Questo sito contribuisce alla audience di

Vasco: il culto per la logica dell'identico

Idolatrato dalla folla, acclamato dalla stragrande maggioranza dei giovani come profeta, come mentore assoluto (al quale è stato attribuito l’appellattivo mai così inadatto di[...]



Idolatrato dalla folla, acclamato dalla stragrande maggioranza dei giovani come profeta, come mentore assoluto (al quale è stato attribuito l’appellattivo mai così inadatto di “poeta”), Vasco Rossi è un caso esemplare di fenomeno-personaggio che apparentemente, attraverso la sua facciata esteriore, pare quanto di contrario alle condizioni del sistema vigente, ma che sotteraneamente, anche inconsciamente, partecipa al Male integrandosi perfettamente alle sue dinamiche sociali e culturali. Il fatto che Vasco “parli alle folle”, e che lo faccia con un linguaggio simile al suo, arrivando a un numero imprecisato di persone (come nessun altro ha mai fatto), non gli garantisce una positività e una legittimità assolute. Definire Vasco il più grande, perchè “lo conoscono tutti”, perchè “le sue canzoni le hanno ascoltate tutti anche solo una volta”, perché “le sue frasi sono scritte sulla maggior parti dei diari” delle ragazzine e dei ragazzini del liceo, è un gravissimo errore, e spiegherò il perchè. Per iniziare, mi basterà dire che questa “logica di legittimazione” è la stessa sventolata prepotentemente con insistenza da Berlusconi e da tutta la sua cricca. La maggioranza non decrerta una valore, mai! Molto spesso, anzi, sancisce le condizioni del Male perpetuato, e perciò si rovescia nel disvalore integrato nel pensiero massificato e nel livellamento culturale.

La massa impressionante di fan e stimatori di Vasco apprezzano in lui loro stessi, ovvero il mantenimento dell’identità personale e collettiva che ha permesso al nostro paese di andare allo sfascio. Probabilmente Vasco non è solo l’espressione e l’interprete di una sensibilità e di una psicologia collettiva, ma è lui stesso fautore del mondo che ci ritroviamo a vivere oggi (perciò è doppiamente colpevole: colpevole di reiterare le condizioni attuali, e colpevole di esserne il maggiore responsabile). Vasco, come Berlusconi, ha determinato le condizioni del suo successo, istituendo l’orizzonte di senso (claustrofobico e senza uscita) all’interno del quale, anno dopo anno, tautologicamente, si ri-conferma sovrano assoluto. I suoi amorevoli sostenitori non hanno per la maggior parte alcuna coscienza di cosa sia la musica, e perciò stesso l’arte; si chiudono nella tautologia di ciò che stanno ascoltando, e perciò rivendicano l’identità imperante della propria soggettività senza alcuna disponibilità al “nuovo”, al “mutamento”, alle “esperienze innovative” che sole potrebbero frantumare l’ordine vigente del “sempre uguale”. Fredric Jameson in Firme del visibile afferma che “[…] quel singolo brano pop, per mezzo della ripetizione, diventa inavvertibilmente parte del tessuto esistenziale della nostra vita, così ciò che ascoltiamo siamo in realtà noi stessi, o meglio il nostro proprio ascolto precedente.

Questo per dire come l’ “apparente bellezza” che i più riscontrano nei pezzi di Vasco ha a che fare principalmente col fatto che in realtà stiamo ascoltando ciò che appartiene “già” al nostro tessuto esperenziale e emotivo. E’ il riproporsi del cricuito del “già detto”, “già fatto”, e la canzone di Vasco sfrutta subdolamente il godimento generato da un sentimento di “partecipazione”, di “familiarità” e di “condivisione” che appartengono al Male assorbito da ognuno degli ascoltatori dall’esterno, incamerato e fatto proprio nelle modalità di pensiero, nelle (in)capacità riflessive e nella prassi di attribuzione di valore alle cose. Vasco deve alle TV, ai giornali, alla pubblicità, alle radio il suo successo infinito, perchè non viene concessa la possibilità di ascoltare e fruire qualcosa di diverso. E’ perfettamente integrato nella logica dell’identico, perchè lui stesso impone tanto l’oggetto del culto, quanto il criterio per ritenerlo migliore di altre cose. Per dirla in altre parole, il pressappochismo formale e artistico, la mancanza di “classe” e “stile”, la “sgrammatizzazione” più becera sono all’origine dei nostri problemi attuali, politici, sociali e culturali, mentre appaiono agli occhi degli ingenui come tentativi di “emancipazione” e come garanzie di “autonomia” dal potere.

