
La meravigliosa notizia della bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale contribuisce a mettere in evidenza veleni, storture, ferite e oscenità che caratterizzano quella mezza specie di paese che persiste nel farsi chiamare “Italia”. Data la mia totale sfiducia nei confronti del paese nel quale vivo, e il mio pessimismo più cupo, mi trovo nel paradosso di “dare retta a Berlusconi” dinanzi al suo delirio vergognoso rilasciato alla notizia della decisione presa dalla consulta.
Berlusconi ha attaccato la Corte, il Presidente della Repubblica, le trasmissioni comiche (??!??!?), in quanto si sono interposti tra lui e la possibilità di fare del paese ciò che vuole, forte del consenso popolare. Innanzitutto, questo rivela, sia per il Presidente del Consiglio, sia per quella massa di sub-uomini che si ostinano a dargli retta, un’ignoranza patologica, una totale mancanza di sensibilità per le faccende dello Stato e una totale assenza di consapevolezza dei fondamenti della Repubblica e dell’ordinamento politico. Il Presidente del consiglio non è il monarca, non è proprietario della nazione, non decide un bel nulla, ma è un impiegato pubblico, un funzionario dello Stato eletto dalla gente per svolgere un lavoro. Le sue decisioni sono subordinate al Parlamento (esso si, sovrano), che ovviamente, dato il principio della maggioranza, è legata direttamente all’esecutivo. Cari zucconi sostenitori di Berlusconi, e convinti che il consenso popolare basti per permettere a lui di fare ciò che vuole, vi farò solo un esempio dinanzi a quanto appena detto: mettiamo che l’esecutivo proponga un decreto per cui il Tesoro dello Stato deve impegnarsi a versare nei conti bancari dei parlamentari 1 milione di euro ciascuno. La votazione passa nelle camere e diventa legge dello Stato. Ci sarebbe il fondamento della sovranità popolare (i deputati e il Presidente del Consiglio sono stati eletti democraticamente!) e le prerogative del parlamento sarebbero state garantite; eppure…
Eppure sarebbe un atto criminale, in quanto contrario ai più basilari principi della Costituzione. La Costituzione segna la cornice, l’impalcatura all’interno della quale può avere senso e sostanza qualsivoglia attività politica. Senza l’istituzione che garantisce il valore della Costituzione, ogni attività politica diviene sconclusionata, senza direzione, sempre legata a impulsi egoistici, mantenendo il fanstasma di una dittatura.
Ma perchè Berlusconi, offendendo il paese, la Costituzione, Napolitano ecc. ha ragione? Il tutto si riassume nella battuta da lui pronunciata ai giornalisti: Viva l’Italia, viva Berlusconi!
Ebbene si, l’Italia come la ricordate è scomparsa; quando parliamo di Italia oggi parliamo dell’Italia di Berlusconi, dell’Italia che vota Berlusconi, fatta di gente celebrolesa ormai travolta dall’insignificanza, gente che si trova in tale condizione per merito dello stesso Berlusconi e delle sue televisioni. Che cosa possiamo aspettarci da questo paese? Non è forse vero che dato lo stato generale delle cose, le condizioni sociali e politiche nelle quali ci ritroviamo, sarebbe ben più logica l’instaurazione di un autoritarismo autentico e l’abolizione di ogni altro organo politico che non sia quello di Berlusconi? Disprezzare Berlusconi significa disprezzare l’Italia, di questo bisogna prenderne atto…speriamo solo che questo cancro abbandoni il corpo malato prima che esso muoia, ma per riportare in vita questo questo corpo il percorso sarà lungo e complicato.

Alessandro Alfieri









Ul dutur
17 Dec 2010 - 11:15 - #1Il solito accumulo di parole inutili da parte del solito inutile giornalistucolo rosso…
Avete perso ancora!!
Fai un altro giro di filo sulle pezze che hai attaccate sul sedere, per voi barboni da mangiare non ce n’è!
Ti rode eh?????? FORZA SILVIO E UMBERTO, la gente con un po’ di sale in zucca (e di grana in saccoccia)è con voi..