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L'uomo ridefinito dalla tecnologia

Nel corso del Novecento, specie a partire dalla seconda metà, si è sviluppato un interesse sempre maggiore verso il mondo della comunicazione, dei mass-media e delle più recenti modalità di[...]



Nel corso del Novecento, specie a partire dalla seconda metà, si è sviluppato un interesse sempre maggiore verso il mondo della comunicazione, dei mass-media e delle più recenti modalità di trasmissione e fruizione del sapere. Questa esigenza è sorta dinanzi all’avvento imponente di una molteplicità di mezzi e supporti elettronici che sono stati in grado di sconvolgere la nostra vita, di ridefinire le nostre modalità di percezione e di relazione col mondo.

E chiaro come l’ordine dei problemi in questione sia alquanto ampio: siamo nell’ambito della scienza delle comunicazioni, nonchè della sociologia e dell’antropologia. Ma se la filosofia ha a che vedere col tentativo di comprendere che cosa sia la conoscenza e cosa sia il pensiero, e visto che i nuovi media modificano a fondo le nostre facoltà percettive e di ragionamento, allora la filosofia stessa può relazionarsi al problema come una “meta-riflessione”, ovvero qualcosa che ragiona su se stesso, un pensare il pensiero. Insomma, se siamo all’interno del circolo che rappresenta il problema in questione, si tratta di ragionare sul come ragioniamo, perchè il come ragioniamo è stato determinato nel corso dei decenni dai mezzi e dagli strumenti che adottiamo per vivere. Non ci è possibile trarsi fuori dal circolo, ma è pur vero che ciò che ci distingue dagli altri animali è il fatto di avere coscienza della propria determinazione; soprattutto, la determinazione non è cristallizzata, ma sempre in divenire. Non possiamo decidere di mutare le nostre facoltà interiori con un atto deliberato, è ovvio; ma se tutto partecipa alla trasformazione del nostro Io (più o meno consciamente) in questo tutto c’è anche e soprattutto il nostro riflettere su noi stessi.

In quest’ottica, non è un caso che per diversi decenni la sociologia e la filosofia siano confluite traendo una dall’altra la linfa vitale; a proposito della moderna riflessione sulla società di massa, mi bastera fare il nome della Scuola di Francoforte; particolamrente stimolante è poi il pensiero di Marshall McLuhan, divenuto celebre con la frase Il medium è il messaggio. Per McLuhan, ciò che incide a fondo nella nostra vita, non è il “contenuto” espresso da una dato mezzo di comunicazione (il programma trasmesso in tv, le parole scambiate al telefono…), ma il mezzo stesso è il messaggio principale e maggiormente determinante. La televisione, il telefono, il cinema, col loro solo esistere, col solo essere stati inventati, hanno stravolto le nostra modalità di comportamento, per esempio hanno ridefinito le nostea idee di spazio e di tempo, di rapporto umano, di vita e morte. Questo perchè, per McLuhan, i media sono delle protesi, delle esteriorizzazioni dei nostri sensi, che perciò sono volte a ridefinire l’orizzonte esistenziale di ciascuno di noi. C’è da dire però che il pensatore canadese salutava con favore l’avvento dell’elettronica e dell’elettricità in genere, perchè questa, a sua idea, avrebbe ricondotto l’uomo a una fase tribale, segnata dal rapporto di vicinanza tra persone, a una stimolazione maggiore dell’immaginazione e della creatività.

E’ ovvio che il problema è irrisolvibile: siamo sempre all’interno del cerchio che si intende spiegare dal di fuori, dato che la nostra mente opera sempre attraverso categorie assimilate dall’esterno e perpetuamente riplasmate. D’altronde, è proprio questo che intendeva Hegel quando parlava della celebre “nottola di Minerva”, seppur fosse ancora lontano dalla rivoluzione massmediale a cui stiamo assistendo da ormai un secolo; ovviamente Hegel preferiva parlare di Storia o Spirito, ma non sarebbe un’eresia applicare la sua riflessione a proposito dello sviluppo tecnologico:
Quando la filosofia dipinge a chiaroscuro, allora un aspetto della vita è invecchiato, e, dal chiaroscuro, esso non si lascia ringiovanire, ma soltanto riconoscere: la nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo.