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Vasco: il culto per la logica dell'identico

Idolatrato dalla folla, acclamato dalla stragrande maggioranza dei giovani come profeta, come mentore assoluto (al quale è stato attribuito l’appellattivo mai così inadatto di[...]



Idolatrato dalla folla, acclamato dalla stragrande maggioranza dei giovani come profeta, come mentore assoluto (al quale è stato attribuito l’appellattivo mai così inadatto di “poeta”), Vasco Rossi è un caso esemplare di fenomeno-personaggio che apparentemente, attraverso la sua facciata esteriore, pare quanto di contrario alle condizioni del sistema vigente, ma che sotteraneamente, anche inconsciamente, partecipa al Male integrandosi perfettamente alle sue dinamiche sociali e culturali. Il fatto che Vasco “parli alle folle”, e che lo faccia con un linguaggio simile al suo, arrivando a un numero imprecisato di persone (come nessun altro ha mai fatto), non gli garantisce una positività e una legittimità assolute. Definire Vasco il più grande, perchè “lo conoscono tutti”, perchè “le sue canzoni le hanno ascoltate tutti anche solo una volta”, perché “le sue frasi sono scritte sulla maggior parti dei diari” delle ragazzine e dei ragazzini del liceo, è un gravissimo errore, e spiegherò il perchè. Per iniziare, mi basterà dire che questa “logica di legittimazione” è la stessa sventolata prepotentemente con insistenza da Berlusconi e da tutta la sua cricca. La maggioranza non decrerta una valore, mai! Molto spesso, anzi, sancisce le condizioni del Male perpetuato, e perciò si rovescia nel disvalore integrato nel pensiero massificato e nel livellamento culturale.

La massa impressionante di fan e stimatori di Vasco apprezzano in lui loro stessi, ovvero il mantenimento dell’identità personale e collettiva che ha permesso al nostro paese di andare allo sfascio. Probabilmente Vasco non è solo l’espressione e l’interprete di una sensibilità e di una psicologia collettiva, ma è lui stesso fautore del mondo che ci ritroviamo a vivere oggi (perciò è doppiamente colpevole: colpevole di reiterare le condizioni attuali, e colpevole di esserne il maggiore responsabile). Vasco, come Berlusconi, ha determinato le condizioni del suo successo, istituendo l’orizzonte di senso (claustrofobico e senza uscita) all’interno del quale, anno dopo anno, tautologicamente, si ri-conferma sovrano assoluto. I suoi amorevoli sostenitori non hanno per la maggior parte alcuna coscienza di cosa sia la musica, e perciò stesso l’arte; si chiudono nella tautologia di ciò che stanno ascoltando, e perciò rivendicano l’identità imperante della propria soggettività senza alcuna disponibilità al “nuovo”, al “mutamento”, alle “esperienze innovative” che sole potrebbero frantumare l’ordine vigente del “sempre uguale”. Fredric Jameson in Firme del visibile afferma che “[…] quel singolo brano pop, per mezzo della ripetizione, diventa inavvertibilmente parte del tessuto esistenziale della nostra vita, così ciò che ascoltiamo siamo in realtà noi stessi, o meglio il nostro proprio ascolto precedente.

Questo per dire come l’ “apparente bellezza” che i più riscontrano nei pezzi di Vasco ha a che fare principalmente col fatto che in realtà stiamo ascoltando ciò che appartiene “già” al nostro tessuto esperenziale e emotivo. E’ il riproporsi del cricuito del “già detto”, “già fatto”, e la canzone di Vasco sfrutta subdolamente il godimento generato da un sentimento di “partecipazione”, di “familiarità” e di “condivisione” che appartengono al Male assorbito da ognuno degli ascoltatori dall’esterno, incamerato e fatto proprio nelle modalità di pensiero, nelle (in)capacità riflessive e nella prassi di attribuzione di valore alle cose. Vasco deve alle TV, ai giornali, alla pubblicità, alle radio il suo successo infinito, perchè non viene concessa la possibilità di ascoltare e fruire qualcosa di diverso. E’ perfettamente integrato nella logica dell’identico, perchè lui stesso impone tanto l’oggetto del culto, quanto il criterio per ritenerlo migliore di altre cose. Per dirla in altre parole, il pressappochismo formale e artistico, la mancanza di “classe” e “stile”, la “sgrammatizzazione” più becera sono all’origine dei nostri problemi attuali, politici, sociali e culturali, mentre appaiono agli occhi degli ingenui come tentativi di “emancipazione” e come garanzie di “autonomia” dal potere.

Vasco Rossi rappresenta allegoricamente tutto ciò che di Male hanno generato gli anni ‘80: il culto dell’arroganza, l’ignoranza e la trascuratezza elargite a valore, la convinzione che la logica del “duro” fosse adeguata per ergersi contro il sistema dominante. Come diviene palese nel corrispettivo americano di Vasco, ovvero nei Guns’n'Roses, si è creduto negli anni ‘80 che la formula migliore di opposizione al dominio fosse quella di rinunciare alle caratterizzazioni proprie di esso, e queste caratterizzazioni furono rintracciate nella “cultura” e nella “conoscenza”. Addirittura al di là della concezione di “cultura alta” e “bassa”, la nuova generazione si rifiutò di avvicinarsi anche approssimativamente all’arte, alla comprensione critica, allo studio, convinti che tale approccio ostentasse una mancata-omologazione. Alla conoscenza e alla volontà di comprendere criticamente il mondo attraverso lo studio, si sostituì un “I don’t care” ereditato dal punk inglese, così come dall’esperienze inglesi della fine degli anni ‘70 si ereditò il culto delle droghe sintetiche, la logica dello “sballo” e il menefreghismo edonisitico. Ma, mentre il punk mantenne ferma la sua netta avversione allo status quo, dato che era nel suo stesso concetto l’impossibilità di essere assorbito da esso (tanto esteticamente quanto stilisticamente e formalmente), con Vasco fenomeno e mercato fanno tutt’uno. Diviene l’autore più seguito e stimato dai giovani, che ne apprezzano il rifiuto della serietà, il culto del “popolare” inteso come “mantenimento dell’ignoranza”. In questa maniera il sistema vigente trova la maniera più adatta per proseguire il suo inarrestabile cammino, perchè ha generato esso stesso un’apparente forma di “opposizione” perfettamente controllata. Oltra a incentivare il mercato, Vasco contribuisce a mantenere intere generazioni nell’ignoranza e nel rifiuto della scoperta del nuovo, e nella convinzione che il modo migliore di relazionarsi alla vita sia fregarsene di comprendere il mondo.

Gentili lettori, vi preghiamo di mantenere toni civili in questa conversazione vivace nata da un intervento corposo. Segnaliamo che al commento 22 potete leggere una risposta “ufficiale” dello staff di Vasco, che ringraziamo per la partecipazione da pari a pari nel vero spirito di un web libero e intelligente.

Commenti dei lettori

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  • emilia

    03 Dec 2009 - 19:27 - #1
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    Vasco non è solo un Poeta, è anche un Filosofo!
    chi come lei dice determinate cose è perchè evidentemente non capisce i suoi testi!
    se vuole posso tradurli in latino… se le è più familiare una lingua morta!

    a Vasco basta poco per esprimere ciò che vuole dire, lei invece ha bisogno di un testo molto lungo! rifletta… e ascolti l’ultima canzone uscita, parla proprio della gente come lei! la canzone è “ho fatto un sogno”!
    le auguro di riuscire a capire le parole di vasco… ma potrà farlo solo se uscirà dalla gabbia dei suoi pregiudizi!

    Vasco… un uomo che riesce a far venire i brividi a milioni di persone!

    emilia

  • lya77

    03 Dec 2009 - 19:30 - #2
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    …siamo un Paese di santi, poeti, navigatori e….filosofi ovviamente…soprattutto in questo periodo di crisi lavorative…molti non hanno da fare nulla di meglio che…fare i filosofi…..peccato che le loro elucubrazioni portano a risultati quali “la scoperta dell’acqua calda”…banalità a go go e per giunta destituite di fondamento…..purtroppo internet è così…per 5 minuti di gloria sul web, si scrivono stupidaggini…..

  • emilia

    03 Dec 2009 - 19:33 - #3
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    “Meglio rischiare che diventare come quel tale… quel tale… che scrive sul giornale” ahahahahahah siete davvero tanti… lei è solo un altro nantas salvalaggio!