Vasco Rossi rappresenta allegoricamente tutto ciò che di Male hanno generato gli anni ‘80: il culto dell’arroganza, l’ignoranza e la trascuratezza elargite a valore, la convinzione che la logica del “duro” fosse adeguata per ergersi contro il sistema dominante. Come diviene palese nel corrispettivo americano di Vasco, ovvero nei Guns’n'Roses, si è creduto negli anni ‘80 che la formula migliore di opposizione al dominio fosse quella di rinunciare alle caratterizzazioni proprie di esso, e queste caratterizzazioni furono rintracciate nella “cultura” e nella “conoscenza”. Addirittura al di là della concezione di “cultura alta” e “bassa”, la nuova generazione si rifiutò di avvicinarsi anche approssimativamente all’arte, alla comprensione critica, allo studio, convinti che tale approccio ostentasse una mancata-omologazione. Alla conoscenza e alla volontà di comprendere criticamente il mondo attraverso lo studio, si sostituì un “I don’t care” ereditato dal punk inglese, così come dall’esperienze inglesi della fine degli anni ‘70 si ereditò il culto delle droghe sintetiche, la logica dello “sballo” e il menefreghismo edonisitico. Ma, mentre il punk mantenne ferma la sua netta avversione allo status quo, dato che era nel suo stesso concetto l’impossibilità di essere assorbito da esso (tanto esteticamente quanto stilisticamente e formalmente), con Vasco fenomeno e mercato fanno tutt’uno. Diviene l’autore più seguito e stimato dai giovani, che ne apprezzano il rifiuto della serietà, il culto del “popolare” inteso come “mantenimento dell’ignoranza”. In questa maniera il sistema vigente trova la maniera più adatta per proseguire il suo inarrestabile cammino, perchè ha generato esso stesso un’apparente forma di “opposizione” perfettamente controllata. Oltra a incentivare il mercato, Vasco contribuisce a mantenere intere generazioni nell’ignoranza e nel rifiuto della scoperta del nuovo, e nella convinzione che il modo migliore di relazionarsi alla vita sia fregarsene di comprendere il mondo.

Gentili lettori, vi preghiamo di mantenere toni civili in questa conversazione vivace nata da un intervento corposo. Segnaliamo che al commento 22 potete leggere una risposta “ufficiale” dello staff di Vasco, che ringraziamo per la partecipazione da pari a pari nel vero spirito di un web libero e intelligente.

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • blaschino09

    06 Dec 2009 - 20:22 - #51
    0 punti
    Up Down

    Buonasera sig.Fiorucci,ho letto tutti i post e ho letto che lei fa il cantautore,non ho il piacere,o il dispiacere,di conoscerla, tramite le sue canzoni intendo ma vorrei discutere con lei di alcune cose:il linguaggio dei puntini,delle k e dei punti esclamativi viene ,oltre che da Vasco,come lei ben sapra’, da un modo di scrivere su internet legato al mondo dei giovani.
    Gli hanno gia’ chiesto come mai riserva tanto astio verso Vasco e lei ha risposto semplicemente perche’ non mi piace..ma che non gli piace non vuol dire odiarlo al punto di disprezzare anche i suoi fan,lasciando perdere quelli piu’ stupidi perche’ come sappiamo i stupidi sono ovunque non possiamo farci nulla.
    Personalmente non ho i paraocchi amo la musica e non vado solo in un senso,ma come ho gia’ scritto e lei concordera’ le emozioni ognuno le trova dove vuole sia Vasco o Paolo Conte o Ligabue.
    Concludendo rispetto la sua idea anche se non la condivido,ho visto 25 concerti di Rossi in tutta italia e continuero’ ad andarci,come credo che lei rispetti la mia passione per Vasco ma non crede che si e’ un po’ esagerato nel definire un cantautore il male del tempo?ALLORA Merylin Manson??!!
    parliamo di Vasco,spiegarlo e’ difficile le sue canzoni per me altri non so quanti ragazzi sono stupende,il concerto e’ un pugno che ti arriva allo stomaco ma che non fa male..anzi!!
    Potremmo parlarne per ore e mi farebbe pure piacere confrontarmi con una persona che non condivide la mia passione,penso che puo’ essere costruttivo…
    Comunque la saluto e esorto tutti a non esagerare ne i fan ne i critici anche perche’ non ci sono vie di mezzo Vasco o si odia o si ama..!!!

  • Andrea Besenzoni

    06 Dec 2009 - 20:26 - #52
    0 punti
    Up Down

    @claudiana:

    non so se chi dice che “vasco non si può criticare” si riferisca anche al mio intervento, ma nel caso:
    ci mancherebbe altro! infatti non sminuisco minimamente la posizione di chi critica, nè di chi si erge su un trespolo. (e ripeto, parlo di commenti “autorevoli” sentiti anche in tv, di personaggi che fra l’altro ho anche intervistato). ho detto la mia, senza alcuna pretesa di oggettività, ho parlato da fan ma da fan pensante, poichè come ho detto il mio personale rapporto con la musica di vasco è di pancia più che di cervello. poi ognuno può e DEVE dire ciò che vuole (nel rispetto reciproco, ovvio)
    penso che guiderò quindi con molta, molta calma hehehe.

  • Paolo Fiorucci

    06 Dec 2009 - 20:51 - #53
    0 punti
    Up Down

    @blaschino09
    risponderò in maniera schematica e veloce perché sto uscendo per lavorare (sic):
    - sui puntini e sulle k è una questione di gusto personale, so che ormai il linguagio degli sms è entrato a far parte della vita quotidiana di tutti, volenti o nolenti. Ho sostenuto anche un esame di linguistica generale sul linguaggio settoriale degli sms, quindi l’argomento è contemplato ormai anche in ambito accademico. Personalmente ritengo che quando tale modo di parlare è legato a fattori economici (abbreviare un sms per spender meno a es.) la cosa ci può stare. Quando nonn si è vincolati da limiti di spazio e affini mi piacerebbe leggere un italiano in cui mi riconosco di più, ma è, ripeto, un gusto soggettivo.
    - sull’odio per Vasco… che brutta parola ‘odio’. Diciamo che non mi piace perché credo che scriva la stessa canzone da 15 anni. Non disprezzo i suoi fans, ogni passione è giustificata in quanto passione e deve essere rispettata. Il mio rispetto non va però ai fans che si dimostrano maleducati, che attaccano senza argomentare, che non sono aperti a un qualsivoglia tipo di dialogo. E ne ho incontrati tanti qui (non mi riferisco a Lei).
    - Per il fatto dell’identificare Vasco come il male del tempo: non lo ritengo il Male, come dice Alfieri. Il termine con la lettera maiuscola ha implicazioni filosofiche che non posso toccare per mia scarsa competenza. Lo ritengo un male, uno dei tanti mali della musica che ci circonda, a mio avviso condizionata molto da una forma perfetta e da un contenuto molto meno perfetto (quindi pop per come lo intendo io: un prodotto immediatamente riconoscibile, senza troppe pretese artistiche, un inganno ben confezionato).
    D’accordo con Lei sull’esortazione a non esagerare.

    Le auguro un ottimo fine settimana.
    Cordialmente,
    Paolo
    P.S. non rileggo il messaggio, scusi la forma o gli strafalcioni.

  • vasco's fan

    06 Dec 2009 - 23:30 - #54
    0 punti
    Up Down

    Ecco la risposta breve ma autorevole del prof. Stefano Bonaga
    docente di Filosofia all’Università di Bologna,
    da noi interpellato sullo scritto del tale che scrive sul portale:

    “Questo Alfieri è un semianalfabeta linguistico e filosofico. Vale la pena occuparsene?”

    per noi vale la pena farvi conoscere il suo dotto giudizio.

  • Eleonora Grax

    07 Dec 2009 - 15:01 - #55
    0 punti
    Up Down

    Secondo me vale la pena rispondere, perchè è giusto che la gente sappia la verità. In quanto a Berlusconi condivido. Ma su Vasco, da quanto si evince dal testo lei non lo conosce… Perchè dice cose che non fanno parte di lui… Io prima di arrivare ad “amarlo” e apprezzare le sue canzoni così tanto, le ho sentite tutte, comprese, letto e visto molte delle sue interviste, una tra tutte quella del 26/11/2008 a “La storia siamo noi” che è molto curata e fatta bene. La invito a fare anche lei come me. E non credo che Vasco porti il “Male”. Se è per i suoi problemi con la droga, è stato un suo errore al quale ha poi rimediato, e non mi dica che lei non ha mai fatto errori nella sua vita! Arrivederci, W Vasco.
    Eleonora Grassucci

  • Ciroloide

    08 Dec 2009 - 19:47 - #56
    1 punto
    Up Down

    @Michele
    come già detto da Paolo: gli ho chiesto io di darmi modo di ascoltare le sue canzoni e lui di conseguenza ha pubblicato il link del suo myspace

    @Alfieri
    Può spiegarci cosa intende per Male?

