
Il titolo è ovviamente un paradosso provocatorio, spero possa divenirne chiaro il senso. Pur ammettendo che la Lega rappresenta una delle tante sciagure del nostro triste paese, sempre perchè un pensiero autenticamente fecondo è dialettico per sua natura, bisogna ammettere che la Lega sembra uno dei pochi partiti realmente sensibili alle esigenze del popolo, ancora sorretto da una ideologia forte piuttosto che da vincoli economici o di interesse “classista”; cominciamo col dire che ciò che ho appena sostenuto valeva in larga misura anche per il partito fascista, tralasciando il non trascurabile fattore che il PNF andò al potere con un colpo di stato apporvato dal re. Quello che voglio dire, è che i movimenti politici “popolareschi” e demagogici sono pericolosi, perchè tentano di compiere attività politica e di governare sorvolando sull’intricata rete di questioni che, per forza di cose, esula dal consenso delle persone. Quando poi c’è un malessere diffuso, è quanto di più abietto cavalcare le insofferenze offrendo soluzioni magari pratiche e efficaci, ma di certo moralmente insopportabili e potenzialmene nocive per l’immagine del paese e per i suoi equilibri sociali e politici.
Dovremmo anche accennare al fatto che i sostenitori della Lega, ben ammaestrati in questo dai dirigenti di partito, scambiano la causa con l’effetto: la prosperità del Nord sarebbe a parer loro una palese manifestazione di superiorità e di maggiore progresso e modernizzazione rispetto al Sud, ed è il Nord, con le sue attività commerciali, a sorreggere e a permettere al Sud di sopravvivere. Ma perchè il Sud è un territorio sottosviluppato? Non è forse vero che al Nord per decenni ha fatto comodo la manodopera del Sud, pagata male e spesso in nero (e che oggi la stessa pratica è svolta nei confronti degli extracomunitari)? Non è vero che i grossi evasori fiscali, i bancarottieri, i falsificatori di bilancio, ossia i condonati da Silvio, sono presidenti, manager, maggiori azionisti delle industrie del Nord? Mi auguro veramente che un giorno la secessione avvenga: a quel punto, sarei proprio curioso di sapere dove i manager e i gli aziendalisti del Nord avranno intenzione di smaltire milioni di tonnellate di rifiuti tossici, ora accolti con grande gioia dalle organizzazioni mafiose del sud che stringono rapporti con fabbriche e attività “padane”.
La Padania non esiste; l’unico referente è il territorio geografico della valle padana, che nemmeno coincide in toto col Nord Italia. Il patto della Lega lombarda, stipulato nel medioevo dai principali comuni che si opposero all’invasione di Federico Barbarossa, era un’alleanza legittima di comodo per opporsi a un nemico comune, giammai un abbattimento di confini per l’unificazione politica. A quel punto ci sarebbe stato un fondamento storico per poter parlare di un “Nord Italia” scisso dal resto; ma all’epoca gli interessi erano dei singoli amministratori territoriali, senza la minima volontà di fondersi. Insomma, se la Lega vuole trovare una legittimazione “filologica” e storica (considerando le oscenità che di anno in anno si protraggono in quel di Pontida, oscenità divertenti per lo meno!) dovrebbe promuovere non l’indipendenza del Nord nei confronti del Sud, bensì un ritorno alle sovranità comunali e regionali (che erano spesso e volentieri le une contro le altre). Come noi italiani siamo soliti fare, in occasione della Lega lombarda si è preferito far fronte a un avversario nocivo per tutti, pur confermando, ogni comunità, l’interesse esclusivo per la propria “fetta”.

Alessandro Alfieri