    Vasco vive anche di voi, ma non l’avete ancora capito!

    Ti amo Komandante!

  • Simo83

    03 Dec 2009 - 19:52 - #4
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    Vale di più la laurea di Vasco della tua..
    Senza parole.

  • dodododo

    03 Dec 2009 - 19:58 - #5
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    malattia mentale???…..peccato che in Italia l’eutanasia sia vietata…..carissimo Alessandro Alfieri…..
    Vasco sei nella mia anima e nel mio cuore!!!

  • Ciroloide

    03 Dec 2009 - 20:38 - #6
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    Vasco non è un poeta?
    Hai mai letto il testo di toffee?
    poche parole che riescono ad evocare la complicità è l’intimità di una coppia, sfido chiunque a farlo.

    Per il resto puoi speculare quanto vuoi… in fondo tutti facciamo parte di un sistema volenti o nolenti.

    Ciroloide

  • Luca1976

    03 Dec 2009 - 21:45 - #7
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    Alessandro Alfieri: Ovvero Il culto dello scrivere il nulla…almeno paga l’inchiostro e scrivi a penna…ma vai a lavorare va!

  • Artemisio

    03 Dec 2009 - 23:07 - #8
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    Ma l’abuso dei puntini di sospensione sono un refuso culturale dovuto alla profonda stima che nutrite per quel sacco di adipe con gli occhiali?

    No dai, scherzo. E’ un vero poeta. Riesce ad emozionare senza aver mai fatto uso di un congiuntivo. Io non ci riuscirei, avrei bisogno di ricorrervi, a volte, ma a lui nah! a lui non credo che serva.

    Comunque fate un piccolo sforzo: tre puntini seguiti dallo spazio, così [… ]. Ma esistono anche altri segni di interpunzione, mi preme ricordarvelo: usateli! O pensate, subordinatamente al sostrato intellettivo alla base dei vostri pensieri - che permeano la bassezza semantica di Vasco Rossi di una placenta di idolatria mefitica -, che non occorrano?

  • Artemisio

    03 Dec 2009 - 23:09 - #9
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    Comunque, con chi pensa che Alessandro Alfieri debba andare a lavorare, sono assolutamente d’accordo.

  • tenerone

    03 Dec 2009 - 23:22 - #10
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    alessandro alfieri…e chi è costui?

  • Maurino

    04 Dec 2009 - 00:57 - #11
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    Se cercava un modo per farsi notare l’ha trovato…
    I miei complimenti.
    Cordiali saluti

    P.S. ci sono 2 parole per lei sul sito ufficiale di colui che “partecipa al Male”..

  • ...gabry!!!!

    04 Dec 2009 - 01:05 - #12
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    Vasco fa il suo lavoro in maniera eccellente…basta guardare la concentrazione di persone che popolano ogni volta i suoi concerti…e i milioni di dischi che vende…ma purtroppo c’è sempre qualkuno pronto a giudicare il lavoro degli altri,senza farsi un proprio esame di coscienza…ho sempre creduto che chi critica,o nn ha un caSSo da fare tutto il giorno…oppure vorrebbe essere dannatamente come te…!!!
    Io spero che il nostro komandante nn legga mai qst articolo…nn vorrei che sprecasse neanche un secondo della sua vita dietro qst cavolate…
    sei una meraviglia in tutto ciò che fai Vasco…ti adoro

  • Paolo Fiorucci

    04 Dec 2009 - 01:37 - #13
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    Ahahahahahaha!
    @Emilia:Vasco è un filosofo, a lui bastano poche parole. Checco Zalone ha capito perfettamente la sua poetica del niente, basta andare su youtube, non servono traduzioni in latino.
    @lya77: penso ci voglia molto coraggio a fare il filosofo in Italia nel 2009. anzi no, ci vuole molto più coraggio ad ascoltare il nulla reiterato delle canzoni di Vasco.
    @Simo83: complimenti per la mole degli argomenti forniti per affermare che la laurea di Vasco vale più di quella di chi scrive. Sei riuscito in un’impresa, è già un’impresa titanica affermare che la laurea di Vasco valga, addiritura per te vale più di altri! Bella presa per il culo per chi la laurea se l’è sudata.
    @dodododo: peccato che in Italia l’eutanasia sia vietata.
    @Ciroloide: bello il testo di Toffee. Il diario di una quindicenne Amicidimariadefilippidipendente è più poetico.
    Finisco con una nota del filosofo Ugo Fantozzi: per me… Vasco Rossi… è una cagata pazzesca!!!
    Complimenti, Alfieri, continui così.
    Paolo Fiorucci,
    cantautore.

  • Paolo Fiorucci

    04 Dec 2009 - 01:50 - #14
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    George Orwell su Vasco Rossi:

    “Proprio sotto la finestra qualcuno stava cantando. Tenendosi dietro la tendina di mussola, Winston guardò giù in strada. Il sole di giugno era ancora alto nel cielo e nel cortile pieno di luce un donnone mostruoso, solido come una colonna normanna, i poderosi avambracci arrossati e un grembiule di tela di sacco gettato alla meglio attorno ai fianchi, faceva la spola fra una tinozza per il bucato e una fune tesa, mettendo ad asciugare una quantità di straccetti bianchi e quadrati nei quali Winston riconobbe dei pannolini. Tutte le volte in cui non aveva la bocca piena di mollette, la donna cantava con poderosa voce da contralto:

    “Era soltanto una speranza vana
    e se ne andò come un giorno d’aprile,
    ma uno sguardo e una parola
    e i sogni che mi fanno sognare
    mi hanno rubato il cuor!”

    Da diverse questo motivo era diventato, a Londra, un’autentica persecuzione. Si trattava di una delle innumerevoli canzoni, tutte dello stesso genere, messe in circolazione a beneficio dei prolet da una sottosezione del Reparto Musica. Le parole non erano opera di esseri umani, ma di un macchinario detto versificatore, però la donna le cantava in maniera così intonata da rendere quella porcheria quasi piacevole”.

  • ...gabry!!!

    04 Dec 2009 - 09:13 - #15
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    Paolo Fiorucci cantautore????e che canta…anzi che scrive????booooo…invece di scrivere ste caSSate pensa a te e alla tua carriera…esercitati a scrivere qualke paginetta…magari ti riesce qualke ritornello discreto…impara dal capo…

  • MAWA

    04 Dec 2009 - 09:24 - #16
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    Ascolti sig. Alfieri di cognome e nessuno di nome. Il fatto che a lei Il sig. VASCO ROSSI non piaccia io lo posso anche comprendere perchè, essendo io una persona intelligente, non mi permetto di giudicare i pareri altrui cosa che fa parte anche della buona educazione , perchè il fatto che uno abbia una laurea puo voler dire avere un bagaglio di conoscenza in + ma non include x forza l’avere il buon senso. Specialmente poi se un laureato qualsiasi si mette a giudicare persone importanti. Così importanti che hanno segnato il tempo, la storia , il cuore e, ovviamente, la vita delle persone perchè alla fine dei conti non è un parere scritto su un blog sconosciuto che farà la differenza ma sicuramente la gente che lo leggerà si renderà conto della pateticità in questione. Ma allora, cosa è + patetico? il nostro grande infinto amore x VASCO o il suo parere scritto x un po di pubblicita e notorieta in + ?? Lascio a lei, che è laureato, la risposta.Non si offenda perchè non era mia intenzione farlo. Cio che le volevo far capire è che Vasco è molto più di una semplice “facciata esteriore” VASCO è DENTRO E TUTTO ATTORNO, VASCO è VASCO. PUNTO.

  • Paolo Fiorucci

    04 Dec 2009 - 11:36 - #17
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    Gabry, non ambisco a ritornelli come il tuo capo, né a entrare nell’i-pod di gente che quando scrive usa le “k” al posto di “ch” e che abusa dei puntini di sospensione (a proposito, se ne mettono tre, dopo va lo spazio e la parola che segue ha la maiuscola. Però se il capo usa i puntini………………………………………………………………………………………. (bastano o ne metterebbe qualke altro?)

  • busbi

    04 Dec 2009 - 12:04 - #18
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    Alfieri, l’Omer Simpson italiano.
    Non c’è un suo articolo che non mi faccia sganasciare dalle risate e questo è l’apoteosi. Forse i laureati di filosofia si vergogneranno ad avere un “collega” così ma non ci si può fare nulla … :)
    Tutto sommato anche un certo Buttiglione è filosofo :D

  • busbi

    04 Dec 2009 - 12:12 - #19
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    Sig. Fiorucci cantautore …
    Perchè tanto astio verso un suo collega? Solo perchè ha avuto successo o solo perchè non le piace?
    Vogliamo allora aprire un post per ogni cantautore famoso?
    Molti si salverebbero ma poi alla voce Gigi D’Alessio, Tiziano Ferro ecc… diventano indifendibili :)
    Ma parliamo sempre di gusti ed io non voglio diventare famoso per merito di post indecenti contro qualcuno, tutto qui.

  • Paolo Fiorucci

    04 Dec 2009 - 12:27 - #20
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    Sig. busbi, soltanto perché non mi piace e mi riconosco in molte frasi che si trovano nell’articolo Alfieri. Spesso si dà a Vasco quel che non è di Vasco. E che non apparterrebbe a me, beninteso, ma a colleghi cantautori quali Max Manfredi, targa Tenco come disco dell’anno, sbaragliando la concorrenza di cantautori rispettabilissimi come Capossela o Fossati. La ringrazio del commento, Lei a differenza di tanti fan di Vasco è stato educato, ed ha fornito argomenti a supportare le sue tesi.
    Ce ne fosse di gente così.
    Buona giornata

    Paolo

  • Ciroloide

    04 Dec 2009 - 12:35 - #21
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    @Fiorucci
    Non ho mai letto il diario di una 15enne, ne guardato gli Amici di Maria de Filippi, ma la vedo così esperto che immagino sia una delle sue letture preferite dalla quale trova spunto per i testi delle sue canzoni scritte in italiano corretto e sicuramente molto più emozionanti di quelle di Vasco. Sarei curioso di leggere qualcuna delle sue canzoni potrei ricredermi. Per quanto riguarda toffee se lei non ci trova nulla mi spiace.

  • Tania Sachs

    04 Dec 2009 - 12:45 - #22
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    Alessandro Alfieri…chi??

    Mi sono imbattuta per caso nel suo pezzo su GuideSupereva.it (..ma sono a pagamento quegli spazi?..) mi sono informata su chi fosse lei, due righe di presentazione: 27 anni, laureato in filosofia all’università La Sapienza di Roma, esperto di cinema, ha scritto anche un saggio ”Dogville. Della mancata redenzione” e ha fondato la testata online www.ipercritica.com. Ho notato infine che oltre a Vasco, ci sono altri suoi scritti di elevata rilevanza socio culturale filosofica: “Antonella Elia ci è o ci fa?”, “883, specificità metariflessive degli anni 90”, “Lo sbadiglio, il mistero dell’essere con gli altri”, “Fabrizio Corona e il disprezzo reciproco”….Avanti cosi e il prossimo quesito esistenziale sarà: gelato: cono o coppetta?’..

    E’ notte, ho un po’ di tempo da perdere, alla televisione c’è ancora Vespa con i suoi soliti ospiti…per quello che ho da fare..decido di risponderle!
    Vasco: Il culto per la logica dell’identico…già il titolo…
    Cominciamo dalla grammatica, il suo pezzo lascia veramente a desiderare in fatto di italiano, proprio lei che parla di sgrammatizzazione è davvero imbarazzante leggere quanti errori ci sono nel suo scritto.
    Entriamo ora nel merito:
    “poeta” non è una definizione che si è dato Vasco, così lo ha chiamato, credo per prima, Fernanda Pivano, personaggio, lei concorderà spero, al di sopra di ogni sospetto. Intendendo attribuirgli il merito di saper comunicare emozioni con le sue canzoni.
    Ciò premesso, la sua teoria secondo cui chi raggiunge il successo e la fama è “dentro il sistema” è un po’ obsoleta. L’eterno dilemma: dall’underground alla popolarità, se milioni di persone lo riconoscono, lo seguono, lo amano significa che..sbagliano? Tutti cretini o ignoranti?
    Colpa di Vasco, non merito delle sue canzoni che sono penetrate nel cuore di centinaia di migliaia di persone….Lui l’ha voluto quindi lui è colpevole!..strani ragionamenti, ah! La filosofia…
    Assiomi secondo me profondamenti sbagliati e lo si evince da frasi del tipo “apparentemente la sua facciata esteriore (?!?..è un edificio???) pare quanto di contrario alle condizioni del sistema vigente (..quale sistema mi scusi???) ma che sotterraneamente, anche incosciamente partecipa al Male (…Male!?!) integrandosi perfettamente alle sue tematiche sociali e culturali (..del Male??..povero italiano!)

    E’ sicuro di non essere alla ricerca di una qualche notorietà facile scrivendo queste assurdità? Sicuro di non voler partecipare al..grande male..con frasi astruse e prive di significato vero? E per arrivarci prima usa come scorciatoia il nome di Vasco Rossi perché di sicuro richiamo, e in fondo che male c’è, si parla di musica ..non si fa del male ai veri potenti, è rock…l’arte più povera e bistrattata. Ma funzionale al suo caso.

    Prosegue con il paragone (assurdo per tempi e modi se non altro) Vasco come Berlusconi asserendo che “la maggioranza non sancisce un valore, mai. Molto spesso anzi sancisce le condizioni del Male perpetuato, e perciò si rovescia nel disvalore integrato nel pensiero massificato e nel livellamento culturale”. Cioè a dire ????
    Anche io faccio parte (come lei d’altronde) della massa ma non mi sento affatto così, anzi trovo che mi stia offendendo..
    Oltretutto seguo Vasco da sempre e sono orgogliosa di identificarmi in tutto quello che canta senza per questo sentirmi culturalmente handicappata. E non mi dica ora che essendo io una donna, appartengo a una razza inferiore. Filosoficamente parlando..

    Le consiglio di ascoltare un po’ di canzoni di Vasco Rossi, di ascoltarle con l’udito e con il cervello e con il cuore, le farebbe bene sa?
    Ritengo inoltre di doverla informare che Vasco non ha niente a che fare con il frutto degli anni ’80, lui a quell’epoca muoveva i primi passi nella musica nell’indifferenza dei più..Erano in pochi quelli che lo stimavano come novità, la maggioranza pensava che fosse un caso e che sarebbe morto presto. Mi spiace per voi, questo non si è accaduto, ed è forse questo che gli rimproverate? Con estrema coerenza (e pazienza) ha continuato il suo percorso artistico e umano e, battaglia su battaglia, ha vinto una guerra! Quella dei pregiudizi soprattutto (ma quelli non muoiono mai, noto..). E oggi ha un pubblico vastissimo che segue i suoi cambiamenti e le sue crescite (dà fastidio, eh?..pazienza ce ne faremo una ragione!). A 57 anni è un uomo consapevole e sereno, non è rimasto imbambolato nelle sue convinzioni giovanili ma è cresciuto e nelle sue canzoni si riflette quello che vede oggi, nel mondo, nella società cosiddetta civile. Che non è un gran bel mondo, ahinoi, l’artista tuttavia può solo prenderne atto, fotografa e racconta, non dà mai soluzioni perché questo non è il suo compito! La politica deve tutt’al più cercare e proporre delle soluzioni, dare degli esempi positivi di comportamento!

    Non si erga, per favore, a predicatore, ringrazi la democrazia che le offre la possibilità di una vetrina per le sue esibizioni di cui francamente non sentiamo alcun bisogno.
    Concludo confermandole che SI’ noi ci identifichiamo con quello che canta Vasco e nei suoi messaggi subliminali, primo fra tutti: di non credere a tutto quello che ci vogliono far credere (i tipini saccenti, come lei) ma di tenere sempre gli occhi bene aperti e i piedi ben saldi per terra. E di sognare, di sperare perché “domani è un altro giorno…arriverà”, possiamo sempre credere nel cambiamento cominciando soprattutto da noi stessi. E, ancora, di essere tolleranti!
    Se questo significa contribuire al Male ed essere integrati nel sistema, allora ok ci stiamo dentro!
    Le faccio notare infine che sappiamo benissimo riconoscere la malafede “sotterranea” di chi gioca nel torbido, come fa lei caro signorino.
    E, per favore, “ se c’è qualcosa che non va, dillo alla luna..”, non attribuisca a Vasco di essere “ lui stesso il fautore del mondo che ci ritroviamo a vivere (..chi è, Dio????) e perciò doppiamente colpevole: colpevole di reiterare le condizioni attuali e colpevole di esserne il maggior responsabile”…Ma si rende conto di quello che dice? ..E l’italiano, per carità, l’italiano..questa lingua sconosciuta..
    Per il resto, prendo frasi a caso del suo scritto: “mancanza di classe e di stile, la sgrammatizzazione più becera sono alle origine dei nostri problemi attuali, politici, sociali e culturali, mentre appaiono agli occhi degli ingenui come tentativi di “emancipazione” e come garanzia di “autonomia” dal potere”………Ha fatto il suo autoritratto!

    Sicuro di aver preso la laurea?..poveri noi, c’era già la Gelmini allora…

    Tania Sachs

  • SUCA

    04 Dec 2009 - 12:50 - #23
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    ma voi rispondete ancora?

    ma lasciatelo perdere per piacere…
    l’ennesima “persona” che cerca di far soldi attirando su di se l’attenzione.
    E cosa c’e’ di piu’ semplice se non attaccare Vasco?

    Arrivederci “Signor” Alfieri.

    PS provi a guardare un po’ chi era Nantas Salvalaggio…

  • Paolo Fiorucci

    04 Dec 2009 - 13:04 - #24
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    @Ciroloide: se sei curioso puoi ascoltare alcune mie canzoni su www.myspace.com/paolofiorucci.
    Non so se siano più emozionanti di quelle del Maestro. Ti assicuro però che lì l’italiano è corretto. Poi mi fai sapere il nesso fra i miei testi e quelli del diario di una quindicenne amica di Maria De Filippi (esempio che avevo fornito soltanto perché “Toffee” - da te citata come prova di un minimalismo tanto efficace quanto inarrivabile - mi ricorda quella “scuola di pensiero”).

  • Profilo di daphne.1983

    daphne.1983

    04 Dec 2009 - 13:41 - #25
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    Sul fatto musicale la questione rimane opinabile. A mio parere non sopporto vasco, nè la sua musicalità, nè i suoi testi (da scettica li ho letti praticamente tutti), non ci trovo nè poesia nè null’altro, è alla stregua della media dei cantatutori italiani ripetitivi e noiosi, la distinzione a primo ascolto di questa o quella canzone mi risulta difficile vista la ripetitività degli “eeeehhh” o “ooooh”.
    Per me la poesia è ben altra cosa, Jim Morrison lo era o Ian Curtis, o comunque artisti di ben altro calibro.
    La semplicità che avvolge Vasco e il potere di comunicazione sono ciò che fanno di lui uno strumento diretto di colloquio con la massa.
    Purtroppo la gente fatica a ricercare generi musicali ( ma il discorso si potrebbe allargare in molti altri settori) che siano davvero da capire.
    Così come il cinema d’autore rimane di nicchia, si potrebbero fare altri mille esempi.
    Ritengo che ciò che fa “massa” e ottenga il consenso non sempre sia ciò ce “è giusto” (vedi recenti scandali politici), semplicemente ci sono persone con grandi doti comunicative, e le “storielle” dei testi dei nostri cantautori, in particolare Vasco, raccontano la storia di ciò che siamo, è quindi plausibile che sia l’esperienza nostra più diretta, e quindi la scelta semplice.
    Abbiamo al mondo milioni di fedeli islamici, buddisti, cattolici…allora dobbiamo ricercare il gruppo di fedeli + nuemroso per sare quale religione sia la migliore? Dubito….si sceglie sempre la + affine per cultura o per ambito sociale nel quale si cresce, ed ecco fatto.
    Un grande comunicatore, che ci parla di noi e per noi e tutti a idolatrarlo.
    Ma sarebbe ora di guardare un po’ aldilà del nostro naso senza continuare a vivere in funzione di ciò che è + semplice o propinato in continuazione.

  • imp88.....

    04 Dec 2009 - 13:46 - #26
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    fiorucci ma stai zitto!!!

  • imp88....

    04 Dec 2009 - 13:51 - #27
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    daphe e tu altrettanto….se jim morrison è un poeta io sn schumacher…e poi fai certi paragoni assudi….leggiti il commento di tania sasch e poi parla….

  • Profilo di daphne.1983

    daphne.1983

    04 Dec 2009 - 13:59 - #28
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    l’ho letto eccome il commento di tania, l’ho letto prima degli altri.
    se tu sei schumacher, buon x te, avrai 1 sacco d soldi, ma ti assicuro che la poesia è ben altra cosa. I paragoni sono volutamente forzati, ma è sicuramente vero che ascoltare Vasco è sicuramente + facile e commerciale rispetto a gruppi o artisti che la musica la fanno davvero.
    Il mio discorso è che se la massa lo segue non per questo la sua musica è poesia o bella o lui qualcosa di positivo, è solo qualcosa in cui ci rispecchiamo.
    Anche io non nego di ascoltare cose commerciali come Ligabue, parla di fossi, di vino e di amici e mi ci rispecchio in pieno, mi piace, ma non posso dire che è bravo in assoluto.
    Purtroppo chi segue Vasco non sa essere critico con sè stesso e continua le sue battaglie ideologiche del vsco o nient’altro. Mi spiace per questa fissazione e chiusura mentale.
    Mio papà lo ascolta, da sempre, ma sa essere critico, eppure è degli anni ‘60 e sa che la musica dei deep Purple o dei Dire Straits è tutta un’altra cosa. ascolta Vasco perchè comunque è orecchiabile e semplice. E c’è una bella distinzione

  • Paolo Fiorucci

    04 Dec 2009 - 14:00 - #29
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    Imp88, il tuo problema è proprio il silenzio. Intimi al silenzio e rimandi alle parole di qualcun’altro (Vasco o Tania Saschs nella fattispecie). Quando cominci a pensare con la tua testa fai un fischio.

  • Paolo Fiorucci

    04 Dec 2009 - 14:06 - #30
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    O, visto che ti piacciono le parole dei “profeti”, ascolta e leggi il testo di questa canzone, che parla anche di te:

    The sound of silence

    Hello darkness my old friend,
    I’ve come to talk with you again
    Because a vision softly creeping
    left it’s seeds while I was sleeping
    And the vision that was planted in my brain
    still remains, within the sounds of silence

    In restless dreams I walked alone,
    narrow streets of cobblestone
    ‘neath the halo of a streetlamp
    I turned my collar to the cold and damp
    when my eyes were stabbed by the flash of a neon light
    split the night… and touched the sound of silence

    And in the naked light I saw
    ten thousand people maybe more
    people talking without speaking
    people hearing without listening
    people writing songs that voices never share
    noone dare, disturb the sound of silence

    Fools said I you do not know,
    silence like a cancer grows,
    hear my words that I might teach you
    take my arms that I might reach you
    but my words, like silent raindrops fell…
    and echoed the will of silence

    And the people bowed and prayed,
    to the neon god they made
    And the sign flashed out its warning
    in the words that it was forming
    And the sign said, “The words of the prophets
    are written on the subway walls, and tenement halls
    and whisper the sounds of silence.

    Testo della canzone (traduzione italiana)

    Il Suono del Silenzio

    Salve oscurità, mia vecchia amica
    ho ripreso a parlarti ancora
    perché una visione che fa dolcemente rabbrividire
    ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo
    e la visione che è stata piantata nel mio cervello
    ancora persiste nel suono del silenzio

    Nei sogni agitati io camminavo solo
    attraverso strade strette e ciottolose
    nell’alone della luce dei lampioni
    sollevando il bavero contro il freddo e l’umidità
    quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon
    che attraversò la notte… e toccò il suono del silenzio

    E nella luce pura vidi
    migliaia di persone, o forse più
    persone che parlavano senza emettere suoni
    persone che ascoltavano senza udire
    persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
    e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

    “Stupidi” io dissi, “voi non sapete
    che il silenzio cresce come un cancro
    ascoltate le mie parole che io posso insegnarvi,
    aggrappatevi alle mie braccia che io posso raggiungervi”
    Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia,
    e riecheggiarono, nei pozzi del silenzio

    e la gente si inchinava e pregava
    al Dio neon che avevano creato.
    e l’insegna proiettò il suo avvertimento,
    tra le parole che stava delineando.
    e l’insegna disse “le parole dei profeti
    sono scritte sui muri delle metropolitane
    e sui muri delle case popolari.”
    E sussurrò nel suono del silenzio

  • kiara

    04 Dec 2009 - 14:40 - #31
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    pienamente d’accordo sul pezzo! ma quale filosofo e quale poeta vasco è solo la musa per quelle persone deboli e prive di obiettivi inneggiando in una vita spericolata ecc…ma cosa ma perchè…inoltre sono d’accordo nel non voler e assolutamente dover mettere sullo stesso piano jim morrison e vasco. ma davvero non dai il senso e il giusto peso alle parole vasco ripete sempre gli stessi concetti aggiungendo ad ogni canzone qualche urletto qua e là per farla sembrare una novità,quindi vi preego prima di parlare riflettete bene

  • ...gabry!!!

    04 Dec 2009 - 14:55 - #32
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    paolo fiorucci
    Eviterò di usare i puntini di sospensione,e la ‘k’ al posto di ‘ch’,a gente così lontana dal mondo giovanile e attuale potrebbe dare giustamente fastidio.
    Vasco, già all’inizio della sua carriera è stato molto attaccato da persone incredule o meglio invidiose.
    E’ riuscito ad avere il consenso di pochi,di tanti,di molti…di TROPPI!
    Sarà forse colpa del suo modo di comunicare?
    Oppure delle sue così splendide parole che toccano il cuore,l’animo e i sogni?
    Guardi sig.Fiorucci,non sono riuscita a rispondermi,forse perchè non sempre c’è una sola risposta!
    L’unica cosa che so,e sono fiera di dirlo anzi vorrei proprio URLARLA,che il komandante(questa volta mi permetta la ‘K’)riesce a farmi spiccare il volo,mi solleva,permettendo alle emozioni di invadere la mia anima!
    E quando sono in un suo concerto?
    Sento il mio cuore vibrare a ritmo della sua musica.
    Non sono chiusa di gusti musicali,pronta ad ascoltare tutto,ma fino ad ora nessuno MAI è riuscito neanche ad avvicinarsi minimamente alla musica che Vasco compone.
    Auguro anche a lei di diventare famoso,e di riuscire a toccare il cuore di tanti.
    Ce ne fossero di Vasco in giro.

    …Gabry!!!

  • Paolo Fiorucci

    04 Dec 2009 - 15:22 - #33
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    Gabry, sono contento che tu abbia una passione così forte. Ho anch’io delle passioni - pur essendo lontano dal mondo giovanile, colpa dei miei 25 anni, credo -, so cosa significa.
    Spero che un giorno tu possa provare le stesse emozioni che provi quando ascolti Rossi, magari ascoltando dell’altro - ce n’è di buono, te l’assicuro. Se può interessarti ti faccio un paio di nomi, se hai dieci minuti cerca i brani su youtube e ascoltali, giusto per avere un punto di vista altro.
    Piji, Pungiball
    Marco Ongaro, Ginevra
    Max Manfredi, Il regno delle fate

    Ti auguro una buona giornata,

    Paolo

  • ACiroloide

    04 Dec 2009 - 15:40 - #34
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    @ PaoloFiorucci
    Ho ascoltato le tue canzoni: non male.
    A parte “Al di là della vetrina” le altre sono più immediate e vivaci di quanto immaginassi.
    Ne ho ascoltati molti di “cantautori” (fino al mese scorso aiutavo alcuni amici a gestire un circolo arci) e spesso mi sono trovato nelle orecchie testi che a parte il fatto di essere composti da parole ricercate non esprimevano nulla se non le paranoie degli autori (senza giri di parole “DU PALLE!”) e pensavo che anche tu scrivessi cose simili.
    Chiudo con un paio di considerazioni… non so perchè ma “Incantautore” mi ricorda lo stile di Sergio Caputo mentre l’arrangiamneto di “penso forse sono” mi ricorda un arrangiamento dal vivo di “un guanto” di De Gregori (left&Right se non sbaglio).

    Saluti

    Ciroloide

  • imp88....

    04 Dec 2009 - 17:13 - #35
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    no nn capire male….il mio era solo un paragone…nn ho i soldi di schumacher e forse neanke vorrei averli….cmq i deep purple sn il mio gruppo preferito….!!!!e x ascoltarli o hai orecchio o nn ti piaceranno mai….stessa cosa vale x i dream theater etc…io mi scaldo qnd si parla male di vasco xkè penso ke in italia ki fa un pò di rock e scrive dei bei testi sia solo lui….giustamente ti chiederai cm riescono a piacermi vasco e i deep purple….nn lo so neanke io…xò mi caricano a manetta….cmq ti chiedo scusa x il linguaggio ke ho usato….ero nervoso xkè qui c’è qlke cantautore ke si sente un dio e a me qst presuntuosi ke si vogliono fare pubblicità nn piacciono….

  • Profilo di daphne.1983

    daphne.1983

    04 Dec 2009 - 17:22 - #36
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    tranquillo, io spero che in questi forum ci sia un dialogo civile, anche perchè io scrivo da scettica, ascolto qualsiasi cosa dai korn agli arctic monkeys, dagli smiths a caparezza passando dal jazz agli skatalities o chissà cos’altro ancora…semplicemente non riesco a capire le masse che si accalcano per vasco, quando ritengo che ci siano in giro autori che abbiano, diciamo, + capacità melodiche, di canto, di scrittura testi e quant’altro.
    I miei sono dubbi profani, ognuno ha la libertà di ascoltare ciò che vuole e se fa comunione e dà carica ben venga, io solamente non ne trovo giustificazione.

  • imp88....

    04 Dec 2009 - 19:55 - #37
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    io penso ke a livello italiano non è ke si possa ascoltare chissà ke cosa….vasco,de andrè,de gregori,battisti sn gli unici ke hanno scritto qualcosa di davvero potente a livello intellettivo ed emotivo…se poi la gente ke critica vasco ascolta ferro,la ferreri e la pausini allora è un conto,se lo critica ki ascolta la musica,allora è un altro paio di maniche….

  • ...gabry!!!

    04 Dec 2009 - 20:09 - #38
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    paolo fiorucci
    Ho ascoltato il tuo consiglio,mi permetto di darti del tu,a quanto pare sono più vecchia di te,un genere diverso da ciò che quotidianamente ascolto.
    Non posso dirti che siano brutte,non mi permetterei mai!
    La musica è un qualcosa di personale,che da delle sensazioni diverse per ognuno di noi.
    La musica è bella per quello che ti da,per quello che ti provoca dentro.
    Una canzone può essere brutta per te,ma meravigliosa per me,perchè magari sono le stesse parole che in quel momento vorresti urlare tu,ma non hai il coraggio di farlo.
    In ogni momento della mia vita Vasco mi ha accompagnata,mi ha dato la forza di andare avanti,di continuare a sognare.Sembra ridicolo,lo so,ma lui è la mia voce,lui trova le parole ai miei momenti.
    Però a parte questo,volevo dirti che
    La musica è un qualkosa di meraviglioso,qualsiasi genere sia.
    E’ una forma d’espressione,non sarei capace di criticare nessuno e allo stesso tempo mi incaSSo se gratuitamente criticano colui che mi fa volare!
    ps(scusa se sono stata poco carina nel primo messaggio)
    …gabry!!!

  • 4nic8

    04 Dec 2009 - 22:02 - #39
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    Signor Alfieri,
    io ho 43 anni, 2 figlie una laurea e un master e amministro 4 aziende. Non sono un ragazzino ma da ragazzino ho incontrato la musica di Rossi che da allora mi accompagna. Culturalmente, suo malgrado, sono al di fuori delle categorie da lei identificate nel suo misero scritto (misero perché la filosofia è scienza, etimologicamente, e lei di scientifico non ha scritto nulla. Lei è uno che usa il nome di Rossi perché funziona bene sui motori di ricerca nel web, ma parla senza cognizione di causa alcuna, e soprattutto ponendosi al di sopra di tante persone e personalità che hanno valutato e giudicato Rossi negli anni, critici e filosofi veri. Lei è un quaquaraqua, uno che usa parole vuote per non dire nulla, e su questo probabilmente ha tanto da imparare, non solo dal nostro ma anche dalla semplicità delle persone che nella realtà ci vivono davvero.
    Lei ha un cognome importante: non lo svaluti parlando e scrivendo cose inutili, cerchi di studiare di più, di imparare.. Poi quando arriva a livello, non di Rossi, ma solo del mio, ne riparliamo. Prima di allora, le suggerisco il silenzio che porta con sè la dignità.

  • 4nic8

    04 Dec 2009 - 22:13 - #40
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    Ultima cosa: leggo tanti maestri che dicono che non bisogna avere maestri, tanta gente che dice cosa e chi devo amare, cosa è poesia e cosa è musica. La vostra è una vita senza emozioni: siete così sicuri che valga la pena di viverla?

  • Paolo Talanca

    04 Dec 2009 - 23:56 - #41
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    Salve a tutti, mi chiamo Paolo Talanca, cofondatore assieme ad Alessandro Alfieri della testata online www.ipercritica.com .
    Tra tutti gli interventi provocati dall’articolo di Alessandro, forse il più interessante è quello degli amministratori di supereva, i quali pregano di mantenere toni civili. Il rischio era alto, infatti, perché, se Alessandro avesse avuto ragione nell’articolo, lo spazio si sarebbe riempito di insulti. Così è stato. Spiego: Alessandro fondamentalmente parla di fanatismo, e il fanatismo non spiega, non motiva, ma reagisce, è reazionario di per sé, ha alla base il vicolo cieco ideale effettivamente tautologico – e Alessandro lo spiega molto bene – dell’ «Ho ragione. Perché? Perché sì». E se è no l’unico argomento è l’insulto. Iter dialettico vecchio quanto il mondo.
    Dall’altra parte, cos’è l’articolo di Alessandro Alfieri? Una serie di considerazioni precise e dirette, SEMPRE motivate. Sempre. Il dialogo civile a questo punto presuppone delle risposte motivate. Ma quale motivazione si è avuta dai fans? Cose del tipo: «Vasco è un grande perché mi piace, mi emoziona» (con tutto il paradigma vario di cuori che battono a emblema infallibile della bravura). E poi insulti. Stop.
    Si potrebbe obiettare anche che l’insulto sia in sé una specie di giudizio. In fondo anche Alessandro c’è andato giù non in maniera leggera con la capacità critica dei fans (a parte che l’appellativo gli dà ragione in maniera etimologica e incontrovertibile). Lui però, come detto, motiva. E poi l’autodefinirsi fan comprende una tacita accettazione romantica della mancanza di discernimento, magari dovuto a un amore spropositato per l’oggetto; tutto perfettamente legittimo (dire «è bello perché mi piace» è spaventosamente legittimo, sia chiaro) e che toglie quindi la qualifica di offesa alle parole di Alessandro verso i fans: che non hanno senso critico proprio perché fans. Ma sono sofismi, e a me i sofismi non piacciono.
    Vengo al punto :-)
    A me l’articolo di Alessandro piace molto, perché riconosco che quando l’ha scritto era in gran forma, era molto lucido. Da qui, leggo cose che condivido e altre che condivido meno, forse in egual misura. Non è un problema non condividere e, se non si fosse alzato il polverone, la cosa più interessante sarebbe stata discuterne.
    Invece allo stato attuale dei fatti la cosa più interessante è parlare del titolo – o comunque delle prime parole – della risposta “ufficiale” di Tania Sachs. «Alessandro Alfieri…chi??». Ecco: in men che non si dica la Sachs dà ragione al succo, al messaggio primo e ultimo dell’articolo di Alessandro, che sta nel passo: «Definire Vasco il più grande, perché “lo conoscono tutti”, perché “le sue canzoni le hanno ascoltate tutti anche solo una volta”, perché “le sue frasi sono scritte sulla maggior parti dei diari” delle ragazzine e dei ragazzini del liceo, è un gravissimo errore, e spiegherò il perché. Per iniziare, mi basterà dire che questa “logica di legittimazione” è la stessa sventolata prepotentemente con insistenza da Berlusconi e da tutta la sua cricca. La maggioranza non decreta una valore, mai!». La prima cosa che viene in mente alla Sachs per controbattere Alessandro è dire che non è famoso. Purtroppo, la veridicità delle cose che uno dice, con questi presupposti, è data dalla sua popolarità, non dalla sensatezza delle cose che dice. Questa, in fondo, è la cosa più triste tra tutte quelle che sono venute; perché legittima un modo di pensare e viene da un personaggio fortemente influente nel mondo musicale, personaggio che per dirla tutta ho sempre stimato per le scelte professionali, pur senza conoscerlo personalmente (parlo sempre della Sachs, del personaggio).
    Poi c’è il merito dell’articolo, ed entrarci. Ma come ho detto, non ne ho molta voglia sinceramente, visti i presupposti. Posso dire solo che Alessandro è stato bravo a capire che Vasco Rossi da un certo punto in poi non ha fatto altro che reiterare l’icona, perfettamente in sintonia col Pop. Secondo me questo non è un male (che qui metto con la lettera minuscola , comprendendo perfettamente la differenza con il termine “Male” usato dallo stesso Alessandro, che anche per via della sua iniziale maiuscola implica accezioni filosofiche tutt’altro che superficiali o semplicemente moralistiche). Secondo me, dicevo, questo non è un male ma semplicemente un aspetto di un genere – magari poco o punto artistico – ma che io rispetto, anche perché, per esempio, almeno Vasco Rossi evita di creare icona tramite l’odiosa pornografia sentimentale, come succede in molti altri (al limite lo fa tramite l’abuso dei codici rock, ma è un’altra storia). Sotto questo punto di vista, le canzoni di Vasco Rossi per me sono semplicemente, irrimediabilmente e tremendamente brutte. A me non piace il Pop, sarà questo il motivo.
    Termino con una considerazione sull’appellativo di poeta. Risulta persino noioso dire che Vasco Rossi non sia un poeta. Come non lo era De André. Semplicemente perché fanno un altro mestiere, che di certo non è inferiore a quello dei poeti. Ma quando la Sachs scrive «“poeta” non è una definizione che si è dato Vasco» mi viene in mente l’idea che Vasco Rossi ha della poesia, ascoltabile dalla sua viva voce a questo link dal secondo 35:
    http://www.youtube.com/watch?v=xZfXhMSpjtU
    ecco, come dire, diciamo che l’argomento poesia, se toccato da Vasco Rossi, sia davvero poco interessante, che si sia dato quella definizione o meno. E poi mi vengono in mente le parole dell’articolo di Alessandro sul rifiuto della serietà, sul mantenimento dell’ignoranza; ma lasciamo stare, altrimenti mi tocca entrare nel merito e, davvero, non ne ho voglia dopo questa valanga di risposte dei fans.
    Ad ogni modo adesso, davvero, spero si possa continuare la discussione in maniera civile e motivando le proprie affermazioni.

    Un ultimissimo appunto per chi ha accostato Alessandro a Nantas Salvalaggio. Lasciamo stare, lì c’erano, senza uno straccio di giustificazione o motivazione, solo gratuite offese. Come, purtroppo, quelle di molti fans qui.

  • busbi

    05 Dec 2009 - 10:41 - #42
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    Se ci si limitasse a critiche e osservazioni sarebbe molto bello ma purtroppo quando si è fans non si è sufficientemente lucidi e si difende la propria idea oltre il limite (vale in qualsiasi ambito e non solo nella musica).
    Apprezzo l’intervento di Talanca sia per la correttezza che per la lucidità, cosa che non sono d’accordo che avesse l’autore dell’articolo … solo impressioni personali.
    Chiedo però un grande aiuto … se Vasco è Pop cosa si intende? Si vuole dire che il Rock in Italia non esiste e non è mai esistito? Lo chiedo poichè a me il Pop non piace mentre Vasco si (soprattutto sul cattivo e “distorto”), quindi vorrei capire come definire tutta l’altra musica italiana.
    Per tutti quelli che continuano a definire “poeti” i cantautori … io reputo poeta una persona che quando scrive, dice o fa qualcosa riesce a creare in me una forte emozione, brividi e sentimenti. Sono sicuro che ci sono tanti poeti per ognuno di noi senza che debbano essere messi in competizione per forza.
    Ovviamente rimane una mia personale opinione.

  • michele

    05 Dec 2009 - 15:50 - #43
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    E’ veramente osceno questo articolo, oltre a dire cavolate è scritto in un modo veramente pietoso.
    Non sono neanche riuscito a leggerlo fino in fondo (magari l’ultima riga diceva che era tutto uno scherzo, quindi nel caso fosse cosi mi scuso eh!!).
    Ma la cosa che fa ancora più schifo è questo paolo fiorucci che alla ricerca di un minimo di notorietà che non avrà mai, lascia commenti sotto questo articolo solo perchè sa che verrà letto da molta gente… e addirittura si arroga il diritto di criticare le canzoni di Vasco!!!