    “Vasco contribuisce a mantenere intere generazioni nell’ignoranza e nel rifiuto della scoperta del nuovo, e nella convinzione che il modo migliore di relazionarsi alla vita sia fregarsene di comprendere il mondo.”

    Provi ad ascoltare “Buoni o attivi” “Hai mai” “Come stai” e “Basta Poco”. Credo che smentiscano questa affermazione.

  • giank

    09 Dec 2009 - 00:02 - #57
    -1 punto
    Up Down

    Scrivo per dire a tutti i carissimi amici che hanno risposto a questi signori ( sig.alfieri e sig.fiorucci cantautore??)compresa tania , che questi due sono solo due dei tanti che nn si sono realizzati nella vita e che nn sopportano il tanto troppo successo di vasco.
    Uno che dice che vasco scrive la stessa canzone da 15 anni , non sa neanche la differenza tra il DO e il FA (sono due note musicali).
    Lasciamoli stare , felici delle loro polemiche inutili e convinti dei loro stupidi giudizi.

  • arcangelor

    09 Dec 2009 - 00:44 - #58
    -1 punto
    Up Down

    Ci sono dei momenti in cui le categorie filosofiche calcano la mano, si gonfiano e emettono giudizi che possono apparire se non tronfi almeno fuori luogo. Ma, credetemi, ne è vittima in primo luogo chi le utilizza che si trova a dover seguire schemi e nodi logici, gli strumenti della sua scatola troppo spesso legati con la corda. I giudizi di Alessandro mi sembrano esagerati, poco meditati e tesi a ingabbiare un cantante in gabbie logico concettuali forzando l’analisi, la allontanano dall’essenziale, strabordano in giudizi etici e socio politici, terreni scivolosissimi.

    Alessà, sai che ti stimo ma credo che Vasco meriti un ascolto a prescindere dall’immagine che ne hanno i suoi fan.Da noi in puglia si dice che si rischia di buttare a mare il bambino e l’acqua sporca, una bella metafora. Ricordo le parole di Ferretti in Ko de Mondo, accortosi del pericolo di diventare un idolo e di bruciare. Se non possono fare nulla le sue canzoni, a scagionarlo dalle tue accuse potrebbe servire la scenetta alla corte di sanremo, più potente incisivo della chitarra rotta da Brian Molko sul palco dell’ariston. Alla prossima;)

  • Marco Enj

    09 Dec 2009 - 11:53 - #59
    1 punto
    Up Down

    L’unica critica che mi sento di fare ad Alessandro Alfieri è la bontà: ciò che giustamente dice di Vasco Rossi non sarebbe così grave se almeno fosse presente un minimo di artisticità nelle sue canzoni. La banalità e la rilassatezza musicale con cui sforna coppie di accordi adolescenziale è salvata solo dalla bravura dei suoi turnisti, che devono inventare tecniche chitarristiche nuove per resuscitare delle litanie inascoltabili, come fa Burns in “Come stai?”. Quando mi è capitato raramente di fare apprezzamenti sulle canzoni di Vasco, ho scoperto successivamente che sono delle cover, come nel caso de “Gli spari sopra”. Insomma: quando offendete Vasco Rossi ricordate di farlo propedeuticamente per la musica.
    Marco

  • Profilo di thenoise

    thenoise

    09 Dec 2009 - 12:07 - #60
    0 punti
    Up Down

    Non riesco a comprendere (può essere con tutta probabilità un mio limite) perché nessuno di coloro i quali si trovino in disaccordo con l’articolo in questione, non riescano a rispondere all’analisi proposta da Alessandro Alfieri con argomenti altrettanto validi. Io ovviamente, essendo più che d’accordo con tutta l’analisi qui proposta, non posso esemplificare questa mia ipotesi di dialogo rimanendo nell’ambito Vasco (argomento di discussione, a mio avviso e secondo il mio interesse, esauribile in pochissime battute).

