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La "scommessa" di Blaise Pascal

Blaise Pascal è una delle figure più affascinanti e problematiche della storia del pensiero. Autore vissuto nel ‘600, morto giovane, Pascal è stato in grado di lasciare produzioni di estremo[...]

Blaise Pascal è una delle figure più affascinanti e problematiche della storia del pensiero. Autore vissuto nel ‘600, morto giovane, Pascal è stato in grado di lasciare produzioni di estremo valore nel campo della matematica, della fisica, nonchè della filosofia stessa.

Nella sua opera filosofica più nota, I Pensieri, emerge tutta la sensibilità e la profondità della sua teologia, e del suo combattutto e drammatico rapporto con Dio. Pascal non ha mai sacrificato la sua fede alla razionalità, non ha mai rinnegato il cristianesimo, ma si è relazionato alla religione concependola in tutta la sua terribile portata, non come un’ovvia pratica culturale o antropologica, quanto come un mistero irrisolvibile e agghiacciante.

Pascal sottolineava il paradosso di fondo della fede, e in questo sarà ripreso da Kierkegaard duecento anni dopo; secondo lui, la fede si manifesta come “scommessa”. Diceva Pascal, ammettendo la possibilità che abbiano ragione gli atei, a ciscuno è offerta la possibilità di scegliere: o godersi la vita terrena nella convinzione dell’inesistenza dell’aldilà, oppure sacrificare la vita terrena (relativamente breve) dato che la posta in gioco è etsremamente più pregevole e importante, ovvero l’eternità. Dinanzi a tale scommessa, Pascal ha optato per la via della fede.

L’importanza del pensiero di Pascal e del suo cristianesimo sta nella comprensione di come la fede cristiana, contrariamente dalla convinzione diffusa e dal modo in cui viene vissuta anche oggi, non è solo conciliazione, gioia, speranza; il cristianesimo è intriso di una tragicità di fondo, si fonda sul paradosso dell’esistenza e sul silenzio di Dio che è l’unica condizione della fede. Leggendo Pascal possiamo riscoprire un’altra faccia della fede cristiana, più affascinante perchè consapevole del dramma della vita, intellettualmente più fine ed elevata, piuttosto di quei quattro luoghi comuni e formulette che si insegnano negli oratori e che si recitano in chiesa la domenica.

Tra noi e l’inferno o tra noi e il cielo c’è solo la vita, che è la cosa più fragile del mondo.

Aforismi di Pascal