    Attenzione paolo fiorucci dice che le canzoni di Vasco sono brutte e banali!!

    Hai lasciato anche il link del tuo myspace… Oh paolo.. Che squallore…

  • Artemisio

    05 Dec 2009 - 15:58 - #44
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    Siete pazzi.

  • blaschino09

    05 Dec 2009 - 23:19 - #45
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    Lo sapete qual’e’ la cosa piu’ bella?
    Che alla fine dell’articolo di Alfieri c’e’ la pubblicita’per la vendita dei biglietti di VASCO..!!
    Comunque da vero fan di Vasco riconosco che i “malati” di Rossi non siano molto obbiettivi,ma essere fan significa anche un po’ questo,se Alfieri non e’ famoso non vuol dire che non puo’ esprimere un suo giudizio.
    Certo e’ che e’andato giu’ un po’ pesante siamo arrivati addirittura a tutto cio’ che e’ male,Vasco e’ male,Berlusconi,i poeti,la trascuratezza e l’ignoranza,mammamia!!!ma signor Alfieri non gli sembra un po’ di esagerare??
    Vasco fa’ il cantautore,puo’ piacere o no,si puo’ anche criticare se fa canzoni meno belle di altre,come faccio io,Vasco e’ il mio idolo ma per certe cose lo critico anche io,sempre con obbiettivita’senza certo arrivare a pensare al male!!!!!
    Quindi non esagerate ognuno le emozioni le cerca dove vuole,sia Vasco o no.
    Per me Vasco rappresenta la mia vita e per rispondere a qualcuno:vita spericolata non vuol dire cercare una vita da tossico e sbandato come qualcuno ancora crede!!
    Non ho mai usato droghe in vita mia e sono astemio!!!!!
    Concludendo,non rispondero’ ad Alfieri che Vasco e’ Dio e che quindi bisogna amarlo per forza,dico solo che se non gli piace Vasco puo’ anche dirlo ma non esageri,specie citando addirittura il male e altre cose poco gradevoli.
    Ma penso proprio che lei si aspettava questo:una valanga di risposte dei fan per poi avvalorare la sua tesi..Vasco e il suo popolo…il Male assoluto!!!!!!!!

  • Alessandro Sgritta

    06 Dec 2009 - 01:18 - #46
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    Ho letto l’articolo dell’Alfieri e sinceramente sono rimasto molto deluso, forse sarà perché un cognome così eclatante prometteva di più, anche se non si chiama Vittorio, ma non voglio ripetere l’incipit della Sachs (con cui pure concordo sostanzialmente) “Alfieri chi?” bensì smontare le sue tesi punto per punto, Vasco non è “il più grande perché lo conoscono tutti”, anche perché a livello mondiale questo non è vero, magari è più conosciuto Ramazzotti (il che è tutto dire), Vasco è un grande della musica italiana (non il più grande, attenzione) perché ha scritto grandi canzoni, che hanno fatto la storia della musica italiana, come “Albachiara”, come “Vita spericolata”, come “Siamo solo noi”, come “Sally” ecc. e questo lo riconosceva anche De André (per dirne uno, lui davvero forse il più grande, di cui Vasco ha rifatto splendidamente “Amico fragile”) che lo ha sempre stimato e incoraggiato fin dagli esordi a fare musica, avevano meditato anche di fare un tour insieme, insomma mi sembrano pareri che contano, non di uno qualunque, “Vita spericolata” l’hanno cantata anche Jannacci e De Gregori, non proprio 2 ragazzine qualsiasi che scrivono i testi sul diario ma due dei più grandi cantautori italiani di sempre (a cui tra l’altro Vasco ha restituito il favore cantando “Generale”), muovergli poi l’accusa di perpetuare e di incarnare il “Male” mi sembra semplicemente ridicolo oltre che assurdo, lo stesso allora dovremmo dire di Mick Jagger, Kurt Cobain, Jimi Hendrix e tanti altri grandi del rock che hanno sempre giocato sul trinomio “sesso, droga e rock’n'roll” spesso lasciandoci anche le penne, mentre Vasco fino a prova contraria è ancora vivo, certo di errori ne ha commessi anche lui, ha pagato anche per essi, non è certo un santo ma considerarlo responsabile del grande abbassamento del livello culturale del nostro paese (manco fosse la De Filippi o la Ventura) e metterlo alla pari di Berlusconi (lui che con il Cavaliere non è mai stato tenero, anzi, rivedetevi a questo proposito la performance del Primo Maggio dove ha lanciato parecchie frecciate al governo in “Non appari mai” cantando “qui siamo tutti belli e buoni, votiamo tutti Berlusconi”) e poi in “T’immagini” dove dice “secondo me c’è qualcuno che ha sbagliato mestiere, non voglio mica dire che sia il Cavaliere…”) vedi link qui sotto:
    http://www.martelive.it/it/martemagazine/martemagazine-report-live/4104-vasco-rossi-e-la-star-del-primo-maggio-a-san-giovanni,
    mi sembra due volte assurdo e proprio contrario a quello che Vasco ha sempre cantato, che non è mai stato l’essere omologati e “incravattati” ma il suo esatto contrario, se mai Vasco ha incitato all’anarchia e all’indipendenza, come faceva anche De André, se poi tra i suoi fan ci sono gli stupidi e gli omologati che non hanno rispetto di altri artisti non è colpa sua, i cretini ci sono dappertutto, anche tra i fan della Pausini e di Baglioni, muovergli poi l’accusa di fare “pop” per sminuirlo mi sembra assurdo per 2 motivi, sia perché Vasco è stato tra i primi a fare rock in Italia (si ascolti “Fegato spappolato” o “Colpa d’Alfredo” o “C’è chi dice no”, è pop quello? :-O), sia perché “pop” non è una parolaccia ma un genere musicale che può essere anche molto nobile, e comunque quella di Vasco è canzone d’autore a tutti gli effetti, anche se non è un “poeta” (come non lo è De André) ma la sua firma d’autore e il suo stile sono perfettamente riconoscibili (Vasco ha inventato un modo di cantare e di sussurrare le parole tutto suo), non sono un prodotto costruito a tavolino, almeno di questo bisogna dargli atto, Vasco è uno autentico, piaccia o non piaccia, la splendida “Sally” l’ha cantata anche la Mannoia che è una raffinata interprete che notoriamente sceglie con cura le canzoni “d’autore” che propone, ricordo poi che Vasco ha vinto la Targa Tenco per il miglior disco dell’anno con “Canzoni per me” nel ‘98 e questo dovrebbe bastare per considerarlo un grande cantautore a tutti gli effetti, anche se non ci sarebbe nemmeno bisogno di certi (tardivi) riconoscimenti per stabilire la grandezza di chi ha scritto canzoni come quelle di Vasco, mi riferisco soprattutto al primo Vasco ovviamente, avete mai ascoltato “Anima fragile”?
    Alex.

    P.S. per finire a Paolo Fiorucci ricordo che Vasco piace molto anche a Piji e che andremo insieme a vederlo a Bruxelles a maggio!:-))

  • Giuseppe Catalano

    06 Dec 2009 - 02:01 - #47
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    Io penso che non sia il sonno della ragione a generare mostri, no, bensì la disoccupazione.