    Posso fare un esempio agli indispettiti fans del dottor (!) Rossi;

    il dottor Alfieri scrive: “il punk mantenne ferma la sua netta avversione allo status quo, dato che era nel suo stesso concetto l’impossibilità di essere assorbito da esso (tanto esteticamente quanto stilisticamente e formalmente)”.

    1)Io, non trovandomi d’accordo con tale affermazione, non risponderei mai che sono un impiegato trentaseienne laureato con un divorzio alle spalle che sa meglio di lui cos’è il punk e che lui deve andare a lavorare e che Alfieri non è mai stato punk ma è solo un frustrato bigotto che non capisce niente di musica e che il diploma di John Lydon vale più della sua laurea etc etc. Una simile risposta oltre a mettermi in lizza per il podio di ebete del secolo, ha come possiamo tutti ben vedere, l’unica risultante di indisporre gratuitamente e di non ottenere nessuna risposta di qualche minimo interesse.

    2)Ora invece proviamo a vedere in che modo si potrebbe rispondere al dottor Alfieri per ricevere una risposta interessante e intessere un dialogo costruttivo che esaurisca le argomentazioni di ognuno a riguardo al fine di avere una migliore visione d’insieme:

    Io trovo che il punk non abbia affatto mantenuto ferma la sua avversione allo status quo di cui Lei parla nel suo articolo. Sono più d’accordo con una visione puntuale del fenomeno punk inglese, che nel momento in cui nasce ha già esaurito tutto il suo potenziale espressivo anche nei confronti del sistema di industria musicale contro il quale è congenitamente schierato. Sarà l’ondata hardcore americana a convogliare la rivolta punk del ‘77 inglese in un ottica di ribellione sociale. Concordo tuttavia nel modo in cui ha utilizzato il punk parlando del finto ribellismo strumentalizzato di cui Vasco Rossi, come altri, è grande (non so quanto consapevole) profeta.

    Ora che c’è una bella differenza tra le due risposte credo sia inequivocabile. Avendo io un’idea chiara su cosa rispondere al professor Alfieri, l’ho fatto con serenità e rispetto, mantenendo la conversazione sui toni già impostati dall’autore, rispondendo a ciò che lui ha scritto non ha ciò che lui io suppongo che sia perché io ritengo di essere meglio o perché l’oggetto dell’articolo è una persona che ha più successo e potere mediatico di lui (unici fattori oggettivi in cui Vasco Rossi può essere ritenuto inopinabilmente “superiore” ad Alessandro Alfieri, ammesso e non concesso che essere superiori in questo senso sia positivo).
    Questo riguardo le terribili risposte (salvo eccezioni Paolo Talanca su tutti) finora postate in risposta all’articolo di Alfieri. Nessuno ha risposto a quello che davvero è scritto nell’articolo.
    Un esempio (è solo un esempio non me ne voglia l’utente). L’autore spiega molto bene quale logica di legittimazione abbia portato all’attuale stato il berlusconismo italiano. Paragona tale logica di consenso incosciente a quella a cui Vasco deve l’assolutezza del suo successo (non il suo successo ma l’assolutezza -falsa- del suo successo). A lui un utente risponde che Vasco non è berlusconiano. Era per fare un esempio della palese incomprensione di cui l’articolo è stato vittima.

    Invito davvero tutti a leggere BENE quanto scritto da Alfieri. Spiega semplicemente un meccanismo. Non vuole imporre a nessuno con cosa emozionarsi. Questa guida è davvero un’occasione per mettere in discussione qualcosa che non avete mai messo in discussione, provate a farvi delle domande e a darvi delle risposte come fa Alfieri nei suoi articoli anche su cose futili, anche sulle più banali. Nessuno vi obbliga a farlo, nessuno si erge a vate e vi parla da un pulpito con l’indice alzato. Ma se trovate da ridire, rispondete in modo adeguato agli argomenti proposti. Finora sono state solo sputate sentenze su Alfieri e risposte totalmente off topic al suo articolo.

