nell’opposizione conflittuale tra individualità e collettività. Nella scissione tra Io e mondo, e perciò tra Io e Senso della vita, si danno le avventure dei personaggi dei grandi romanzi occidentali (primo fra tutti, per Lukàcs, fu il Don Chisciotte).

Gli Dei hanno abbandonato il mondo e sono divenuti “spettatori muti“. Scrive Lukàcs a proposito dell’epoca greca: “Tempi beati: tali, quelli in cui è il firmamento a costituire la mappa delle vie praticabili e da battere, e le cui strade illumina la luce delle stelle. Tutto è nuovo, per essi tempi, e insieme familiare, avventuroso eppure noto. Il mondo è ampio e tuttavia quale la propria casa, chè il fuoco che nell’animo arde è della stessa sostanza delle stelle; nettamente separati son tra loro il mondo e l’io, la luce e il fuoco, epperò mai risultano l’uno all’altro estranei.

La condizione umana moderna è caratterizzata dal vuoto di Senso, dall’assenza del divino e perciò dal tragico; per quetso, il Lukàcs della svolta marxista (l’autore di opere come Storia e coscienza di classe e La distruzione della ragione) può essere letto come il processo spirituale di un autore che dinanzi alle derive del senso nella modernità, ritrova il modo di riconciliarsi col mondo e con l’esistenza attraverso l’adesione al partito e alla lotta di classe.