  • Andrea Besenzoni

    06 Dec 2009 - 12:21 - #48
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    L’eterno dialogo: chi ama vasco e chi lo odia.
    Mi Chiamo Andrea, 30 anni, giornalista di professione e musicista per hobby. ho letto con curiosità i dialoghi di questa pagina, sollecitato dalla risposta dell’ufficio stampa di Vasco, di cui consulto molto spesso il sito. Si, perchè nonostante sia musicista, nonostante recensisca dischi, nonostante abbia una laurea, nonostante solitamente ami la musica (suono in una tribute band Beatles, quanto di più lontano) che va oltre i “perchè…lo dici te…eeeh…oooh…” e i puntini di sospensione tanto cari al signor Rossi, io festeggerò ad aprile il mio decimo concerto di Vasco.
    Trovo che il fenomeno vasco sia da studiare, roba da farci una tesi di laurea. Cominciamo a chiederci una cosa semplice ma al contempo complicatissima: come mai per riempire uno stadio italiano ci vuole, alla fine, lui (ok, e ligabue, ok, e gli u2…). Sessant’anni suonati, e non si direbbe affatto. Ignoranza musicale del popolo italiano? Forse. Amore per i miti preconfezionati? Forse. C’è un aspetto molto interessante, che da fan di lunga data (ascoltavo liberi liberi quando avevo dieci anni, prima proprio non ce la facevo ad essere un fan hehehe) io noto con un certo disappunto. Adesso, andare a vedere un concerto di vasco è quasi “obbligatorio”, è “cool”. col risultato, classico in casi del genere, che i fans quelli vedi li vedi quando partono pezzi come La Noia o T’Immagini. Questo per dire che il successo di Vasco lo sminuisce in quanto diventato mito nazionalpopolare? Assolutamente no. Perchè trovo abbastanza ridicolo l’atteggiamento che molti musicisti hanno verso vasco. Non faccio riferimenti a chi ha scritto su questa pagina. è un atteggiamento generale, lo ho sentito da Morgan (come dice vasco “Morgan degli u2″), lo sento da molti che si professano cantautori impegnati e che inorridiscono di fronte al successo di vasco. Anzichè avere l’atteggiamento che chiunque dovrebbe avere verso chi ce l’ha fatta (conosco la biografia di vasco: ce l’ha fatta non senza sacrifici): non invidia, ma semplicemente rispetto. Poi, può piacere o non piacere, qui si va sui gusti, e credo che il motivo per cui vasco è amato va oltre ogni ponderabilità: sicuramente Vasco costruisce il suo successo su una cosa che molti non sono capaci a fare: i live. L’energia e l’empatia che Vasco ha col suo pubblico, e qui divento fan, è difficilmente riscontrabile in molti altri live di gente sicuramente più brava di lui. Una sorta di messa laica, di comunione di intenti, davvero difficilmente riscontrabile altrove.
    Ripeto, di una cosa sono certo: non ho il paraocchi, sono reduce da un concerto straordinario dei Muse a Torino (sono di Torino) e so cosa sia un concerto fatto bene, per averne visti a decine e per averne fatti (in toni molto più dimesso ovviamente) altrettanti. E vasco è un maestro, non possiamo negarlo.
    Trovo fastidioso l’atteggiamento dei colleghi che criticano spesso ergendosi su un trespolo, proprio come fece un anno fa Uto Ughi su Giovanni Allevi. Ti reputi più bravo? Buon per te. Ma a te che danno arreca vasco, o Allevi? Questo è il punto. Vivi e lascia vivere. Mi pare che per dire de Gregori non sia un cantautore grezzo. appartiene all’esatto clichè che dovrebbe odiarlo, vasco: caro ai radicalchic di sinistra (io sono di sinistra), impegnato e acculturato. Ebbene, ricordatevi che lui definì Vasco l’Omero del 2000. Da qui lo scambio Vita spericolata/generale, ma questa è roba da fans. Parliamo di fernanda Pivano? Lo adorava. Per dire: non è che il signor Rossi sia caro solo a chi a Torino si esprime con “minkiaooooooh!!!!”.
    Vivi e lascia vivere.
    Questo è il motivo per cui ho apprezzato molto la versione Vaschiana di Creep dei radiohead. Non per il pezzo in se, che lo devo ammettere, mi ha abbastanza deluso e che (sempre secondo me, ovvio!) non si adatta a Vasco, nonostante tutto. Ho apprezzato la sfida, specialmente pensando alla reazione dei fans dei radiohead, ovviamente fra quelli che non possono sopportare “quell’ignorante di vasco” e che infatti sono puntualmente sobbalzati dalla sedia, lanciandosi in anatemi (almeno molti miei amici). Ripeto: reputo Creep un capolavoro, e Ad Ogni costo no.
    Un ultima considerazione, che forse andava fatta all’inizio. Vi piaccia o no, apprezziate o meno il suo stile, vasco di grandi canzoni ne ha fatte, tante, tantissime. Mettendoci la sua vita e (cosa che molti, ma molti cantautori fanno troppo spesso) senza voler insegnare niente a nessuno. Questo è il motivo principale perché Vasco è semplicemente Vasco.

  • Claudiana

    06 Dec 2009 - 14:09 - #49
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    Ma se sto Alfieri non è nessuno e a questo titolo non puo’ giudicare il grande (forse a breve anche innominabile) Vasco, allora di conseguenza voi che scrivete questi commenti siete qualcuno per giudicare sto Alfieri? o potete giudicare addirittura Vasco Rossi??? fatemi capire: i commenti positivi li puo’ fare pure mia cugina che ha 3 anni e quelli negativi li deve fare solo il presidente della repubblica? a vostra detta non credo!
    e poi non ho capito una cosa: che criterio utilizzate per dare del qualcuno a una persona? e che vuol dire essere qualcuno?
    mah!
    capisco la vostra rabbia e frustrazione e spero che non la riversiate nel guidare la macchina.

  • Paolo Fiorucci, cantautore

    06 Dec 2009 - 16:45 - #50
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    Sig. michele,
    sono interveuto in questo dibattitto perché condivido il contenuto dell’articolo di Alfieri e perché indignato dal linciaggio gratuito e non motivato da argomentazione alcuna cui l’autore è stato sottoposto. Mi sono firmato: “Paolo Fiorucci, cantautore”. Sì, sono un cantautore, è scritto anche sulla mia carta d’identità, non riesco ad essere altro da me stesso. Dopo il mio commento ecco piovere offese anche su di me, ovviamente non motivate da uno straccio di pensiero coerente. Mi è stato consigliato di ascoltare le canzoni del “capo” (appellativo che rimanda a una dimensione comportamentale tipica del gregge) per scrivere “qualke ritornello
    discreto”, mi è stato detto “fiorucci ma stai zitto”, senza aggiungere altro, come è d’uso qui, da quel che mi è parso capire. Chi può parlare allora? Chi detiene la forza? Chi ha in mano il potere? Chi possiede ricchezze? Chi è più noto? Secondo molti Alfieri non può parlare perché “Chi è Alfieri?”. Fiorucci non può parlare perché è sconosciuto. Mi risponda,sig. michele, quali sono i requisiti necessari perché qualcuno possa parlare?
    Se per parlare bisogna avere la notorietà di Vasco allora neanche Lei, sig. Michele, può parlare. E invece lo fa, dicendo che io lascio commenti per avere un minimo di notorietà che non avrò mai, scrivendo il link del mio sito. Sì, sig. Michele, se qualcuno dice che io attingo frasi dai diari delle quindicenni per scrivere canzoni io posto il link del mio sito, se qualcuno dice che io sono un esperto delle canzoni degli Amici di Maria De Filippi io posto il link del mio sito, se qualcuno dice che dovrei imparare a scrivere ritornelli dal “capo” io posto il link del mio sito, se qualcuno infine scrive: “SAREI CURIOSO DI LEGGERE QUALCUNA DELLE SUE CANZONI POTREI RICREDERMI”, allora io posto il link del mio sito. E nasce un dialogo costruttivo con gente educata che sa argomentare, si legga i post di Ciroloide e di gabry. Ho proposto le mie canzoni come prototipo di una nuova “canzone perfetta”? Non mi pare. Anzi, quando con gabry si è parlato di una maniera altra di fare canzoni le ho proposto l’ascolto di canzoni di altri cantautori (non mie, sig. michele!). E gabry è stata tanto aperta al dialogo da ascoltarle quelle canzoni (non mie, sig. michele!). Non le sono piaciute, ma mi ha spiegato il perché e, soprattutto, è stata educata, molto più di Lei, che parla di “squallore”.
    Stia tranquillo, sig. michele, l’aver postato il mio sito su un commento di supereva - dopo che qualcuno aveva manifestato la curiosità di ascoltare i miei brani (e l’ha fatto, apprezzandoli e motivando il suo gradimento) - non mi darà “quel minimo di notorietà che non avrò mai”. Stasera andrò a lavorare, quindi per offendermi non potrà utilizzare l’abusato e sterile “vai a lavorare”. Sono uno dei tanti sconosciuti che lavorano e vivono della e per la propria passione, la musica. Sì, è difficile arrivare a fine mese, ma non sa quanto è bello scoprire che la più dolce delle libertà è quella di non dover belare.

    Paolo Fiorucci,
    cantautore

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