  • Profilo di thenoise

    thenoise

    09 Dec 2009 - 13:33 - #61
    0 punti
    Up Down

    Volevo anche rispondere a Ciroloide pur non essendo la sua domanda rivolta direttamente a me. L’estratto da Lei posto in questione tratta un determinato atteggiamento di immedesimazione tipico del linguaggio pop, in cui la star, l’icona, appare al fruitore come descrittore di se stesso; si apprezza un oggetto per la sua esatta corrispondenza con il soggetto. In parole povere, io mi rispecchio per un motivo o per un altro, nelle canzoni, nei gesti, nelle parole o nello stile di vita di un determinato personaggio. Questo semplice rivedersi in qualcosa è un atteggiamento retorico nei confronti della realtà. Un atteggiamento analitico tenderebbe infatti a farci confrontare con qualcosa di diverso e sconosciuto che tentiamo di conoscere attraverso la ragione e l’esperienza (mi si perdoni il terra-terra). E questo non riguarda questa o quella canzone. Confrontarsi col diverso non vuol dire confrontarsi con Sally o con l’adolescente studiosa che incarna la metafora masturbazione=solitudine. L’espressione di questi mondi, del “mondo Albachiara” e del “mondo Sally” è identica. Infatti il tema le rende differenti tra loro ma non differenti rispetto al modo di esprimersi di Vasco. Quello “di cui parla” una canzone di Vasco, non è il modo “in cui parla”. Ed è il metodo creativo ed espressivo di Vasco di cui si sta parlando e soprattutto della relazione che il pubblico ha con esso.

    Vorrei ricordare, cambiando argomento, che l’autorevolezza di un’opinione non sta nel vissuto di chi l’ha espressa ma nella corposità degli argomenti.

  • Ciroloide

    09 Dec 2009 - 16:20 - #62
    0 punti
    Up Down

    @thenoise
    Vediamo se ho capito il senso della sua risposta:
    siccome una persona si riconosce nei testi di un artista, qualsiasi artista, e nel mondo che questo artista crea con le sue canzoni allora non è capace di confrontarsi con il vero mondo o con qualcosa di diverso da quello che questa persona pensa sia il mondo reale.
    Per me questo ragionamento è molto tirato e non credo che sia quello Alfieri voleva esprimere con la frase da me citata. Alfieri (in attesa di una sua risposta ufficiale) a mio parere non parla di come Vasco compone i suoi testi e della sua visione del mondo ma dell’effetto “placebo”. Detto molto più terra terra di quanto abbia fatto lei: fra le righe si può anche leggere che Vasco è solo una valvola di sfogo per chi si sente diverso, ribelle e si identifica (ho scritto identifica e non riconoscersi) in lui, ma essendo Vasco parte del sistema alla fine non cambia nulla. Anche questo ragionamento è molto tirato.
    La ringrazio comunque per la sua risposta.

  • Mark Renton

    10 Dec 2009 - 11:18 - #63
    0 punti
    Up Down

    Alfieri getti fango su Vasco solo per dare un po’ di protagonismo al tuo ego.
    Oggi getti fango su Vasco, domani getti fango su chi ti sta intorno.
    Sono scelte di vita.
    Tu stesso in fondo non credi alle sciocchezze che hai scritto.
    Purtroppo invece di ignorarti e lasciarti nell’anonimato c’è chi ci è cascato con tutte le scarpe a questo tuo gioco.
    Goditi il tuo momento di celebrità! Massì si, ora si che sei qualcuno! ;-)

  • blaschino09

    10 Dec 2009 - 20:41 - #64
    0 punti
    Up Down

    E va bene ragazzi basta!!!va bene cosi’…questi paroloni e queste critiche a favore o contro Vasco..Alfieri sara’ molto contento di questa valanga di commenti e intanto TRACKS 2 ha vinto 3 dischi di platino!!!LA MUSICA E’ UN GUSTO PERSONALE E CHE VASCO E’ GRANDE NON E’ IN DISCUSSIONE…!!Pero’ siamo buoni visto che e’ natale e c’e’ anche spazio per voi..”non fan di Vasco”..Buoni o cattivi qui tutto dovrebbe solo unire!!!BUONE FESTE A TUTTI SIGNORI..!!

  • ...gabry!!!

    15 Dec 2009 - 09:29 - #65
    0 punti
    Up Down

    @blaschino09

    Permettimi di correggere il tuo messaggio.
    Siamo a 4 dischi di platino.
    GRANDE VASCO…e buon natale a tutti!!!!

Pagina 2 di 2 - Totale commenti: 65
« Precedenti 1 2